Trump: ‘Presto bombarderemo l’impianto nucleare di Pickaxe Mountain in Iran’

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    “Oggi, alle 16:45 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), il Comando Centrale americano ha avviato la terza notte consecutiva di attacchi contro l’Iran, su disposizione del commander-in-chief”. Lo scrive il Centcom su X.

    Secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Irib, che cita una fonte militare anonima, la Marina iraniana ha lanciato missili da crociera contro una “nave ostile del nemico americano”. Lo riporta la tv statale iraniana, aggiungendo che sono stati di mira anche alcuni siti militari strategici dell’esercito Usa In Kuwait.

    Intanto, Donald Trump, durante il programma radiofonico “Hugh Hewitt Show”, ha avvertito l’Iran che gli Stati Uniti bombarderanno Pickaxe Mountain, un complesso sotterraneo di tunnel di un sito nucleare segreto vicino a Natanz, fra le montagne a 300 km a sud di Teheran. “Dite agli iraniani di prepararsi”, ha messo in guardia, aggiungendo che “probabilmente prenderemo di mira Pickaxe abbastanza presto”. Pickaxe Mountain, situata nei pressi dell’impianto iraniano di arricchimento dell’uranio di Natanz, pesantemente danneggiato, è un sito altamente fortificato che ospita due complessi di tunnel situati a grande profondità; secondo gli esperti, tali strutture sono fuori dalla portata delle più potenti bombe “bunker buster” dell’arsenale Usa.

    Il presidente ha formalmente comunicato al Congresso che gli Stati Uniti sono di nuovo in guerra con l’Iran. In una lettera datata 10 luglio, di cui Politico ha preso visione, Trump ha anche affermato che gli attacchi iniziati il 7 luglio rappresentano “un’azione militare coerente con la mia responsabilità di proteggere gli americani e gli interessi degli Stati Uniti, sia in patria che all’estero”. Il tycoon ha anche detto di sapere dove si trovano i nuovi leader dell’Iran e di essere in grado di colpirli. Ma non ne voglio parlare”, ha detto rispondendo ad una domanda del conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt. “Tuttavia stiamo tenendo d’occhio la situazione”, ha aggiunto.

    Il punto alle ore 22 (ora italiana)
    di Benedetta Guerrera

    Dopo un’altra notte di attacchi incrociati, Stati Uniti e Iran sono tornati in una fase di scontro acuto, molto simile alla fase del conflitto prima della tregua. Donald Trump ha annunciato il ripristino del blocco navale dei porti iraniani e ha assicurato che gli Stati Uniti saranno i custodi dello stretto di Hormuz. L’Iran dal canto suo ha messo in guardia da un’ulteriore escalation dello scontro e minacciato di abbandonare definitivamente l’accordo con gli Usa.

    Trump ripristina il blocco Usa a Hormuz, ‘controlleremo lo Stretto’

    “Da questo momento in poi gli Stati Uniti saranno custodi dello stretto di Hormuz” e in questa “veste e per ragioni di equità saranno rimborsati con un’aliquota del 20% su tutte le merci trasportate”, ha scritto il presidente americano su Truth, rivendicando che il tratto di mare è aperto anche se, secondo il sito di monitoraggio della navigazione MarineTraffic, i transiti sono praticamente azzerati da domenica sera. Il blocco invocato dal commander-in-chief – che secondo Axios non potrà entrare in vigore prima di 24 ore per motivi legali e che secondo Reuters scatterà dalle 21 italiane del 14 luglio – era stato revocato il mese scorso dopo che Usa e Itran avevano raggiunto la tregua.

    Qualche ora prima dell’annuncio di Trump il vice segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana, Ali Bagheri Kani, aveva invocato una rappresaglia contro gli Stati Uniti per l’uccisione dell’ex Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, definendola un “diritto della nazione iraniana”.

    Mentre il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha minacciato che, qualora gli Stati Uniti non rispettassero gli impegni assunti nel memorandum d’intesa, l’Iran uscirà dall’accordo. Un’escalation retorica seguita all’annuncio da parte delle forze armate iraniane di una nuova serie di attacchi contro obiettivi militari americani in Giordania, Bahrein, Kuwait e Oman. Mentre il portavoce del Comando Centrale, Ebrahim Zolfaghari, ha avvertito che l’Iran non permetterà mai agli Stati Uniti di interferire nello Stretto e che le forze armate iraniane contrasteranno duramente qualsiasi interruzione del traffico di navi commerciali e petroliere da parte degli Stati Uniti, al di fuori della rotta stabilita da Teheran. Il comando militare ha anche minacciato qualsiasi Paese che cooperi con gli Stati Uniti: “Qualsiasi cooperazione e qualsiasi supporto logistico saranno considerati un atto di guerra contro la sovranità e la sicurezza nazionale dell’Iran. E nel caso in cui la guerra si estendesse alla regione, le fiamme della guerra travolgerebbero tutti i Paesi dell’area”.

    Poche ore prima le forze Usa avevano dichiarato di aver condotto ulteriori attacchi contro l’Iran, volti a ostacolarne la capacità di colpire navi commerciali ad Hormuz. Secondo quanto riferito dal Comando centrale Usa in questi raid sono stati usati per la prima volta droni marini. “Sono stati colpiti con successo una struttura iraniana per la manutenzione di sottomarini e navi. Tre droni ‘Corsair’ hanno colpito il porto della base navale di Bandar Abbas, segnando la prima volta in cui le forze americane hanno utilizzato droni marini in operazioni di combattimento”. Gli attacchi, ha aggiunto il Centcom, hanno ridotto la capacità dell’Iran di continuare a colpire il traffico commerciale.

    Nel frattempo, mentre si riaccende lo scontro tra Arabia Saudita e Iran in Yemen, una fonte diplomatica israeliana ha riferito che il nuovo round negoziale tra Israele e Libano si terrà a partire da martedì 14 luglio a Roma e continuerà anche il 15. Secondo i media libanesi, gli incontri si terranno presso l’ambasciata americana a Roma. L’ambasciatore Simon Karam che guida la delegazione diplomatica di Beirut sarebbe già arrivato nella capitale italiana, mentre l’ambasciatrice libanese negli Usa Nada Maouad la raggiungerà martedì. Israele sarà rappresentato dall’ambasciatore in America Yechiel Leiter.

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