Trump: ‘A Islamabad intesa o distruzione’. L’Iran: ‘Richieste eccessive, niente colloqui’ – LA GIORNATA DEL 19 APRILE

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    Punti chiave

    IL PUNTO

    Teheran ha già richiuso Hormuz, in risposta al blocco dei porti imposto da Washington. Tre mercantili colpiti da proiettili dei pasdaran, mentre riesce a passare l’italiana Msc. “Non potete ricattarci”, avverte Trump. L’accordo è “ancora lontano”, afferma il leader iraniano Ghalibaf. Meloni conferma che Roma farà la sua parte per garantire la navigazione nella Stretto ma solo quando sarà consolidato il cessate il fuoco e dopo l’ok del Parlamento. “Israele è un grande alleato, a differenza di altri”, commenta il presidente Usa. Tregua violata in Libano: un soldato Unifil francese è morto e altri tre sono stati feriti in un attacco attribuito a Hezbollah, che però nega. Quanto accaduto è “inammissibile”, scrive Mattarella a Macron esprimendo il “cordoglio” dell’Italia. Prosegue il viaggio apostolico in Africa di papa Leone, oggi in Angola.

    19:05

    Media Iran, ‘Teheran ha respinto il secondo round di colloqui’

    L’Iran ha respinto l’ipotesi di un secondo round di colloqui di pace con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale iraniana Irna, ripresa da Sky News. L’assenza di Teheran dai colloqui è dovuta alle “richieste eccessive di Washington, alle aspettative irrealistiche, ai continui cambiamenti di posizione, alle ripetute contraddizioni e al blocco navale in corso”, ha riferito l’agenzia.

    17:02

    Fonti Pasdaran, l’Iran non andrà ai colloqui finchè resta blocco Usa

    L’Iran non ha ancora deciso se inviare una delegazione negoziale a Islamabad per colloqui con Washington e nessun colloquio avrà luogo finché rimarrà in vigore il blocco navale statunitense: lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che cita una fonte informata. Lo riporta Iran International. Tasnim aggiunge che, dopo la conclusione del primo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, il “mediatore pakistano” ha continuato a svolgere il suo ruolo, scambiando messaggi tra le due parti.

    15:30

    Katz, ‘useremo tutta la forza in Libano contro ogni minaccia ai soldati’

    Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato che l’Idf ha ricevuto ordine di ricorrere alla “piena forza” in Libano – anche durante l’attuale cessate il fuoco – in caso le truppe israeliane dovessero trovarsi di fronte a qualsiasi minaccia.

    “Abbiamo ordinato all’Idf di agire con la piena forza, anche durante il cessate il fuoco, per fronteggiare qualsiasi minaccia”, ha dichiarato Katz durante un evento in Cisgiordania, scrivono i media di Tel Aviv. All’esercito è stato ordinato di “demolire le case nei villaggi in prima linea vicino al confine che fungevano a tutti gli effetti da avamposti terroristici di Hezbollah”. 

    15:05

    Teheran: ‘il team negoziale andrà in Pakistan martedì. Sono gli Usa a violare la tregua con un blocco navale illegale’

    Una delegazione iraniana arriverà martedì in Pakistan: lo hanno riferito fonti iraniane vicine ai negoziati con gli Usa, secondo quanto riporta la Cnn. Il team di Teheran dovrebbe essere lo stesso dell’ultimo round, con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ed il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf.

    Gli iraniani – aggiungono le fonti – si aspettano che mercoledì ci sia l’annuncio di una proroga del cessate il fuoco. Se poi le cose andranno per il verso giusto e Donald Trump accetterà di recarsi a Islamabad, anche il presidente iraniano andrà in Pakistan per “incontro” e la firma di una “dichiarazione congiunta”.

    “Il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz è illegale e viola l’attuale cessate il fuoco”. Lo ha scritto il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei su X dopo che Donald Trump ha accusato l’Iran di violare l’accordo di cessate il fuoco.

    “Il blocco dei porti e delle coste iraniane non solo viola il cessate il fuoco, mediato dal Pakistan, ma costituisce anche un atto criminale”, ha sottolineato Baghaei, aggiungendo: “Viola la Carta delle Nazioni Unite, che considera il blocco dei porti e delle coste di un Paese un atto di aggressione” e “rappresenta una punizione collettiva nei confronti del popolo iraniano”.

