La vasca al Lincoln Memorial è verde a causa delle alghe e perde pezzi. E Donald Trump non si dà pace. Dopo 14 milioni di dollari di lavori per riportarla agli splendori originari, la Reflecting Pool agita il presidente che grida al sabotaggio e assicura che i “vandali” colpevoli la pagheranno.
“Non è stata mai così bella come lo era una settimana fa”, appena ultimata la ristrutturazione tanto voluta dal commander-in-chief. Non lo era “neanche quando ha aperto nel 1922. Quanto fatto da questi vandali è un affronto ai presidenti George Washington e Abraham Lincoln”, ha tuonato sul social Truth criticando anche coloro che hanno danneggiato il prato limitrofo con la scritta “86 47”, la stessa per cui è stato incriminato l’ex direttore dell’Fbi James Comey con l’accusa di voler uccidere il presidente.
La vasca è diventata l’ultima ossessione in ordine temporale del presidente dopo la sala da ballo alla Casa Bianca e il trionfale ‘Arc de Trump’ che vuole costruire per lasciare il suo segno indelebile a Washington. Tutti progetti travolti da critiche di fronte alle quali, comunque, il tycoon non si scompone. Non sembrano spaventarlo neanche le minacce di sanzioni e cause avanzate dai democratici in Congresso che vogliono fermare i progetti presidenziali perché in violazione della legge e troppo costosi.
Mentre i lavori per la ‘ballroom’ proseguono e sono stati presentati i primi rendering ufficiali dell’arco, Trump sta concentrando tutta la sua attenzione sulla vasca al Lincoln Memorial. Da Camp David, dove ha trascorso il fine settimana, ha alternato su Truth messaggi sull’Iran e sulla Reflecting Pool.
Tanto da distrarsi nella festa del papà: sul suo social ha anche pubblicato la foto di una donna bionda con la scritta “Una figlia eccezionale. E’ un onore per me”. Ma nello scatto non è immortalata né Ivanka né Tiffany, le sue due figlie, ma Margo Catsimitidis, la moglie di John Catsimitidis, suo amico e alleato.
“Diverse persone sono state arrestate per atti di vandalismo alla Reflecting Poll”, ha riferito il presidente parlando di accuse gravi nei loro confronti, quali il danneggiamento di proprietà pubblica. Fra i fermati c’è l’ex atleta olimpico David Hearn. Si era fermato alla vasca per vedere con i suoi occhi le alghe di cui tutti parlano. Durante lo stop ha notato un lembo del nuovo rivestimento di Trump che si era parzialmente staccato e si è avvicinato all’acqua. Un gesto che gli è costato l’arresto. Hearn ha negato le accuse nei suoi confronti: “Non ho compiuto alcun atto di vandalismo”.
Con l’avvicinarsi del 4 luglio, le grane alla Reflecting Pool sono un problema per il presidente che per la festa dell’Indipendenza ha organizzato una maxi-comizio, forse il più grande della storia secondo le sue previsioni, nella capitale.
All’appuntamento mancano ora più di dieci giorni e il presidente ha già dato disposizione di svuotare nuovamente la vasca del Lincoln Memorial e procedere con le riparazioni necessarie affinché sia tutto pronto per sfoggiare agli americani la grande bellezza che Washington ha ritrovato con la sua presidenza.
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