Trump: ‘Vorrei un’estensione della tregua tra Russia e Ucraina’. Il Cremlino: ‘Ha fretta ma il percorso è lungo’

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    Il presidente Usa Donald Trump vorrebbe “un’estensione significativa” della tregua tra Russia e Ucraina, ora solo dal 9 all’11 maggio. “Potrebbe essere e sarebbe bello se durasse di più”, ha detto il tycoon, parlando alla Casa Bianca. “Mi piacerebbe vedere Russia e Ucraina fermarsi. È la cosa peggiore dalla Seconda guerra mondiale in termini di vite umane, con 25.000 giovani soldati uccisi al mese. È una follia”. Trump ha parlato coi presidenti Putin e Zelensky: “Entrambi hanno acconsentito. C’è un breve periodo in cui non si uccideranno, che è molto positivo. Hanno anche accettato di restituire 1.000 prigionieri da ciascuna parte”. 

    “Gli Usa hanno fretta” di chiudere il conflitto in Ucraina, ma trovare una soluzione è “un percorso molto lungo, con dettagli complicati“, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, Peskov.

    Putin: ‘In Ucraina combattiamo contro forza aggressiva sostenuta da tutta la Nato’

    L’esempio dei soldati sovietici che diedero la vita per sconfiggere il nazifascismo, oggi “ispira i soldati che svolgono il loro dovere nell’operazione militare speciale” in Ucraina e “resistono contro una forza aggressiva che è sostenuta dall’intero blocco della Nato”. Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, parlando durante la parata sulla Piazza Rossa per l’81esimo anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale. All’evento partecipano veterani del conflitto in Ucraina. Putin ha aggiunto che il destino del Paese non sarà deciso solo dai soldati, ma da tutto il popolo russo. “Rimanendo uniti, la vittoria sarà sempre nostra”, ha concluso il capo del Cremlino.

    Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha dichiarato che non ci sono stati tentativi di interrompere le celebrazioni del Giorno della Vittoria a Mosca. “Non ci sono stati tentativi; va tutto bene”, ha affermato il portavoce del Cremlino, citato da Interfax. A seguito dell’annuncio da parte del presidente americano Donald Trump di una tregua tra Russia e Ucraina dal 9 all’11 maggio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva detto ieri sera di avere ordinato di non attaccare Mosca durante le celebrazioni. Da parte sua, il ministero della Difesa russo aveva dichiarato che le forze russe avrebbero lanciato un “massiccio attacco missilistico” di rappresaglia sul centro di Kiev se l’Ucraina avesse tentato di interrompere le celebrazioni del Giorno della Vittoria. 

    Mosca, sulla Piazza Rossa la parata per la Vittoria

    Si è tenuta sulla Piazza Rossa la parata per l’81/o anniversario della vittoria sul nazifascismo, svoltasi quest’anno in tono minore e senza il dispiegamento di equipaggiamenti militari. Il presidente Vladimir Putin, accompagnato dai pochi ospiti stranieri presenti, tra i quali il suo omologo bielorusso Alexander Lukashenko e kazako, Kassim-Jomart Tokayev, si è recato sulla Tomba del milite ignoto, sotto le mura del Cremlino, appena fuori dalla Piazza Rossa, per deporre fiori in onore dei caduti in quella che in Russia è conosciuta come la Grande guerra patriottica.  

    Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha dichiarato che non ci sono stati tentativi di interrompere le celebrazioni. “Non ci sono stati tentativi; va tutto bene”, ha affermato il portavoce del Cremlino, citato da Interfax. A seguito dell’annuncio da parte del presidente americano Donald Trump di una tregua tra Russia e Ucraina dal 9 all’11 maggio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva detto ieri sera di avere ordinato di non attaccare Mosca durante le celebrazioni. Da parte sua, il ministero della Difesa russo aveva dichiarato che le forze russe avrebbero lanciato un “massiccio attacco missilistico” di rappresaglia sul centro di Kiev se l’Ucraina avesse tentato di interrompere le celebrazioni del Giorno della Vittoria. 
 Trump ha espresso la speranza che il cessate il fuoco tra Russia e Ucraina possa essere esteso. Ma durante il suo discorso di oggi sulla Piazza Rossa, il presidente russo Vladimir Putin non ha fatto alcun cenno alle dichiarazioni del suo omologo americano.

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