Il Papa: ‘l’umanità ha fame di pace, servono gesti di perdono’

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    C’è una umanità affamata di pace. Lo ha ribadito il Papa nell’omelia della messa a Douala sottolineando che il Vangelo (il passo della moltiplicazione dei pani) mostra “non solo come Dio nutre l’umanità con il pane della vita, ma come noi possiamo portare questo cibo a tutti gli uomini e le donne che hanno fame di pace, di libertà, di giustizia come noi. Ogni gesto di solidarietà e perdono, ogni iniziativa di bene è un boccone di pane per l’umanità bisognosa di cura”, ha sottolineato Leone XIV. Se viene donato “il cibo abbonda: non viene razionato per emergenza, non viene rubato per contesa, non viene sprecato da chi si ingozza davanti a quanti non hanno nulla da mangiare”. Lo ha detto il Papa nell’omelia della messa, commentando il Vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci del quale ripete quella domanda: “Vedete quanta gente affamata, oppressa dalla fatica. Che cosa fate?”. Oggi “questa domanda è rivolta a ciascuno di noi: è rivolta ai padri e alle madri che custodiscono le loro famiglie. È rivolta ai pastori della Chiesa, che vegliano sul gregge del Signore. È rivolta a quanti hanno la responsabilità sociale e politica – ha sottolineato Leone XIV – di guardare al popolo e al suo bene”.

    Il Papa in Camerun, lascia Yaoundé per recarsi a Douala

    Il Papa oggi a Douala, la capitale economica del Camerun. Qui si terrà l’evento, nel viaggio del Papa in Africa, con la partecipazione più ampia: una messa alla quale sono attesi 600mila fedeli.

    Leone XIV partirà dall’aeroporto di Yaoundé alle 9 ora locale (10 in Italia), l’arrivo è previsto alle 9.55. Alle 11 Leone celebrerà la messa nell’area antistante il Japoma Stadium. Alle 13.30 invece visiterà in forma privata l’ospedale cattolico Saint Paul. Alle 14.10 partenza da Douala per tornare in aereo a Yaoundé; l’arrivo nella capitale del Papa è previsto alle 15.20.
    L’ultimo incontro della giornata si terrà alle 17.30 all’Università Cattolica di Yaoundé.

    Ieri il Pontefice si è invece recato a Bamenda, nel cuore del Camerun anglofono vessato dalla guerra civile. I separatisti avevano annunciato tre giorni di tregua per consentire la visita del Papa in tutta sicurezza, come in effetti è stato. Per il Pontefice è stato un vero e proprio bagno di folla con migliaia di persone entusiaste sia nell’incontro per la pace nella Cattedrale di San Giuseppe che nella messa celebrata nell’area antistante all’aeroporto. Forte il messaggio di pace lanciato in questa cittadina dove è più sentito il problema del conflitto interno che ha causato tanti morti e sfollati.
    “Questo è il momento di cambiare, di trasformare la storia di questo Paese. Oggi e non domani, adesso e non in futuro, è giunto il momento di ricostruire, di comporre nuovamente il mosaico dell’unità mettendo insieme le diversità e le ricchezze del Paese e del Continente, di edificare una società in cui regnino la pace e la riconciliazione”, ha detto Leone. Tra i gesti della giornata rimarranno nella memoria le colombe bianche liberate da Leone XIV davanti alla cattedrale, anch’esse simbolo di quella pace che è tra le priorità del pontificato di Prevost.

    Il Papa ha poi sottolineato che i problemi, in alcuni paesi dell’Africa, non sono legati soltanto a conflitti interni, come è nel caso del Camerun, ma anche da ingerenze esterne: “Si aggiunge anche il male causato dall’esterno, da coloro che in nome del profitto continuano a mettere le mani sul continente africano per sfruttarlo e saccheggiarlo. Tutto questo rischia di farci sentire impotenti e di disseccare la nostra fiducia”.

    “Gli orecchini? Non sono per me”, il regalo del Papa per la nipote

    In una delle tappe del viaggio in Africa, la visita alle suore agostiniane in Algeria, il Papa ha potuto apprezzare dei prodotti di artigianato, che gli sono stati offerti, e ne ha scelti alcuni da portare in dono alla nipote. E’ quanto si vede in un video postato dall’artigiana che ha offerto al Pontefice i suoi prodotti. Virale il momento in cui la suora gli mostra un pendente con l’albero della vita, apprezzato da Leone; poi alla suora che dice “gli orecchini no…”, il Papa replica: “Ma non sono per me, è per portarli a mia nipote”.
    “E’ stato un onore parlare con lui e sono contenta che ha scelto l’albero della vita, un frammento della mia anima”, riferisce la creatrice di queste opere. 

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