Un’elezione regionale e un banco di prova nazionale: domani circa 7 milioni di elettori sono chiamati alle urne in Andalusia, la regione più popolosa della Spagna, in un test che ha il valore di un referendum anticipato sugli equilibri politici, in vista delle elezioni generali del 2027.
Il governatore uscente, Juan Manuel Moreno, leader moderato del Partido Popular, punta a confermare la maggioranza assoluta, senza dipendere dall’ultradestra Vox. Sul fronte socialista, Maria Jesus Montero, ex vicepremier alle Finanze, è stata scelta da Pedro Sanchez per tentare di rilanciare il Psoe nella ex storica roccaforte del Sud, governata per 36 anni e perduta nel 2019.
I sondaggi accreditano il Pp attorno al 43% dei voti e vicino ai 55 seggi della maggioranza nella camera regionale. Il Psoe rischia invece il peggiore risultato di sempre, scendendo sotto i 30 deputati attuali. Dopo le sconfitte in Estremadura, Aragona e Castiglia e Leon, una nuova battuta d’arresto indebolirebbe il Psoe, già scosso dai processi di corruzione contro ex dirigenti del cerchio magico del premier. Vox, il cui leader Santiago Abascal punta ad avere la chiave di un governo delle destre, frenerebbe, ottenendo fra i 14 e i 17 seggi, in linea con i 14 della scorsa legislatura.
Il quadro resta comunque aperto, poiché oltre il 20% degli elettori si dichiara indeciso e l’astensione potrebbe superare il 40%, fattore che storicamente penalizza il Psoe. In cerca della ‘remontada’, Pedro Sanchez ha chiuso venerdì a Siviglia la campagna, fianco a fianco con Maria Jesus Montero, facendo appello alla mobilitazione: “La destra ha molte teste, ma una sola croce che sono tagli, privatizzazione e disuguaglianza”, ha ammonito rivolto a Pp e Vov. E ha sollevato un’ovazione dei 3.500 presenti invocando il ‘No alla guerra’.
Per il leader socialista, rafforzato sul piano internazionale dalla posizione sui conflitti e la difesa de diritti umani, ma fragile su quello interno, il voto andaluso è cruciale. Il Pp cerca infatti di presentare le elezioni come un referendum su Sanchez. Una pesante sconfitta di Montero, suo braccio destro, verrebbe letta come segnale di logoramento, riattivando la richiesta di un ritorno anticipato alle urne.
Da parte sua, ‘Juanma’ Moreno ha costruito la campagna su “stabilità, moderazione e tagli fiscali”, cercando di consolidare l’immagine di una destra pragmatica, e “di governo”. Distinta dai toni più identitari adottati dal leader del Pp, Alberto Nunez-Feijoo – ad esempio, sull’immigrazione – nella competizione con Vox, deciso ad imporre anche in Andalusia la ‘priorità nazionale’ nell’accesso ad aiuti e servizi degli immigrati
. La candidata socialista ha puntato invece sulla sanità e sui servizi pubblici, temi centrali dopo lo scandalo degli errori negli screening oncologici, che ha coinvolto migliaia di donne. “Queste elezioni sono un referendum sulla sanità, l’istruzione pubblica e l’accesso alla casa”, ha ripetuto Montero. Ma sull'”orgoglio socialista” pesano anche le critiche ricevute per aver definito “un incidente sul lavoro”, la morte di due agenti della Guardia Civil nell’inseguimento di una lancia veloce di narcotrafficanti.
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