    14:40

    Israele, rinviata a domani riunione governo su tregua in sud Libano

    E’ stata rinviata a domani la riunione del gabinetto allargato del governo israeliano incentrata sulla tregua nel sud Libano: lo scrive Ynet, precisando che oggi si terrà invece una consultazione telefonica dei membri del gabinetto ristretto”. Intanto, il tribunale distrettuale di Gerusalemme ha accolto la richiesta del premier Benyamin Netanyahu di annullare la sua testimonianza nel processo per corruzione in corso questa settimana.

    Domani, riferiscono i media israeliani, testimonierà un altra persona al posto di Netanyahu, mentre l’udienza prevista per martedì è stata annullata. Gli avvocati di Netanyahu hanno affermato che il premier non era in grado di testimoniare questa settimana per motivi “di sicurezza e diplomatici”. La Procura si è opposta. 

    14:08

    Trump, dall’Iran grave violazione ma la pace ci sarà. Accettino l’accordo o distruggeremo centrali e ponti

    L’Iran ha commesso una “grave violazione” del cessate il fuoco, ma un accordo di pace ci sarà. Lo ha detto Donald Trump a Abc. “Accadrà. In un modo o nell’altro. Con le buone o con le cattive. Accadrà”, ha osservato. 

    “Ieri l’Iran ha deciso di aprire il fuoco nello Stretto di Hormuz: una violazione totale del nostro accordo di cessate il fuoco! Molti dei colpi erano diretti contro una nave francese e un mercantile del Regno Unito. Non è stato un bel gesto, vero?”, ha detto successivamente Trump su Truth.

     I negoziatori americani “stanno andando a Islamabad, in Pakistan. Saranno lì domani per le trattative”, ha annunciato quindi Trump avvertendo che “stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole; spero che lo accettino. Se non lo faranno, distruggeremo ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran”.

    “Basta fare il bravo ragazzo”, ha detto Trump riferendosi a se stesso dopo aver minacciato ancora una volta di distruggere le centrali elettriche e i ponti iraniani qualora Teheran respingesse l’accordo.

    “Cederanno in fretta, cederanno facilmente e, se non accetteranno l’intesa sarà un mio onore fare ciò che deve essere fatto, ciò che avrebbe dovuto essere fatto all’Iran, da altri Presidenti, negli ultimi 47 anni. E’ arrivato il momento di mettere fine alla macchina da morte dell’Iran”, ha aggiunto il presidente che ha ribadito: “Se l’Iran non accetterà l’accordo, l’intero paese sarà fatto saltare in aria”, sottolineando che non è sua intenzione ripetere lo “stesso errore” fatto da Barack Obama con l’accordo sul nucleare, un’intesa definita più volte dal presidente “pessima”.

    “L’Iran ha l’ultima possibilità”, ha minacciato ancora Trump sottolineando che dovrebbe diffondere oggi una lettera agli iraniani nella quale spiegherà “cosa è a rischio se non ci sarà un accordo”.

    14:04

    Gli Usa inviano droni marini a Hormuz per ripulirlo dalle mine

    Gli Stati Uniti stanno usando droni marini per bonifica lo Stretto di Hormuz dalle eventuali mine in agguato. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando come l’operazione punta ad allentare la stretto dell’Iran sul cruciale passaggio e favorire la riapertura del traffico commerciale. I droni marini usano sonar per scandagliare i fondali alla ricerca di mine senza esporre i soldati a rischi. 

    13:31

    Pasdaran, ‘stiamo ricostruendo più missili e droni durante la tregua’

    Il comandante delle forze aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie Majid Mousavi ha dichiarato che l’Iran sta ricostruendo le riserve di missili e droni a un ritmo più rapido rispetto a prima, durante il cessate il fuoco in corso con gli Stati Uniti. “Durante il cessate il fuoco, la nostra velocità di aggiornamento e rifornimento delle piattaforme di lancio di missili e droni è maggiore rispetto a prima della guerra.

    Il nemico non è in grado di adottare tali misure ed è costretto a far arrivare munizioni goccia a goccia dall’altra parte del mondo”, ha aggiunto, citato da Mehr, sottolineando: “Hanno perso anche questa fase della guerra. Hanno perso lo Stretto, il Libano e la regione”.

