Starmer: ‘Imperdonabile che non mi abbiano informato su Mandelson’

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     Il premier britannico Keir Starmer ha definito “imperdonabile” e “sconcertante” non essere stato informato sul fatto che Peter Mandelson non aveva superato il controllo di sicurezza interno sulla nomina politica ad ambasciatore negli Usa e che il Foreign Office aveva ignorato il parere contrario. Il primo ministro laburista, parlando ai media a Parigi dove si trova per il vertice sulla navigazione marittima nello stretto di Hormuz, si è detto “assolutamente furioso” per la vicenda, rispetto alla quale le opposizioni hanno chiesto le sue dimissioni, aggiungendo che lunedì esporrà al Parlamento tutti i fatti “in piena trasparenza”.   Il premier ha così portato avanti la sua linea di difesa, che da più parti viene giudicata come non credibile, mentre i partiti d’opposizione lo accusano di aver mentito in Parlamento quando diceva che la designazione al centro della vicenda era avvenuta nel pieno rispetto delle regole. Gli stessi giornalisti che lo stavano intervistando hanno chiesto come sia verosimile che il più alto funzionario del ministero degli Esteri – il dimissionario sir Olly Robbins – abbia unilateralmente ignorato la raccomandazione contraria al rilascio del nulla osta di sicurezza a Mandelson fatta da un apposito comitato – l’UK Security Vetting – per approvare di sua iniziativa una nomina politica voluta dal primo ministro per l’ex eminenza grigia del New Labour, legato a doppio filo col defunto faccendiere pedofilo Jeffrey Epstein, e già in passato finito al centro di vicende torbide e scandali quando era ministro. “Non mi è stato detto che non aveva superato il controllo di sicurezza – ha ribadito sir Keir – nessun ministro era stato informato e nemmeno Downing Street”.

    Il più alto funzionario del ministero degli Esteri britannico verso le dimissioni dal suo incarico dopo che il suo dipartimento non ha informato il primo ministro del fatto che Lord Mandelson non avesse superato le verifiche di sicurezza per il ruolo di ambasciatore negli Stati Uniti. Secondo quanto appreso dalla BBC, Sir Keir Starmer e il ministro degli Esteri Yvette Cooper hanno perso fiducia in Sir Olly Robbins, che di fatto è stato rimosso dall’incarico. La notizia giunge dopo che il governo ha confermato che il ministero degli Esteri ha ignorato il parere dell’agenzia di controllo e ha permesso a Lord Mandelson di assumere l’incarico. Un portavoce ha dichiarato che né Sir Keir né alcun ministro erano a conoscenza del fatto che Lord Mandelson non avesse superato le verifiche di sicurezza, fino all’inizio di questa settimana. Lord Mandelson era stato nominato ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti nel dicembre 2024, prima che venissero effettuati i controlli approfonditi, e aveva assunto formalmente l’incarico il 10 febbraio 2025. Solo sette mesi dopo, è stato rimosso dall’incarico a causa dei suoi legami con il defunto Jeffrey Epstein. I partiti d’opposizione nel Regno Unito hanno definito come “capro espiatorio” il siluramento di sir Olly Robbins, il più alto funzionario del Foreign Office, nella bufera che ha travolto il premier laburista Keir Starmer per la nomina politica ad ambasciatore negli Usa di Peter Mandelson, legato a doppio filo al defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein, dopo le rivelazioni del Guardian sul fatto che l’ex eminenza grigia del New Labour non aveva superato i controlli di sicurezza preventivi condotti per verificare la sua idoneità a quel delicato incarico diplomatico e l’avviso di un apposito comitato era stato del tutto ignorato dai vertici del ministero degli Esteri. La richiesta già avanzata ieri dalla leader dei Conservatori, Kemi Badenoch, alla quale si erano affiancate le altre formazioni politiche, dal trumpiano Reform Uk di Nigel Farage, ai Verdi di Zack Polanski fino ai Libdem con un formale distinguo, è di dimissioni del primo ministro per aver “fuorviato” il Parlamento su questa vicenda, quindi per aver mentito affermando più volte che la nomina di Mandelson aveva seguito “il pieno rispetto delle procedure”. Viene respinta con forza la giustificazione avanzata da Downing Street secondo cui né sir Keir né alcun ministro erano a conoscenza – fino all’inizio di questa settimana – del fatto che Mandelson non avesse superato le verifiche di sicurezza. Starmer, già in grave crisi di consensi, si trova in una posizione sempre più indifendibile e la sua leadership sta traballando come mai prima. Ancor di più se si considera che il premier è costretto a presentarsi lunedì alla Camera dei Comuni per correggere quanto aveva detto con un’apposita dichiarazione.
       

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