Il comando centrale americano ha lanciato in queste ore una nuova strategia per riaprire lo stretto di Hormuz al traffico commerciale: ‘Project Freedom’. La missione, voluta da Donald Trump, ha lo scopo di fornire supporto alle navi mercantili che intendono transitare liberamente attraverso il vitale corridoio del commercio internazionale, bloccato dall’inizio della guerra contro l’Iran.
Ma quali e quante sono le forze impiegate in ‘Project Freedom’? E in quale modalità gli americani saranno il loro sostegno? Stando a quanto riferito dal capo del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, sono stati dispiegati circa 15.000 militari, oltre oltre 100 jet per scortare le navi che decolleranno sia da terra che dalle portaerei, centinaia di droni e cacciatorpediniere lanciamissili. Quanto alla modalità in cui si svolgerà la missione il comando centrale ha fatto capire che non si tratterà di una scorta fisica delle navi cargo ma una gestione del traffico marittimo nello stretto che coinvolga paesi, compagnie di assicurazione e i spedizione. Secondo il Wall Street Journal, il piano prevede che le forze armate Usa guidino le navi attraverso il corso d’acqua indicando le rotte più sicure ma senza accompagnarle. E questo è uno dei motivi per cui alcuni armatori hanno già dichiarato che riprenderanno le normali operazioni solo dopo aver avuto garanzie chiare da parte dell’Iran che non attaccherà navi civili.
Non è la prima volta che gli Stati Uniti lanciano una missione del genere nello stretto di Hormuz. Nelle fasi finali della guerra tra Iran e Iraq, tra il 1987 e il 1988, l’allora presidente Ronald Reagan mise in atto l’operazione ‘Earnest Will’ per scortare le petroliere opo che le forze iraniane avevano iniziato a prendere di mira o minacciare il traffico mercantile.
Il 14 aprile del 1988 la USS Samuel B. Roberts urtò una mina iraniana e rischiò di affondare. Quattro giorni dopo gli americani lanciarono l’operazione ‘Praying Mantis’: il più vasto scontro navale per gli Stati Uniti dalla seconda guerra mondiale. Nel giro di poche ore, le forze armate Usa distrussero due piattaforme petrolifere utilizzate dall’Iran come basi operative militari, affondarono diverse navi da guerra di Teheran e smantellarono di fatto una parte significativa della marina dei pasdaran.
Due aviatori dei Marines persero la vita nello schianto del loro elicottero nel golfo Perisco. L’attacco spinse l’Iran ad accettare un cessate il fuoco con l’Iraq in estate ponendo fine ad un conflitto durato otto anni.
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