Al momento sono gli unici fermati per gli assalti ai cantieri Tav in Val di Susa di sabato scorso. Sono i due ventenni tedeschi che la polizia di Stato aveva bloccato a Susa, nel Torinese, dopo gli attacchi e prima che riuscissero a raggiungere il confine. Per gli inquirenti non ci sono dubbi: sono antagonisti e facevano parte del Blocco Nero che ha messo a ferro e fuoco, in particolare, il cantiere di Chiomonte. Durante i disordini sono rimasti feriti oltre centoventi appartenenti alle forze dell’ordine, mentre i danni hanno superato, proprio a Chiomonte, il milione di euro.
Per questo la procura ha chiesto, per i due tedeschi, che si trovano nella casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, la custodia cautelare in carcere. Le ipotesi di reato per i due ventenni, arrestati dalla Digos in flagranza differita, sono devastazione e lesioni personali, in concorso. Sono indagati inoltre per resistenza a pubblico ufficiale.
La richiesta della misura in carcere, motivata – secondo la Procura – dalle “sussistenti esigenze cautelari che ne rendono necessaria l’applicazione”, è stata avanzata dai sostituti procuratori Paolo Scafi e Antonella Barbera al giudice per le indagini preliminari, nel corso dell’udienza di convalida del fermo. I due giovani non hanno risposto alle domande e, con dichiarazioni spontanee, hanno negato ogni addebito. I loro difensori, gli avvocati Gianluca Vitale e Lorena Della Pepa, hanno chiesto la scarcerazione. Il gip si è riservato la decisione, che dovrebbe arrivare domani.
I ventenni erano stati fermati durante un controllo a meno di otto chilometri da Chiomonte, mentre si trovavano a bordo di un’auto insieme a due ragazze, anche loro tedesche e coetanee. Apparentemente erano vestiti come normali campeggiatori, ma all’interno dei loro zaini erano stati ritrovati giacche e abiti neri, guanti e maschere antigas, simili, secondo la Digos, a quelli indossati dagli appartenenti al Blocco Nero.
Mentre per i due giovani gli inquirenti avevano elementi per giustificarne il fermo, il Tribunale di Torino ha invece convalidato l’esecuzione dell’allontanamento immediato dal territorio italiano nei confronti delle due ragazze. Il provvedimento, emesso dal prefetto Donato Cafagna, prevede il divieto di reingresso in Italia per tre anni.
Sono intanto oltre 3.300 in totale le persone identificate complessivamente dalla polizia nei giorni che hanno preceduto la decima edizione del Festival Alta Felicità e in quelli successivi agli scontri ai cantieri della Torino-Lione.
Tra giovedì e sabato, prima della manifestazione, sono state identificate in via preventiva circa 1.800 persone. Sono stati emessi sedici fogli di via obbligatori, nove Daspo urbani e vari provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale nei confronti di attivisti francesi. Altri tre cittadini francesi sono stati respinti alla frontiera. Dopo gli assalti sono state identificate 436 persone. Ieri infine durante i controlli disposti al termine del campeggio del Festival, sono state identificate oltre mille persone. A San Giuliano, frazione di Susa, da oggi nel frattempo è stato allestito un nuovo campeggio No Tav.
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