Punti chiave
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IL PUNTO
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14:58
Gb invia cacciatorpediniere in Medio Oriente per una futura missione a Hormuz
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14:58
Wsj, Iran parla per la prima volta di Khamenei, ‘lesioni a rotula e schiena’
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12:31
Media, tre morti in raid aereo nel sud del Libano oggi
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08:12
Idf emette avviso di evacuazione per 9 villaggi nel sud del Libano
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08:05
Idf, colpiti oltre 85 obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano in 24 ore
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07:35
Araghchi: ‘Gli Usa pongano fine alle loro richieste eccessive e irragionevoli’
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07:17
Iran all’Onu, ‘azioni Usa a Hormuz producono conseguenze catastrofiche’
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03:38
Intelligence Usa, Mojtaba Khamenei cruciale nelle strategie dell’Iran
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02:54
Usa, nuova bozza risoluzione Onu sull’Iran, difficile sostegno Cina e Russia
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01:55
Libano, ‘almeno 31 morti durante i raid israeliani’
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00:28
Ft, navigazione senza sistemi gps salita del 600% nello Stretto di Hormuz
IL PUNTO
Il presidente Usa Donald Trump dice di aspettarsi ‘stanotte’ una risposta dall’Iran sulla sua ultima proposta di accordo di pace. E avverte: ‘Accordo subito o colpiremo con più violenza’. La risposta, però, non è arrivata. Intanto continua a salire la tensione a Hormuz. Colpite due petroliere iraniane vuote nel Golfo di Oman che tentavano di forzare il blocco navale americano.
14:58
Gb invia cacciatorpediniere in Medio Oriente per una futura missione a Hormuz
Il Regno Unito ha annunciato che invierà un cacciatorpediniere, l’HMS Dragon che si trova attualmente nel Mediterraneo, in Medio Oriente in previsione di una futura missione internazionale per garantire la sicurezza del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. “Questo preposizionamento dell’HMS Dragon fa parte di una rigorosa pianificazione per garantire che il Regno Unito sia pronto, come parte di una coalizione multinazionale guidata congiuntamente da Regno Unito e Francia, a garantire la sicurezza dello stretto quando le condizioni lo permetteranno”, ha dichiarato il ministero della Difesa britannico.
14:58
Wsj, Iran parla per la prima volta di Khamenei, ‘lesioni a rotula e schiena’
L’Iran, per la prima volta, ha fornito dettagli sulle ferite riportate da Mojtaba Khamenei, l’attuale Guida Suprema del Paese, negli attacchi aerei di Usa e Israele che, all’inizio del conflitto, hanno causato la morte di suo padre, Ali Khamenei. Un funzionario iraniano ha confermato che Khamenei ha riportato lesioni alla rotula e alla schiena, precisando però che gode di buona salute: la notizia, riferisce il Wsj, emerge da un video sui social di Nour, agenzia di stampa legata al Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran. Ieri, la Cnn ha riferito che l’intelligence Usa ritiene Khamenei cruciale nelle strategie dell’Iran.
12:31
Media, tre morti in raid aereo nel sud del Libano oggi
I media libanesi riferiscono di tre morti in un raid aereo israeliano avvenuto poco fa nel sud del Libano. Lo scrive Times of Israel citando l’agenzia di stampa libanese Nna, secondo cui l’attacco ha colpito un’auto su una strada tra le città di Burj Rahal e Aabbasiyyeh. L’Idf aveva precedentemente emesso avvisi di evacuazione per entrambi i villaggi, insieme ad altri sette. L’agenzia Nna segnala inoltre diversi altri attacchi nei pressi delle città di Nabatieh, Kafra, Haris e Mansouri.
08:12
Idf emette avviso di evacuazione per 9 villaggi nel sud del Libano
L’esercito israeliano ha emesso avvisi di evacuazione per nove villaggi nel Libano meridionale in vista dei raid aerei. Gli abitanti di Tayr Debba, Aabbasiyyeh, Burj Rahal, Maaroub, Barish, Arzoun, Jannata, Zrariyeh e Ain Baal sono invitati ad allontanarsi di almeno un chilometro. Lo scrive Times of Israel. “Alla luce delle violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, l’Idf è costretto ad agire con la forza e non intendenuocervi”, avverte il portavoce dell’esercito, il colonnello Avichay Adraee.
08:05
Idf, colpiti oltre 85 obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano in 24 ore
L’esercito israeliano afferma di aver colpito oltre 85 obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale nelle ultime 24 ore, tra cui un sito sotterraneo per la produzione di armi nella valle della Bekaa. Lo scrive Times of Israel. Secondo l’esercito, gli obiettivi nel Libano meridionale includevano depositi di armi, lanciarazzi ed edifici utilizzati da Hezbollah per pianificare attacchi. Anche membri del gruppo terroristico che stavano pianificando attacchi contro le truppe di stanza nel Libano meridionale sono stati presi di mira, afferma l’Idf.
07:35
Araghchi: ‘Gli Usa pongano fine alle loro richieste eccessive e irragionevoli’
“Gli Stati Uniti pongano fine alle loro richieste eccessive e irragionevoli e alle loro aggressioni illegali, per far progredire il processo diplomatico”, lo ha sottolineato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in una conversazione telefonica con il suo omologo turco Hakan Fidan ieri sera. “La recente escalation delle tensioni da parte degli Stati Uniti nel Golfo Persico e la violazione del cessate il fuoco hanno accresciuto i sospetti sulla serietà di Washington nel percorso diplomatico”, ha aggiunto. Secondo l’agenzia di stampa IRNA, Fidan ha ribadito il sostegno del suo Paese al proseguimento degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra.
