“Dammi il telefono”: ha tentato di strapparle il cellulare di mano mentre parlava con le amiche in videochiamata, lei si è rifiutata di consegnarglielo. Ne è nata una lite violenta a cui in diretta hanno assistito le persone rimaste connesse. Poi il buio improvviso preceduto dall’urlo della donna. Preoccupate, le amiche hanno tentato di richiamarla più volte, senza mai ricevere risposta. Per questo hanno lanciato l’allarme alla sala operativa della Questura di Catania attivando, in questo modo, l’intervento dei poliziotti. Solo per la denuncia tempestiva si è evitata una tragedia. L’uomo, Francesco Patania, un 33enne catanese compagno della vittima, è stato fermato con l’accusa di tentato femminicidio.
Lei è ricoverata in ospedale con diverse ferite. Gli agenti hanno inoltre scoperto una inquietante precedente: il padre dell’indagato, qualche mese fa, uscito di galera, aveva cercato di assassinare l’ex moglie, madre del fermato. Dopo l’allarme i poliziotti hanno raggiunto l’abitazione della donna, citofonando insistentemente per diversi minuti, ma nessuno si è presentato alla porta. E’ stato chiesto allora l’intervento dei vigili del fuoco in modo da poter accedere. Una volta entrati, hanno visto sangue a terra in diverse stanze, mobili e oggetti rotti. I due sono stati trovati in camera da letto: Patania fingeva di dormire, mentre la vittima, sotto choc, aveva il volto tumefatto e presentava evidenti segni di lesioni. La donna è stata soccorsa e, poi, affidata ai sanitari del 118 che, in ambulanza, l’hanno trasportata d’urgenza in ospedale, al pronto soccorso.
Gli esami medici hanno accertato i segni di un tentativo di strangolamento, la frattura delle ossa nasali ed un trauma cranico con emorragia cerebrale, aspetto che ha fatto temere conseguenze più serie. Solo nelle ore successive, la vittima è stata giudicata fuori pericolo, pur rimanendo ricoverata. Dal racconto delle amiche è emerso che il 33enne, voleva controllare in modo asfissiante la compagna con la quale aveva iniziato una relazione da meno di un anno. I due litigavano spesso: a febbraio scorso il catanese l’aveva picchiata ed era arrivata la polizia. Nel 2023, inoltre, era stato ammonito dal questore per violenze nei confronti dell’ex moglie. Patania è stato fermato e il gip ha convalidato il provvedimento applicando la misura della custodia cautelare in carcere.
E ancora in cella è il padre 56enne, anche lui accusato di tentato femminicidio. Si era separato da tre anni dalla moglie che ha cercato di ammazzare a coltellate. Davanti agli inquirenti ha ammesso tutto sostenendo di aver agito al culmine di una lite per una “forte conflittualità familiare”, ma ha negato la premeditazione. Ad aprile a bordo di uno scooter aveva raggiunto l’ex e durante una lite l’aveva ferita. La donna aveva tentato di fuggire cercando riparo e aiuto in un negozio, ma l’ex marito l’aveva raggiunta e ferita ancora con diversi fendenti, alcuni dei quali agli organi vitali. Dopo l’aggressione Patania era fuggito a piedi, lasciando sul posto lo scooter e l’arma, un coltello da cucina sporco di sangue. Le indagini dei carabinieri hanno puntato direttamente su di lui. La vittima, soccorsa d’urgenza da personale del 118, era stata trasportata all’ospedale Cannizzaro di Catania e sottoposta a più operazioni. “La situazione sta procedendo in maniera direi quasi miracolosa – aveva detto il responsabile del reparto, Federico Pappalardo – perché la paziente è stata vittima di più ferite da arma da taglio e almeno tre hanno minacciato organi vitali e in particolare una le ha toccato il cuore, è stata una questione di millimetri”.
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