Elly Schlein lavora ad un raccordo sempre più stretto con i leader progressisti mondiali, anche in vista delle prossime elezioni politiche in Italia. L’obiettivo è quello di trovare una strada condivisa per un nuovo ordine internazionale ora gestito – è il suo ragionamento – con la legge del più forte e del più ricco. Un nuovo assetto che allontani il progetto di un certo mondo sovranista – rimarca – di indebolire l’Europa. Una partita che per la segretaria dem ha come elemento fondamentale proprio il ruolo dell’Unione europea. Un approccio che ha sicuramente una impronta leaderistica – si commenta in alcuni settori del centrosinistra – in vista delle scelte che dovranno essere fatte in Italia per arrivare al candidato premier del campo largo. Una partita che porta a ragionare sulle primarie per un eventuale confronto con Giuseppe Conte (rientrato nell’agone politico dopo una breve assenza per malattia).
Primarie che però la sindaca di Genova, Silvia Salis, definita suggestivamente anche come la possibile ‘papessa straniera’, ha sempre bocciato come principio considerandole uno strumento di divisione. Una importante occasione per la segretaria Dem di riaffermare le sue convinzioni in politica estera, e anche il suo ruolo di leader, si è materializzata a Toronto, al Global progress action summit, il vertice dove si sono dati appuntamento i progressisti di molti paesi. E’ la seconda volta che vi partecipa dopo quello di Londra dello scorso anno. Al centro, appunto, come ricostruire un ordine mondiale che ‘qualcuno sta cercando di smantellare per sostituire il diritto internazionale con la legge del più forte e del più ricco’. ‘È una preoccupazione condivisa – spiega Schlein ai suoi interlocutori – ed è importante essere qui a condividerla con tante altre personalità e altre forze politiche progressiste e democratiche di tutto il mondo’.
In questo quadro, ha avuto anche l’occasione di incontrare l’ex presidente Usa Barack Obama e il premier canadese Mark Carney: che ha ringraziato per le parole che ha detto in Armenia la settimana scorsa, quando ha affermato che l’ordine internazionale sarà ricostruito e sarà ricostruito a partire dall’Europa. ‘Tutti elementi da approfondire per rimettere al centro la pace, il dialogo e la cooperazione’, ha sintetizzato Schlein. Nel faccia a faccia con Obama, l’ex presidente americano le ha ricordato il suo sostegno ai giovani leader. Mentre la segretaria del Pd ha tra l’altro fatto riferimento al periodo quando, nel 2008 e nel 2012, è stata volontaria nelle campagne elettorali dell’allora candidato democratico alle elezioni Usa. Alle parole di Schlein dal Canada fanno eco quelle dei leader della sinistra italiana che a Roma si sono visti per porre prima di tutto le basi di un percorso di costruzione del nuovo programma per il governo il Paese. Confermando la volontà – più volte espressa – di partire dal progetto e non dalla scelta del leader. Non a caso, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs guardano alle primarie del centrosinistra con scetticismo, ritenendole non prioritarie.
La loro posizione si concentra sulla necessità di costruire prima il programma e l’alternativa politica, piuttosto che focalizzarsi sul candidato leader. Una iniziativa che Angelo Bonelli declina indicando tra le priorità: un fisco più giusto, una sanità e una scuola con più investimenti pubblici e la seria presa in considerazione delle rinnovabili per abbassare i costi dell’energia. Un’alternativa per il Paese che dovrebbe partire da una piattaforma programmatica comune con gli alleati del Pd e dei 5 stelle per una svolta progressista ed ecologista. E’ stata battezzata “Decidiamo”.
Una sorta di biglietto da visita per candidarsi alla guida del Paese, spiega Nicola Fratoianni che entra nel cuore dei problemi da risolvere sul fronte del lavoro. ‘Che cosa vogliamo fare, finanziare per miliardi la spesa militare, o vogliamo stabilizzare 4.000 precari dei centri di ricerca e 30.000 precari dell’università?”, si è tra l’altro chiesto – per fare un esempio – il leader di Sinistra Italiana.
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