E’ morto a 94 anni l’imprenditore vitivinicolo abruzzese Emidio Pepe, fondatore dell’omonima cantina nel 1964 a Torano Nuovo, in provincia di Teramo. “Il mondo del vino perde una delle sue figure più rivoluzionarie, un maestro che ha saputo cambiare per sempre il modo di raccontare e interpretare pilastri dell’enologia abruzzese come Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano. Il mio più sincero cordoglio ai familiari e a tutta l’azienda per una perdita che tocca l’intera comunità”.
Sono le parole del sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Luigi D’Eramo, il quale, in una nota, ricorda che Pepe ha “fatto conoscere i vitigni autoctoni dell’Abruzzo nel mondo, con una visione produttiva ispirata al rigore, all’autenticità, al rispetto della natura e al legame profondo con la sua terra”.
“Emidio Pepe è stato un viticoltore visionario, capace di credere nelle straordinarie potenzialità del nostro territorio quando ancora pochi ne intuivano il valore – commenta Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore all’Agricoltura -. La sua cantina è un modello riconosciuto a livello mondiale, esempio di autenticità e di un legame indissolubile con il territorio. L’Abruzzo gli deve molto.
Grazie al suo esempio, intere generazioni di viticoltori hanno trovato il coraggio di investire nella qualità, nell’identità e nella valorizzazione delle produzioni regionali. Alla moglie Rosa, alle figlie Daniela, Sofia e Stefania e a tutta la famiglia Pepe rivolgo la mia più sincera vicinanza”.
Scrive il senatore aquilano Guido Liris: “Emidio Pepe ha dimostrato che le radici, quando sono solide, possono diventare la forza con cui conquistare il mondo. Attraverso i suoi vini ha raccontato un Abruzzo autentico, fatto di tradizione, sacrificio e rispetto per la natura, contribuendo in maniera decisiva ad affermare l’eccellenza della nostra regione sui mercati internazionali. Alla famiglia e a tutti i collaboratori dell’azienda rivolgo la mia più sincera vicinanza. Il suo esempio continuerà a vivere nelle nuove generazioni e in una storia che resterà indissolubilmente legata al prestigio del vino abruzzese nel mondo”.
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