Mondiali, Brasile-Giappone 2-1

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    Per i sedicesimi dei Mondiali di calcio 2026, Brasile-Giappone finisce 2-1 CRONACA

    Quello tra Brasile e Giappone è uno dei sedicesimi di finale da circoletto rosso, una delle partite sulla carta più spettacolari offerte dal tabellone asimmetrico di questi Mondiali. I cinque volte campioni del mondo contro una delle grandi emergenti del calcio mondiale, che finora ha ben figurato nel torneo e ricevuto elogi dalla maggior parte dei commentatori. Se la Seleção arriva priva di Raphinha, ancora assente negli allenamenti dopo l’infortunio muscolare contro Haiti, anche gli asiatici arrivano molto rimaneggiato rispetto alla rosa ideale con cui, nello scorso ottobre, avevano battuto in amichevole per 3 a 2 la squadra di Carlo Ancelotti.

    Brasile, la ricetta di Ancelotti. Incognita Neymar  
     

    Il commissario tecnico Hajime Moriyasu ha dovuto rinunciare nel tempo al capitano Wataru Endo, agli esterni Kaoru Mitoma e Takefusa Kubo e all’attaccante Takumi Minamino, giocatori di livello internazionale e grande raffinatezza tecnica. I ‘Samurai Blu’ hanno finora saputo ovviare alla loro assenza, grazie a un gioco corale e veloce impostato dal loro allenatore fin dal 2018 e grazie a una federazione che sul pallone ha investito molto, con una programmazione di ampio respiro (‘Project Dna’) nata nel 2016 che punta ad alzare la Coppa del mondo entro il 2050.

     

    Dall’altra parte, Ancelotti potrebbe schierare lo stesso undici sceso in campo contro la Scozia, un 4-3-3 in cui il 19enne Rayan ha sostituito Raphinha e in cui il punto di riferimento è chiaramente Vinicius Jr. L’attaccante del Real, secondo miglior marcatore del torneo con 4 reti a pari merito con giocatori del calibro di Mbappé, Dembelé e Haaland, ha finora segnato in tutti i match (anche approfittando di regali avversari, come contro la Scozia), ma senza impressionare quanto le altre star. Quando si accende, però, ogni sua scintilla può rappresentare un pericolo per gli avversari. Lo stesso può valere anche per Neymar, che nell’allenamento della vigilia a Houston ha ricevuto grandi elogi dal suo tecnico e che, entrando a partita in corso come nello scorso match potrebbe essere la carta vincente – anche giocando più da fermo rispetto al passato.

     

     In Brasile, la stampa prova a dare motivazioni alla Seleção – favorita sulla carta – citando le previsioni dei redattori di The Athletic i quali, di fatto, ignorano la squadra di Ancelotti escludendola dal lotto delle ipotetiche finaliste. Un tentativo di titillare l’orgoglio, la “maggior grinta” chiesta dal ct in vista della fase a eliminazione diretta. Per Moriyasu, invece, è una partita da “50 e 50, contro una squadra molto determinata a vincere”. Il tecnico nipponico ha detto di “non vedere l’ora” di affrontarla, confermando anche lui il 3-4-3 con davanti Maeda e Kamada alle spalle di Ueda.

    Per l’infortunato Minamino, che comunque ha seguito i suoi in Nord America nonostante non possa giocare, “con la mentalità da underdog c’è la capacità di fare la differenza in queste partite singole”. Del resto, gli asiatici lo hanno già fatto in Qatar, battendo sia la Spagna sia la Germania per 2-1 nei gironi. E chissà che l’ispirazione di Ai Ogura, primo giapponese a vincere in MotoGp dai tempi di Makoto Tamada nel 2004, non possa essere una spinta in più per un Giappone che vuole conquistare la vetta dello sport mondiale. Nel big match a eliminazione diretta ci sarà un po’ di Italia, a dirigere in campo l’arbitro Mariani.

       

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