    13:20

    Il Papa, ‘la tregua annunciata in Libano è motivo di speranza’

    “La tregua annunciata in Libano è motivo di speranza, un segno di sollievo per il popolo libanese e per il Levante. Incoraggio coloro che si sono impegnati per una soluzione diplomatica a proseguire i colloqui di pace, affinché la fine delle ostilità in tutto il Medio Oriente diventi permanente”. Lo ha detto il Papa al Regina Coeli al termine della messa a Kilamba, in Angola.

    12:25

    Bbc: ‘Traffico ancora bloccato a Hormuz, nessuna nave in transito’

    Il sito web di tracciamento navale MarineTraffic sembra indicare che al momento non ci siano navi in transito nello stretto: lo rileva la Bbc, che sottolinea come molte sembrino essere ancorate nel Golfo, in particolare al largo delle coste dell’Oman e degli Emirati.

    Dopo che due navi battenti bandiera indiana hanno segnalato di essere state attaccate ieri mentre tentavano di attraversare lo stretto, i dati di navigazione hanno mostrato che il traffico attraverso lo stretto si è interrotto nelle prime ore di domenica.

    Una petroliera di proprietà cinese e una nave gasiera di proprietà indiana, aggiunge Reuters sul suo sito, sono state avvistate in transito verso est nelle prime ore di domenica mattina. Tuttavia, sembrano essere state respinte e nessun’altra nave è entrata o uscita dal Golfo dopo la mezzanotte. 

    12:20

    Al-Jazeera: ‘I negoziati Usa-Iran potrebbero riprendere entro venerdì’

    Due fonti della sicurezza pakistana affermano a Al Jazeera che i negoziati tra Stati Uniti e Iran si terranno probabilmente entro venerdì. “Due aerei da trasporto pesante statunitensi, C-17 Globemaster, sono atterrati alla base aerea di Noor Khan a Rawalpindi”, vicino alla capitale pakistana Islamabad. Le fonti hanno aggiunto che “le strade dall’aeroporto alla Zona Rossa di Islamabad sono state temporaneamente chiuse, a indicare un rafforzamento delle misure di sicurezza”.

    Infine, le fonti hanno affermato che “gli hotel Serena e Marriott di Islamabad sono stati evacuati e non sono consentite nuove prenotazioni fino a venerdì”. L’hotel Serena è stato la sede del primo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran l’11 aprile. 

    10:34

    Pezeshkian, ‘Trump non ha il diritto di negarci i benefici del nucleare’

    “Il presidente degli Stati Uniti afferma che l’Iran non dovrebbe usare il suo potere nucleare, ma non spiega di quale crimine si tratti. Qual è la sua posizione nel mondo per poter privare una nazione dei suoi diritti legali?”. Ad affermarlo è il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian.

    “Secondo i principi umanitari, ognuno dovrebbe godere dei propri diritti legittimi e noi chiediamo che l’Iran venga trattato secondo giustizia nel sistema internazionale” aggiunge. “Trump non ha il diritto di negare i diritti a un popolo e di affermare che l’Iran non può trarre beneficio dal suo diritto nucleare” le sue parole citate da Al-Jazeera. 

    “La nostra posizione fondamentale – prosegue – si basa sul mantenimento della pace, della stabilità e della sicurezza nella regione. Non cerchiamo di allargare il cerchio della guerra, non abbiamo iniziato guerre o conflitti e non abbiamo attaccato alcun Paese. Non abbiamo intenzione di attaccare alcun Paese e stiamo esercitando il nostro diritto legale e legittimo all’autodifesa”.

    08:07

    Teheran, ‘da Ue retorica ipocrita sul diritto internazionale’

    Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha criticato le dichiarazioni dell’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas, la quale ha affermato che, in base al diritto internazionale, il transito attraverso le principali vie navigabili deve rimanere aperto e gratuito. “Basta con questa retorica. La cronica incapacità dell’Europa di far rispettare le norme del diritto internazionale ha trasformato la sua retorica sul ‘diritto internazionale’ in una palese dimostrazione di ipocrisia”, ha dichiarato Baghaei sabato sera al programma X. “Di quale ‘diritto internazionale’ state parlando? Di quello che permette all’Ue di essere soddisfatta dell’aggressione israelo-americana contro l’Iran e di ignorare i crimini commessi contro l’Iran?”, ha sottolineato, aggiungendo: “Dopo l’aggressione degli Stati Uniti contro l’Iran dalle loro basi e installazioni militari situate intorno allo Stretto di Hormuz, il passaggio incondizionato attraverso lo Stretto di Hormuz non è più un problema, e gli Stati Uniti sono indubbiamente responsabili di questa situazione”.

