Ultimatum a Starmer dall’interno del Labour, ‘passi la mano o sarà sfida’

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    Un calendario per l’uscita di scena del premier Keir Starmer a favore di un altro ministro del suo governo più abile “a comunicare”, da concordare in seno al governo britannico “entro domani”, o altrimenti il lancio di una sfida nel Labour alla sua leadership. E’ “l’ultimatum” formalizzato in queste ore da Catherine West, deputata dissidente, ed ex sottosegretaria fino ad alcuni mesi fa, dopo il tracollo – definito “catastrofico” anche da un giornale progressista come il Guardian – subito dal partito di maggioranza alle elezioni amministrative del 7 maggio.

    Figura politica relativamente di secondo piano, la combattiva deputata ha confermato oggi le sue intenzioni in un’intervista al talk show domenicale di Laura Kuenssberg, in onda sulla Bbc, mentre si moltiplica nel gruppo parlamentare del Labour il numero di coloro che invocano le dimissioni di dir Keir: ultimo, l’ex viceministro Josh Simons. “Abbiamo un problema serio e dobbiamo muoverci in fretta”, ha tagliato corto West, se altri non si faranno avanti e se il resto del governo non imporrà al primo ministro d’indicare una scadenza sulla sua uscita di scena.

    Un ultimatum che ha poi trasformato in effetti in ‘penultimatum’, dicendo di voler attendere domani per decidere se sarà “ancora insoddisfatta” dopo il discorso postelettorale alla nazione annunciato dal premier. Discorso nel quale, come anticipato ai media, Starmer presenterà un ennesimo piano di rilancio dell’azione di governo basato in particolare sulla promessa di nuove iniziative di riavvicinamento all’Ue, a partire da un parziale riallineamento al mercato unico europeo: nella speranza di recuperare consensi intercettando i diffusi ripensamenti sulla Brexit dei sondaggi attuali, a 10 anni dal referendum del giugno 2016.

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