Trema di nuovo la terra nel sudovest del Giappone, dove a dieci anni di distanza la natura si è manifestata in tutta la sua violenza, a ricordare che nemmeno il Paese più preparato al mondo contro i terremoti può dirsi mai davvero al sicuro. Il sima ha avuto magnitudo 6.5 secondo i dati dell’Ingv, 6.8 secondo l’Usgs, 7.1 secondo l’Agenzia metereologica giapponese. L’ipocentro della scossa è stato a circa 10 km di profondità.
I primi bilanci del terremoto che ha colpito la prefettura di Kumamoto parlavano di almeno un morto, oltre cento feriti e decine di dispersi, secondo fonti di polizia e i media locali. E si scava tra le macerie in cerca di persone rimaste intrappolate.
La situazione più grave riguarda il centro commerciale Aeon Mall di Kashima, dove un’esplosione è avvenuta dopo l’evacuazione di dipendenti e clienti, causando il crollo del secondo piano. Circa 200 persone erano già uscite dall’edificio, che ospita circa 160 negozi e una sala cinematografica, ma tra le macerie si cercano tra i 20 e i 30 dispersi, secondo fonti di polizia citate dall’emittente pubblica Nhk. Le forze di autodifesa giapponesi, con circa 3.600 militari impegnati nei soccorsi in tutta l’area colpita, sono al lavoro nel mall. “Ero alla cassa, non è stato un tremore come gli altri. È stato un colpo secco, dal basso, come se qualcosa fosse esploso sotto i nostri piedi”, racconta ai media nipponici Kenji Sato, 34 anni, impiegato in un negozio di elettronica al secondo piano. “Il rumore era assordante, un ruggito cupo della terra che copriva le urla dei clienti. Poi, all’improvviso, un boato ancora più forte proveniente dall’ala opposta del piano: un’esplosione, forse una conduttura del gas. In quel momento la luce è andata via e siamo piombati nel buio pesto, interrotto solo dai fari d’emergenza e dalle scintille dei cavi elettrici tranciati”, ha aggiunto.
Dispersi sono segnalati anche in una fabbrica di carta di Yatsushiro, dove è crollata la sommità di una ciminiera mentre un treno merci è deragliato nella zona, ma senza feriti. Diversi incendi, ponti danneggiati, abitazioni pericolanti e il crollo di parte delle mura dello storico castello di Kumamoto sono stati segnalati dalle tv locali, mentre circa 45mila utenze sono rimaste senza elettricità. La rete ferroviaria ad alta velocità Kyushu Shinkansen è stata interamente sospesa, mentre l’aeroporto di Kumamoto ha chiuso per alcune ore prima di riaprire in serata. Nessuna anomalia è stata riscontrata invece nelle centrali nucleari di Genkai e Sendai, secondo l’operatore Kyushu Electric Power, mentre la premier Sanae Takaichi ha definito prioritaria la salvaguardia delle vite umane, assicurando il massimo impegno del governo in coordinamento con le autorità locali.
La scossa, avvenuta alle 16:27 ora locale a una profondità di 16 chilometri lungo una faglia trascorrente, ha raggiunto il livello massimo di 7 sulla scala sismica giapponese, il più alto registrato dal terremoto della penisola di Noto nel 2024.
Numerose scosse di assestamento sono seguite, tra cui una di magnitudo 6.1 mentre circa 300mila persone hanno ricevuto l’ordine di recarsi nei centri di evacuazione predisposti dalle autorità. Un’allerta tsunami emessa subito dopo la scossa è stata revocata nell’arco di poche ore.
Secondo gli esperti, il sisma sarebbe legato a un tratto della faglia di Hinagu rimasto inattivo nei terremoti che devastarono la stessa regione nell’aprile 2016, quando due scosse di magnitudo 6.5 e 7.3 causarono 273 morti. Negli ultimi dieci anni, secondo un’analisi dell’Università di Tohoku, la sismicità minore lungo quella faglia è raddoppiata. L’Agenzia meteorologica giapponese (Jma) ha invitato la popolazione a mantenere alta l’attenzione nei prossimi due-tre giorni, non escludendo nuove scosse di intensità fino al livello 7.
Il Giappone, situato lungo la “Cintura di fuoco” del Pacifico, è tra le Nazioni a più alta sismicità al mondo, con circa il 18% dei terremoti globali registrati sul suo territorio. Il Paese non ha ancora dimenticato il disastro del 2011, quando un terremoto di magnitudo 9.0 generò uno tsunami che causò quasi 18.500 vittime e il disastro nucleare di Fukushima.
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