Le scuse di Ranucci a Nordio: ‘Mi cospargo il capo di cenere’

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    “Sono stato accusato di aver dato una notizia non verificata, in realtà ho detto che stavamo verificando una notizia, cosa completamente diversa”. Sigfrido Ranucci è tornato così sul caso della grazia a Nicole Minetti e sull’accusa al ministro Nordio di essere stato nel ranch in Uruguay di Giuseppe Cipriani, compagno dell’ex consigliera regionale lombarda, che gli è costata una lettera di richiamo dalla Rai.

    “Sicuramente sono caduto in un eccesso, mi copro il capo di cenere. Tuttavia non ho dato una notizia non verificata”, ha detto il giornalista, che ha ribadito l’intenzione di affrontare il giudizio a sue spese, senza la tutela legale della tv di Stato, in caso di denuncia del Guardasigilli. “È sua legittimità, lo faccia”, ha sottolineato oggi Ranucci, ospite di un incontro sulla legalità in una scuola superiore di Trani, sulla possibile azione risarcitoria nei suoi confronti da parte del ministro Nordio, che ha smentito di essere stato nel ranch di Cipriani.

    “C’è stata una strumentalizzazione politica, non da parte mia, però io vado per la mia strada, continueremo a fare giornalismo d’inchiesta”, ha sostenuto il conduttore, ribadendo di non voler “esporre l’azienda che gestisce soldi dei cittadini a dei rischi”. Per questo motivo si difenderà “in maniera autonoma e vedremo come finirà”, ha detto ricordando i numeri di Report: “Siamo stati la prima trasmissione di informazione, la seconda in generale, quindi tutti i danni reputazionali che qualcuno temeva non ci sono stati o se non altro li abbiamo limitati”. In attesa che le indagini dell’Interpol facciano il suo corso e la Procura Generale di Milano stabilisca se nell’istanza di grazia della Minetti ci siano state delle anomalie, sono le polemiche sulle rivelazioni della trasmissione di Rai Tre a tenere banco.

    “Nella puntata di ieri sera, Ranucci, ancora una volta, ha falsamente collegato la richiesta di grazia della signora Minetti con una missione istituzionale del ministro Nordio in Uruguay. E visto che è stato già pubblicamente e sonoramente smentito dal ministro, stavolta ha azzardato una mia partecipazione nella gestione della concessa grazia. Non mi farò travolgere da questa vergognosa macchina del fango”, è la presa di posizione dell’ex capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, che ha sostenuto di non conoscere “i signori Cipriani, padre o figlio che sia, né tantomeno la signora Minetti. Non ho mai parlato con loro ne li ho mai incontrati”. E “la cosa ancora più ingannevole è il surrettizio collegamento con una colazione di lavoro del ministro Nordio con l’omologo americano in occasione del G7, avvenuta a Venezia l’8 maggio 2024 ovvero quasi due anni prima della grazia concessa dal presidente della Repubblica alla signora Minetti nel febbraio 2026.

    Questo non è giornalismo di inchiesta ma macchina del fango. Queste mie parole di netta smentita non potranno mai avere la forza di un programma televisivo di prima serata, motivo per il quale Ranucci – o altri avventori che come lui azzarderanno falsità – sarà chiamato a rispondere nelle dovute sedi”. E sulla puntata di Report sono intervenuti anche i legali della Minetti. “Smentiamo categoricamente – scrivono in una nota il professor Emanuele Fisicaro e l’avvocato Antonella Calcaterra in riferimento all’intervista del giornalista del Fatto Thomas Mackintosh – che i fatti, per la verità riportati con grande genericità e approssimazione dal giornalista, abbiano una qualsivoglia aderenza con la realtà”.

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