Tre braccianti morti in Veneto in un incidente che poteva diventare una strage, altri tre morti in un giorno in Calabria, tra cui un giovane 24enne che lavorava in nero, la maggior parte migranti arrivati in Italia per avere un futuro migliore. L’ennesima giornata nera sul lavoro si è consumata tra il Veneto e la Calabria. Nel veneziano tre giovani di origini marocchine sono morti a Chioggia mentre si recavano nei campi per la raccolta del radicchio.
Viaggiavano a bordo di un minivan con altri sei braccianti stranieri quando, per cause ancora da accertare, il mezzo è precipitato in un canale. Mentre in sei sono riusciti a liberarsi e a tornare a riva autonomamente, il conducente 33enne, Gari Abdelghani, e altri due Saifi El Arbi, di 36 anni, e Yassin Mazi, di 28, sono rimasti bloccati all’interno. All’arrivo dei soccorsi, non c’era già più niente da fare. L’incidente è avvenuto lungo l’idrovia Sant’Anna di Chioggia intorno alle 6.30 del mattino, quando un passante ha notato il furgoncino nell’acqua e ha lanciato l’allarme. Stando a una prima ricostruzione, l’uomo che si trovava alla guida del van ha perso il controllo del mezzo, finendo contro un muretto e sfondandolo. A quel punto i nove lavoratori sono precipitati nel canale. Sul posto sono intervenute immediatamente le squadre dei vigili del fuoco di Chioggia, Cavarzere, il nucleo regionale sommozzatori di Venezia e l’autogru da Mestre. Ma quando sono riusciti a recuperare i lavoratori rimasti incastrati, per loro non c’era già più niente da fare. Non appena è stato chiaro che si trattava di braccianti, sono stati allertati anche i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, che dovranno ora accertare le condizioni dei lavoratori. Il furgoncino con targa di Rovigo, intanto, è stato sequestrato. Sul posto è giunto anche il sindaco di Chioggia Mauro Armelao, che ha poi espresso il proprio cordoglio per una “tragedia immensa”. I sindacati locali chiedono tutti all’unisono che venga fatta chiarezza sul contesto in cui operavano i braccianti. Cgil e Flai Venezia, in particolare, auspicano che si verifichi anche “l’eventuale coinvolgimento di reti di intermediazione illecita” e che si potenzino “le ispezioni nei settori agricolo, cantieristico e logistico con risorse adeguate”. E Sempre in Veneto oggi è morto un agricoltore di 89 anni, Leandro Agostinetto, caduto con il suo trattore in un dirupo a Valdobbiadene, la zona del Prosecco in provincia di Treviso. Un altro incidente sul lavoro era avvenuto giovedì sera a Martellago, sempre nel Veneziano, con il decesso di un operaio 51enne. Altri tre infortuni mortali in Calabria.
A perdere la vita è stato un ragazzo di 23 anni che è rimasto schiacciato sotto una colonna di cemento mentre era al lavoro – in nero – come operaio in una struttura balneare a Paola, in provincia di Cosenza. Il giovane, di origini senegalesi, sarebbe stato travolto dalla struttura utilizzata per l’allestimento delle docce ed è morto sul colpo. Dai primi accertamenti è emerso che il lavoratore, che era ospite di una struttura di accoglienza per migranti, non era regolarmente assunto dal titolare cui stava prestando servizio in vista dell’imminente stagione turistica. Altri due incidenti mortali si sono poi registrati ieri in provincia di Reggio Calabria. Ad Anoia ha perso la vita il 46enne Fabio Cananzi, operaio che lavorava nell’impresa edile intestata alla moglie e che stava eseguendo alcuni interventi edili e di carpenteria sul tetto. Improvvisamente sarebbe stato colpito da una lamiera divelta dal vento che lo ha fatto precipitare e morire sul colpo. La terza vittima calabrese un 53enne morto nel cantiere del depuratore consortile di Francavilla Angitola (Vibo Valentia), schiacciato da un camion-gru durante le attività di manutenzione e adeguamento dell’impianto.
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