Inizia nel nome di Verdi l’era di Myung-Whun Chung al teatro alla Scala. Il nuovo direttore musicale ha infatti scelto per l’inaugurazione della stagione il prossimo 7 dicembre Otello, titolo verdiano importante che mancava in teatro da 21 anni. La regia di questo Otello è affidata a Damiano Michieletto, mentre il ruolo del protagonista andrà a Brian Jadge, che – prima volta alla Scala – non sarà truccato di nero per dargli le sembianze del moro di Venezia. Un aggiornamento che evita la ‘black face’ stigmatizzata dal politicamente corretto “ma poco importa perché la forza di Otello trascende il colore della pelle” ha osservato il sovrintendente Fortunato Ortombina.
“Verdi lo ha scritto a 73 anni e io ho 73 anni, forse l’età giusta per capire” ha detto il maestro sudcoreano prima di prendere parte alla presentazione della stagione durante la quale ha promesso di studiare l’italiano (“l’ho imparato nei ristoranti”), visitare Milano e mettersi a disposizione “con amore del teatro e dell’orchestra” con cui collabora intensamente da 37 anni. Oltre ad Otello, Chung dirigerà in stagione anche Macbeth nell’allestimento di Berrie Kosky dell’opera di Zurigo, e nell’anno seguente proseguirà con Un ballo in maschera e Rigoletto. “Questa è una stagione di sfide. Noi abbiamo la responsabilità di fare delle scelte. Non possiamo stare per decenni senza un titolo per paura che non ci siano i cantanti adatti – ha osservato il sovrintendente Fortunato Ortombina -. Vanno scovati e preparati. Abbiamo tanto lavoro da fare per delineare il profilo di una nuova generazione di cantanti”.
Una sfida sarà I puritani di Bellini che alla Scala – proprio per tema di voci – manca da 60 anni con il tenore Galeano Salas, una nuova produzione con la regia di Davide Livermore e sul podio Fabio Luisi. Assente da anni è pure Les pecheurs de perles di Debussy, che segna il debutto scaligero del maestro Henrik Nanasi col regista Arnauld Bernard. Riccardo Chailly, direttore musicale uscente, dirigerà The Rake’s Progress di Stravinskij con la regia di Kasper Holten. Chiara Muti, dopo la sua contestata regia di Guillaume Tell, curerà l’allestimento di Anna Bolena con Francesco Ivan Ciampa sul podio. Mai eseguiti alla Scala faranno il loro debutto Don Quichotte di Massenet con la direzione di Bernard De Billy e la regia di Damiano Michieletto e Nixon in China di John Adams, che arriva nella versione dell’Opéra di Parigi di Valentina Carrasco con la direzione di Kent Nagano. Come tributo a Beethoven che la utilizzò come ispirazione per Fidelio, andrà in scena Leonora di Ferdinando Paër e sono ripresi Il barbiere di Siviglia di Leo Muscato, il Don Giovanni di Robert Carsen con Thomas Guggies sul podio e Luca Micheletti nel ruolo del protagonista e “forse per l’ultima volta” la Bohème di Puccini firmata nel 1963 da Franco Zeffirelli.
Discorso a parte per Dido and Aeneas diretta da Gianluca Capuano perché la regia e la coreografia sono affidate a Marcos Murau, che poi firma anche uno dei due balletti del dittico Dawson/Murau in programma nella stagione del ballo, che si apre con lo Schiaccianoci, prosegue con Giselle (nella coreografia di Akram Kahn), con lo spettacolo della scuola di ballo, il gala Fracci, Sogno di una notte di mezza estate di Balanchine, un omaggio a Béjart con Bolle nel Bolero e Serait-ce la mort? mai eseguito alla Scala, per finire con Paquita. Kirill Petrenko sarà sul podio della Filarmonica e con i suoi Berliner mentre per rivederlo dirigere l’opera bisognerà aspettare il 2028. Intanto la prima del 7 dicembre andrà in diretta su Rai 1, a cinquant’anni dalla prima diretta che fu proprio con Otello il 7 dicembre 1976, come ha ricordato il direttore di Rai Cultura Fabrizio Zappi.
Il sindaco Giuseppe Sala, che è presidente del teatro, ha salutato l’arrivo di Chung, ringraziato Chailly e spiegato che l’aumento dei biglietti ‘vip’ a partire dal prossimo anno servirà a rendere ancora più inclusivo il teatro e “per dare a tutti la possibilità di venire alla Scala”. Già ora dei 450 mila spettatori annuali 180mila hanno usufruito di agevolazioni. E fra le novità del prossimo anno c’è ‘La prima volta alla Scala’, biglietto scontato del 50% per chi abita nella città metropolitana e non ha mai assistito a uno spettacolo al Piermarini. Finora.
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