Il presidente Usa Donald Trump vorrebbe “un’estensione significativa” della tregua tra Russia e Ucraina, ora solo da oggi all’11 maggio. “Potrebbe essere e sarebbe bello se durasse di più”, ha detto il tycoon, parlando alla Casa Bianca. “Mi piacerebbe vedere Russia e Ucraina fermarsi. È la cosa peggiore dalla Seconda guerra mondiale in termini di vite umane, con 25.000 giovani soldati uccisi al mese. È una follia”. Trump ha parlato coi presidenti Putin e Zelensky: “Entrambi hanno acconsentito. C’è un breve periodo in cui non si uccideranno, che è molto positivo. Hanno anche accettato di restituire 1.000 prigionieri da ciascuna parte”.
“Gli Usa hanno fretta” di chiudere il conflitto in Ucraina, ma trovare una soluzione è “un percorso molto lungo, con dettagli complicati“, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, Peskov.
La speranza Trump che il cessate il fuoco tra Russia e Ucraina venga esteso oltre la data dell’11 maggio è “infondata”, ha affermato oggi il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov. “Ma lui ci spera – ha aggiunto Ushakov, citato dalla Tass – e perché no? Ci sta lavorando”. Tuttavia, ha sottolineato, l’estensione della tregua “non dipende solo da lui, ma anche dalle altre due parti”. Ushakov ha affermato che il cessate il fuoco da oggi all’11 maggio, annunciato ieri da Trump, è stato raggiunto dopo che “i rappresentanti delle amministrazioni russa e americana hanno passato due giorni a discuterne al telefono”.
Costa: ‘Al momento giusto saremo pronti a parlare con Mosca’
“Il nostro primo obiettivo dal primo giorno è una pace giusta e duratura per l’Ucraina.. Per questo abbiamo sostenuto l’Ucraina, per questo abbiamo messo in campo le sanzioni e per la stessa ragione noi siamo disponibili ai negoziati per una pace giusta e duratura per l’Ucraina. Nel momento giusto saremo pronti a parlare con la Russia per affrontare i problemi relativi alla nostra sicurezza comune. Aspettiamo” gli sviluppi “dell’iniziativa di Trump. Aspettiamo ma allo stesso tempo siamo pronti per fare il necessario”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ai cronisti a Bruxelles. “Il nostro obiettivo è una pace che rispetti la sovranità ucraina, la sua integrità territoriale e i confini riconosciuti internazionalmente. Questo è importante non solo per l’Ucraina ma per la nostra sicurezza e per la sicurezza globale. Noi dobbiamo applicare il diritto internazionale se vogliamo un futuro di pace nel mondo”, ha aggiunto.
Putin: ‘In Ucraina combattiamo contro forza aggressiva sostenuta da tutta la Nato’
L’esempio dei soldati sovietici che diedero la vita per sconfiggere il nazifascismo, oggi “ispira i soldati che svolgono il loro dovere nell’operazione militare speciale” in Ucraina e “resistono contro una forza aggressiva che è sostenuta dall’intero blocco della Nato”. Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, parlando durante la parata sulla Piazza Rossa per l’81esimo anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale. All’evento partecipano veterani del conflitto in Ucraina. Putin ha aggiunto che il destino del Paese non sarà deciso solo dai soldati, ma da tutto il popolo russo. “Rimanendo uniti, la vittoria sarà sempre nostra”, ha concluso il capo del Cremlino.
Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha dichiarato che non ci sono stati tentativi di interrompere le celebrazioni del Giorno della Vittoria a Mosca. “Non ci sono stati tentativi; va tutto bene”, ha affermato il portavoce del Cremlino, citato da Interfax. A seguito dell’annuncio da parte del presidente americano Donald Trump di una tregua tra Russia e Ucraina dal 9 all’11 maggio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva detto ieri sera di avere ordinato di non attaccare Mosca durante le celebrazioni. Da parte sua, il ministero della Difesa russo aveva dichiarato che le forze russe avrebbero lanciato un “massiccio attacco missilistico” di rappresaglia sul centro di Kiev se l’Ucraina avesse tentato di interrompere le celebrazioni del Giorno della Vittoria.
Mosca, sulla Piazza Rossa la parata per la Vittoria
Si è tenuta sulla Piazza Rossa la parata per l’81/o anniversario della vittoria sul nazifascismo, svoltasi quest’anno in tono minore e senza il dispiegamento di equipaggiamenti militari. Il presidente Vladimir Putin, accompagnato dai pochi ospiti stranieri presenti, tra i quali il suo omologo bielorusso Alexander Lukashenko e kazako, Kassim-Jomart Tokayev, si è recato sulla Tomba del milite ignoto, sotto le mura del Cremlino, appena fuori dalla Piazza Rossa, per deporre fiori in onore dei caduti in quella che in Russia è conosciuta come la Grande guerra patriottica.
Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha dichiarato che non ci sono stati tentativi di interrompere le celebrazioni. “Non ci sono stati tentativi; va tutto bene”, ha affermato il portavoce del Cremlino, citato da Interfax. A seguito dell’annuncio da parte del presidente americano Donald Trump di una tregua tra Russia e Ucraina dal 9 all’11 maggio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva detto ieri sera di avere ordinato di non attaccare Mosca durante le celebrazioni. Da parte sua, il ministero della Difesa russo aveva dichiarato che le forze russe avrebbero lanciato un “massiccio attacco missilistico” di rappresaglia sul centro di Kiev se l’Ucraina avesse tentato di interrompere le celebrazioni del Giorno della Vittoria. Trump ha espresso la speranza che il cessate il fuoco tra Russia e Ucraina possa essere esteso. Ma durante il suo discorso di oggi sulla Piazza Rossa, il presidente russo Vladimir Putin non ha fatto alcun cenno alle dichiarazioni del suo omologo americano.
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