    05:45

    Un soldato israeliano ucciso in combattimento nel sud del Libano

    L’esercito israeliano ha annunciato oggi la morte di un soldato in combattimento nel sud del Libano, dove questa settimana è entrato in vigore un cessate il fuoco temporaneo. “Lidor Porat, 31 anni di Ashdod, soldato del 7106mo Battaglione 769ma Brigata regionale, è caduto in combattimento nel Libano meridionale”, ha dichiarato l’esercito israeliano in un comunicato senza fornire ulteriori dettagli.

    Il bilancio totale delle vittime dell’esercito israeliano nella guerra di sei settimane tra Israele e Hezbollah è ora di 15 morti, secondo dati militari. Si tratta della seconda morte di un soldato annunciata da Israele nel Libano meridionale dall’inizio della tregua di dieci giorni annunciata dagli Stati Uniti venerdì scorso, parte di un più ampio sforzo per porre fine in modo definitivo alla guerra in Medio Oriente.

    Oltre a Porat, riservista Idf, nove soldati sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave, a seguito dell’esplosione di un ordigno nel sud del Libano. Durante un’operazione del battaglione in territorio controllato dall’Idf, un veicolo del genio è passato sopra una bomba piazzata da Hezbollah, secondo un’indagine preliminare dell’esercito.

    I soldati di stanza nella zona per mettere in sicurezza i mezzi pesanti sono stati colpiti dall’esplosione, causando la morte di Porat e il ferimento di altri nove, uno dei quali in modo grave, quattro in modo moderato e quattro in modo lieve. Subito dopo l’esplosione, l’Idf ha colpito diversi obiettivi nella zona. I soldati feriti sono stati trasportati in ospedale in elicottero e le loro famiglie sono state avvisate, aggiunge l’esercito. Ulteriori dettagli sull’incidente sono oggetto di indagine da parte dei militari.

    03:32

    Trump, ‘Israele è un grande alleato, a differenza di altri’

    “Che Israele piaccia o meno, ha dimostrato di essere un grande alleato. Sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti, a differenza di altri che hanno mostrato la loro vera natura in un momento di conflitto e stress”. Lo afferma il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che lo Stato ebraico combatte duramente e sa “come vincere”.

    02:19

    Iran, ‘progressi’ nei colloqui con gli Usa ma l’accordo è ‘ancora lontano’

    I colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti hanno “fatto progressi” ma un accordo definitivo è “ancora lontano”, ha dichiaratoto il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. “Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni”, ha detto Ghalibaf in un’intervista alla televisione di Teheran “Abbiamo fatto progressi nei negoziati, ma rimangono molte divergenze e alcuni punti fondamentali sono ancora irrisolti”, ha aggiunto il leader iraniano. 

    00:48

    Mattarella, inammissibile attacco a Unifil in Libano

    Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, il seguente messaggio: “Ho appreso con profondo sgomento la triste notizia della morte del sergente capo Florian Montorio, caduto questa mattina nel sud del Libano durante un attacco contro la missione UNIFIL. In questa luttuosa circostanza desidero farLe giungere, Signor Presidente, le espressioni del più sentito cordoglio della Repubblica Italiana e mio personale, insieme alla condanna per un gesto inammissibile contro una missione fondamentale per la stabilità dell’area e presidio di affermazione del diritto umanitario internazionale. Siamo vicini al lutto della Francia con sentimenti di solidale partecipazione, mentre auguriamo un pronto e completo recupero ai commilitoni feriti”.

    00:26

    Guterres condanna attacco contro soldati Unifil in Libano

      Il segretario generale dell’Onu António condanna l’attacco all’Unifil in Libano, in cui un soldato francese è rimasto ucciso e altri tre feriti. “Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato di pace caduto e auguro una pronta e completa guarigione ai soldati di pace feriti”, ha scritto su X.
    “Questo è il terzo incidente nelle ultime settimane che ha causato la morte di soldati di pace in servizio in Libano”, ha aggiunto. “Questi attacchi devono cessare. Tutti gli attori coinvolti devono rispettare la cessazione delle ostilità e il cessate il fuoco”.
     

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