Tenta di uccidere la compagna, suo padre in carcere per tentato femminicidio

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    La polizia ha fermato a Catania un trentenne che, nei giorni scorsi, ha tentato di uccidere la compagna. Il padre dell’uomo, lo scorso 3 aprile, uscito da poco dal carcere, aveva accoltellato in strada, nel rione Picanello, l’ex moglie, sopravvissuta dopo alcune delicate operazioni chirurgiche. Il 30enne è accusato di avere violentemente picchiato e tentato di strangolare la sua compagna.

    L’aggressione è avvenuta mentre la donna stava effettuando una videochiamata con delle amiche che hanno assistito alle prime fasi delle violenza e hanno allertato le forze dell’ordine.

    Agenti delle Volanti della Questura di Catania per entrare nell’abitazione della coppia hanno dovuto fare intervenire i vigili del fuoco perché nessuno apriva la porta di casa. Una volta dentro la polizia ha trovato l’uomo a letto che faceva finta di dormire e la donna col volto tumefatto ed evidenti segni di lesioni.

    La vittima è stata soccorsa e poi affidata ai sanitari del 118 che, in ambulanza, l’hanno trasportata d’urgenza in ospedale, al pronto soccorso. Dai primi esiti medici sono emersi i segni di un tentativo di strangolamento, la frattura delle ossa nasali ed un trauma cranico con emorragia cerebrale.
    Dopo alcune ore la donna è stata giudicata fuori pericolo di vita, ma è rimasta ricoverata per la gravità delle ferite.
    Dal racconto delle amiche è emerso che l’uomo aveva una gelosia morbosa e asfissiante nei confronti della compagna, con la quale aveva instaurato una relazione sentimentale da meno di un anno, tanto che lo scorso febbraio la polizia è intervenuta a casa della coppia per un caso di violenza domestica.

    Nel 2023 il trentenne era stato destinatario del provvedimento dell’ammonimento del Questore di Catania per violenze ai danni di un’altra donna, l’ex moglie.

    La Procura di Catania, con la sezione di magistrati del gruppo di lavoro specializzato e dedicato ai reati contro la violenza di genere, ha disposto il fermo del 30enne. In sede di convalida il Gip ha confermato il provvedimento e ha emesso nei confronti dell’indagato la misura della custodia cautelare in carcere.

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