07:17
Iran all’Onu, ‘azioni Usa a Hormuz producono conseguenze catastrofiche’
Il rappresentante dell’Iran presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha avvertito il Consiglio di Sicurezza dell’Onu che “le continue azioni militari statunitensi nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz potrebbero produrre conseguenze catastrofiche che si estenderebbero ben oltre la regione e minaccerebbero la pace e la sicurezza internazionali”. Iravani ha rilasciato questa dichiarazione in una lettera indirizzata alle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza, condannando gli attacchi statunitensi contro due petroliere iraniane e altre località lungo le coste iraniane nello Stretto di Hormuz, avvenuti giovedì sera. Secondo Mehr, Iravani ha sottolineato che “l’atto di pirateria statunitense, attraverso l’attacco a navi mercantili e il blocco navale, costituisce una chiara violazione del cessate il fuoco”.
03:38
Intelligence Usa, Mojtaba Khamenei cruciale nelle strategie dell’Iran
L’intelligence Usa ritiene che Mojtaba Khamenei, il nuovo leader supremo dell’Iran, stia svolgendo un ruolo cruciale nel definire la strategia bellica, al fianco di alti funzionari di Teheran. Lo riporta la Cnn, in base a diverse fonti a conoscenza del dossier, secondo cui l’esatta portata della sua autorità all’interno di un regime ora frammentato rimane comunque poco chiara. Tuttavia, è probabile che Khamenei stia contribuendo a dirigere la gestione, da parte dell’Iran, dei negoziati con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto, malgrado non compaia in pubblico da quando ha riportato gravi ferite durante un attacco che, all’inizio della guerra, ha causato la morte di suo padre Ali Khamenei e di diversi alti vertici militari del Paese, alimentando le speculazioni sul suo stato di salute e sul suo ruolo all’interno della struttura di leadership iraniana. L’amministrazione Trump continua a perseguire una soluzione diplomatica al conflitto, mentre il cessate il fuoco si protrae ormai da oltre un mese: secondo le fonti, l’intelligence Usa valuta che l’Iran stia ancora cercando di riorganizzarsi all’indomani della campagna di bombardamenti americani che ha lasciato intatte significative capacità militari di Teheran, preservando la facoltà del Paese di resistere per ulteriori mesi a un blocco statunitense.
02:54
Usa, nuova bozza risoluzione Onu sull’Iran, difficile sostegno Cina e Russia
Washington ha rivisto la bozza della sua risoluzione alle Nazioni Unite che chiede all’Iran di interrompere gli attacchi e la posa di mine nello Stretto di Hormuz, ma sarebbe insufficiente a scongiurare il diritto di veto di Cina e Russia, membri permanenti del Consiglio di sicurezza del Palazzo di Vetro. Una bocciatura formale di Pechino, in particolare, sarebbe di imbarazzo in vista della visita della prossima settimana del tycoon in Cina, dal presidente Xi Jinping, con la guerra all’Iran ancora irrisolta e destinata a essere tra i temi principali in agenda. La bozza aggiornata, hanno riferito i media Usa, ha eliminato la clausola che invoca il Capitolo VII della Carta dell’Onu, che consente al Consiglio d’imporre misure che vanno dalle sanzioni all’azione militare, mantenendo però il linguaggio duro contro Teheran. Malgrado il testo non autorizzi esplicitamente l’uso della forza, non lo esclude e “riafferma il diritto degli Stati membri dell’Onu di difendere le proprie navi da attacchi e minacce, comprese quelle che minano diritti e libertà di navigazione”. Una precedente risoluzione, sostenuta dagli Stati Uniti, che sembrava aprire la strada alla legittimazione di un’azione militare americana contro l’Iran, è fallita ad aprile dopo che Russia e Cina hanno esercitato il diritto di veto.
01:55
Libano, ‘almeno 31 morti durante i raid israeliani’
Secondo l’agenzia di stampa ufficiale libanese National News Agency, almeno 31 persone, tra cui un soccorritore, sono state uccise venerdì durante i massicci attacchi israeliani nel sud del Libano. Secondo Al Jazeera, è stata una delle giornate più sanguinose da quando, il 2 marzo, sono ripresi i combattimenti tra le forze israeliane e Hezbollah. Tra le vittime figurano cinque persone in due attacchi aerei contro la città di Toura, nel distretto di Tiro. Secondo quanto riportato, sono ancora in corso le operazioni di soccorso per cercare una ragazza dispersa sotto le macerie.
00:28
Ft, navigazione senza sistemi gps salita del 600% nello Stretto di Hormuz
I movimenti navali senza gps sono saliti del 600% nello Stretto di Hormuz in due settimane, nel mezzo del braccio di ferro tra Iran e Usa sul controllo del transito marittimo. Secondo Windward, un’agenzia di intelligence marittima, i passaggi, o almeno i tentativi, avvengono sempre più spesso con i segnali gps disattivati. Le immagini satellitari raccolte da Windward, riferisce il Financial Times, hanno mostrato che, con ogni probabilità, nove navi mercantili hanno attraversato lo stretto il 7 maggio senza attivare il sistema Ais, lo strumento utilizzato dalle navi per trasmettere la propria posizione al fine di evitare collisioni. Secondo i dati della società, la cosiddetta ‘attività oscura’ è aumentata di circa il 600% tra il 19 aprile e il 3 maggio, in risposta all’intensificarsi delle minacce provenienti sia dal fronte iraniano sia da quello statunitense. Il 6 e il 7 maggio, in particolare, nessuna nave ha attraversato lo stretto con il sistema Ais attivo, per la prima volta dall’inizio del conflitto del 28 febbraio.
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