La tragedia alle Maldive. Morto un sub che cercava i corpi degli italiani: si è sentito male mentre era in immersione

    6

    I media delle Maldive danno per deceduto un sub delle forze armate delle Maldive che stamane si era immerso per cercare i corpi dei quattro italiani. Il sub era stato trasferito in ospedale in condizioni critiche. “La Mndf (Forze di Difesa Nazionali delle Maldive, ndr) sta conducendo un’operazione di ricerca per ritrovare quattro subacquei dispersi nell’atollo di Felidhey mentre si trovavano in immersione. Il sergente maggiore Mohamed Mahadi della Mndf, che oggi si è sentito male mentre era in immersione durante l’operazione di ricerca e soccorso per ritrovare i quattro subacquei dispersi, è deceduto“. Lo scrive su X la Mndf.

    Il sergente è probabilmente morto a causa della malattia da decompressione (Mdd), causata dalla formazione di bolle di gas (solitamente azoto) nel sangue e nei tessuti. Il militare è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Adk dopo essere emerso dall’immersione ed essersi sentito male. L’Mdd si verifica in genere quando c’è un rapido calo della pressione circostante, più comunemente quando un subacqueo risale troppo velocemente dall’immersione.

    “La scomparsa di un sommozzatore della Maldives National Defence Force, impegnato nella ricerca dei sub dispersi, rappresenta per me e per tutto il popolo un dolore profondo. È una notizia triste e sconvolgente” scrive su X Mohamed Muizzu, presidente delle Maldive esprimendo il proprio cordoglio per la morte del Sergente, per cui Muizzu ha chiesto “la dignità di martire”. “Prego affinché alla famiglia del defunto venga concessa forza e pazienza ed esprimo a lei e alla Mndf le mie condoglianze”, ha concluso il presidente.

    LE INDAGINI

    Le autorità maldiviane hanno avviato un’indagine per capire perché il gruppo dei 5 italiani sia sceso oltre il limite consentito di 30 metri per le immersioni alle Maldive. Lo scrive il sito locale Edition. Il ministero del Turismo maldiviano ha affermato che il mantenimento della sicurezza nel settore turistico è responsabilità di tutti gli operatori e ha sollecitato il pieno rispetto delle normative, aggiungendo che verranno adottate le misure necessarie per rafforzare gli standard di sicurezza.

    Secondo gli standard di immersione ricreativa generalmente seguiti alle Maldive, le immersioni sono in genere limitate a circa 30 metri, a meno che non vengano effettuate nell’ambito di programmi di immersione tecnica specializzati che prevedono certificazioni avanzate, pianificazione della decompressione e sistemi di respirazione specifici. Gli inquirenti, scrive The Press, dovranno inoltre esaminare le procedure di pianificazione delle immersioni, le certificazioni dei subacquei, le misure di preparazione alle emergenze e le attrezzature utilizzate durante la spedizione. I dati dei computer subacquei e le riprese delle telecamere subacquee potranno essere ulteriormente analizzati nell’ambito degli sforzi volti a ricostruire la sequenza degli eventi.

    Il tour operator verbanese Albatros Top Boat “non sapeva” dell’immersione a una profondità di oltre trenta metri e, in ogni caso, “non l’avrebbe mai consentita”. Lo afferma in un’intervista al sito web del Corriere l’avvocata Orietta Stella, legale dell’agenzia di viaggi. L’immersione a quella profondità “non era prevista” fa sapere la legale, secondo cui le “crociere scientifiche erano dedicate al campionamento dei coralli” e “non c’era nulla che facesse pensare a immersioni a 50-60 metri o a una penetrazione in grotta”.

    Stella sottolinea che alle Maldive “scendere oltre i trenta metri costituisce una violazione amministrativa: per superare quel limite serve un provvedimento specifico dell’autorità marittima maldiviana” e “questa autorizzazione, almeno da parte nostra, non era stata chiesta”. L’avvocata sottolinea inoltre che Albatros Top Boat “commercializzava la crociera” ma “non è l’armatore e non aveva dipendenti a bordo”, neppure Gianluca Benedetti, che era “l’operation manager, ovvero il punto di raccordo tra l’armatore e il tour operator”, ma che “formalmente era assunto da una società maldiviana, come tutto il personale a bordo”.

    L’OPERAZIONE

    Il ‘Duke of York‘, lo yacht su cui erano ospitati i 25 turisti italiani frai quali i 5 sub scomparsi, ha appena raggiunto la capitale Malé.

    In mare al momento otto sommozzatori maldiviani si alternano nelle operazioni. I due primi operatori si sono già immersi per individuare e segnalare con precisione il punto di ingresso della serie di caverne in cui sono scomparsi i sub italiani. Altri 6 sommozzatori si immergeranno successivamente, in vari turni, per provare a individuare i corpi e riportarli in superfice.

    Il ministro degli Esteri italiano AntonioTajani ha dato disposizioni alla Farnesina di seguire il recupero dei corpi ma anche di offrire assistenza alle famiglie degli scomparsi e ai connazionali che adesso dovranno rientrare in Italia. Su sua richiesta, la polizia maldiviana metterà a disposizione un team predisposto per il supporto psicologico per i connazionali coinvolti. 

    Il portavoce presidenziale delle Maldive, Mohammed Hussain Shareef, ha dichiarato che i soccorritori hanno elaborato un piano basato sui progressi compiuti ieri nell’esplorazione della grotta. Secondo quanto riferito da Shareef, ripreso da Ap sul sito, due italiani, un esperto di soccorso in acque profonde e un esperto di immersioni in grotta, dovrebbero unirsi alle operazioni di recupero.

    LE VITTIME

    Un enorme mazzo di fiori appoggiato alla porta dello studio di Monica Montefalcone, la docente dell’Università di Genova morta con sua figlia Giorgia Sommacal, altri due ricercatori genovesi e un altro sub in una delle grotte a -50 metri di profondità di un atollo maldiviano. L’hanno portato i suoi studenti che oggi piangono quella prof così amata.

    L’università oggi è chiusa ma la bandiera a lutto è rimasta lì. Sui social il dolore sotto forma di parole condivise è unanime. Come quello di Simona Saba, ex insegnante di pianoforte di Giorgia Sommacal che posta una foto insieme. “Ricordo quanto eri felice quando la tua mamma ti portava con sé durante le immersioni, quanto eravate legate, ricordo i vostri bellissimi sorrisi. 23 anni di vita stroncata via in un attimo in quel mare che tanto amavi” scrive Saba “un pezzo di me se ne è andato con te”. Cordoglio e dolore anche da parte dell’International school for Scientific diving (Issd) di cui Montefalcone era consigliera: “Il nostro silenzio sino ad ora è legato all’incredulità, allo sconforto ed al dolore a seguito di una notizia che mai ci saremmo aspettati di ricevere”. E dolore anche dagli ex compagni del Liceo Mazzini di Genova che Giorgia Sommacal aveva frequentato prima di iscriversi all’università: “Ciao Giorgia, indimenticabile e brillante studentessa del nostro Liceo. Riposa in pace insieme alla tua mamma”.

    Un ricordo di Monica Montefalcone anche dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn: “Chiunque l’abbia incontrata ricorderà il suo sorriso: autentico, accogliente, presente in ogni momento, nei laboratori, durante le attività in mare, nei convegni e nella vita quotidiana – si legge nel post -. Il suo esempio continuerà a vivere nel lavoro, nei valori e nelle persone che ha formato e ispirato”.

    Riproduzione riservata © Copyright ANSA