Violente grandinate nelle Marche, una sessantina di feriti

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    Violente grandinate, raffiche di vento e piogge hanno colpito ieri e durante la notte le Marche, dalla costa all’entroterra. Oggi splende il sole, ma parte la conta dei danni. Sessanta persone a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), sorprese in strada dai grossi chicchi, sono finite in ospedale. La località balneare marchigiana si è svegliata con ingenti danni alle auto, alle case e alle strade. Flagellate anche le zone terremotate.

    A Pieve Torina, nel Maceratese, sono caduti chicchi di grandine grossi come albicocche che hanno danneggiato le soluzioni abitative d’emergenza (Sae), le casette post terremoto. Alcuni tetti non hanno retto. Sono coinvolte settanta persone, già provate dalla precarietà abitativa. Tra queste Flavia e Giuseppe. che parlando con l’ANSA lo definiscono “un dramma nel dramma”. Colpiti dal maltempo anche i territori di Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera.

    L’associazione “Cosa accade se abitiamo” (Casa) attiva a Ussita (Macerata) lancia un grido d’allarme: “Non lasciateci soli una seconda volta”. Danni anche alle tensostrutture zootecniche, dedicate al ricovero degli animali, con crolli che hanno causato il loro ferimento. “Risolvere nel più breve tempo possibile le criticità emerse e dare risposte concrete a una popolazione che sta già affrontando le difficoltà legate al percorso della ricostruzione”, ha commentato in un nota Guido Castelli, commissario straordinario ricostruzione sisma 2016.

    Nel frattempo si è avviata la ricognizione dei danni con i sindaci al lavoro in costante contatto con la Regione. Sono oltre 300 gli interventi dei Vigili del fuoco in tutte le Marche per alberi caduti, sottopassi allagati, impianti fotovoltaici e finestre danneggiate. Coldiretti Marche evidenzia danni tra il 60% e il 90% su frutteti, vigneti, oliveti e ortaggi. Per i seminativi il danno è tra il 50% e il 70%. A Ripatransone, nell’Ascolano, alcune aziende hanno perso il 100% della produzione vitivinicola. Associazioni di categoria, il sindaco di San Benedetto, una parte dell’opposizione, tra cui il Pd regionale, e sindacati si appellano a Palazzo Raffaello affinché chieda lo stato di calamità.

    E la Regione risponde tramite l’assessore alla Protezione civile Tiziano Consoli che spiega: “Prima la ricognizione dei danni, poi discuteremo di eventuali misure da adottare”. Danni anche nel Teramano, dove sono state rovinate numerose colture e in ginocchio diverse aziende emiliane. La situazione più critica si registra nel Ferrarese.

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