Medio Oriente: I negoziatori Usa verso Islamabad. Iran: ‘Non è ancora previsto alcun nuovo round di colloqui’

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    Punti chiave

    IL PUNTO

    23:50

    Per il 77% degli americani l’aumento del prezzo della benzina è colpa di Trump

    La maggior parte degli americani attribuisce a Donald Trump la responsabilità del vertiginoso aumento dei prezzi della benzina, una situazione che sta pesando sul suo partito repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato a novembre. Secondo l’ultimo sondaggio Reuters/Ipsos circa il 77% degli elettori interpellati nel sondaggio ha dichiarato che è colpa del presidente, un’opinione ampiamente condivisa attraverso l’intero spettro politico, con il 55% dei repubblicani, l’82% degli indipendenti e il 95% dei democratici. Inoltre, circa il 58% degli elettori — tra cui un repubblicano su cinque e due terzi degli indipendenti — ha dichiarato che sarebbe meno propenso a sostenere i candidati che appoggiano l’approccio di Trump al conflitto contro l’Iran alle elezioni di midterm. 

    23:22

    Il Parlamento iraniano nega che Ghalibaf si sia dimesso da capo negoziatore con Usa

    L’ufficio stampa del parlamento iraniano smentisce le notizie secondo cui il presidente dell’organo legislativo di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, si sarebbe dimesso da capo del team negoziale, e afferma che non è ancora previsto alcun nuovo round di colloqui con gli Usa. 

    22:50

    Media, ‘Iran non ha avanzato alcuna richiesta di colloqui con gli Usa’

    L’Iran non ha avanzato alcuna richiesta di colloqui con gli americani e finora ha respinto categoricamente le richieste statunitensi di negoziare a causa delle loro pretese eccessive. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statale iraniana Tasnim News, smentendo le precedenti dichiarazioni della portavoce della Casa Bianca in merito alla richiesta di colloqui da parte di Teheran. Lo scrive il Guardian. 

    22:40

    La Casa Bianca, ‘l’Iran vuole parlarci di persona’

    “L’Iran ci vuole parlare di persona”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt dopo aver annunciato la partenza degli inviati di Donald Trump per il Pakistan. Secondo quanto riportato da Fox News poco prima, sarebbe stato l’Iran a chiedere un incontro con i rappresentanti Usa. 

    21:43

    Trump, ‘l’Iran farà un’offerta per soddisfare le richieste Usa’

    L’Iran ha in programma di formulare un’offerta per soddisfare le richieste Usa. Il presidente Donald Trump, secondo il Guardian, ha detto che “stanno formulando un’offerta e vedremo”, precisando di non sapere in cosa consisterà. Alla domanda sugli interlocutori degli Usa nei negoziati, il tycoon ha risposto: “Non voglio rivelarlo, ma stiamo trattando con le persone che detengono ora il potere”. Gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner andranno ai colloqui di Islamabad con il ministero degli esteri iraniano Abbas Araghchi: i due partiranno sabato mattina, ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.

    19:22

    La Casa Bianca: Vance in stand-by per il Pakistan

    JD Vance resterà a Washington in stand-by mentre gli inviati di Donald Trump andranno in Pakistan. “Il vice presidente aspetterà di vedere se ci sono progressi”, ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. 

    19:15

    La Casa Bianca: ‘Gli inviati di Trump partono per il Pakistan domani’

    Gli inviati di Donald Trump Steve Witkoff e Jared Kushner partono per il Pakistan domani. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un’intervista a Fox News. Secondo Cnn inoltre, il vicepresidente JD Vance sarà pronto a recarsi a Islamabad qualora i colloqui dovessero progredire. 

    18:33

    Libano, ‘2.491 morti negli attacchi israeliani dal 2 marzo’

    Il ministero della Salute libanese ha reso noto oggi che il bilancio delle vittime dall’inizio degli scontri tra l’esercito israeliano e Hezbollah, il 2 marzo scorso, è salito a 2.491 morti e 7.719 feriti. Lo scrive al Jazeera. 

    18:06

    ‘Witkoff e Kushner in viaggio verso il Pakistan’

    Donald Trump ha chiesto al suo inviato Steve Witkoff e al cognato Jared Kushner di andare ad Islamabad per incontrare i negoziatori iraniani. Lo riferisce la Cnn citando fonti informate. Questa volta il vice presidente Jd Vance non ci sarà. I due inviati di Trump dovrebbero arrivare nella notte italiana.   

    16:57

    Per Hormuz pronta anche una fregata italiana oltre ai cacciamine

    C’è anche una fregata tra i mezzi approntati dalla Difesa, attualmente in porto in Italia, disponibili ad essere inviati nel caso di un eventuale intervento di bonifica con due cacciamine e una nave logistica nello Stretto di Hormuz. Affinché si verifichi l’invio – che avverrà solo in sicurezza – saranno necessarie tre condizioni: una tregua, quindi la cessazione delle ostilità nella stessa area, un mandato internazionale e infine l’autorizzazione del Parlamento. Lo si apprende da fonti informate. 

    16:24

    Trump proroga la sospensione del Jones Act contro il caro petrolio

    Donald Trump ha deciso di prorogare per 90 giorni la sospensione di una legge marittima che limita il trasporto di petrolio all’interno degli Stati Uniti, nel tentativo di arginare l’aumento dei prezzi causato dalla guerra contro l’Iran. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, sui social media. Il Jones Act del 1920 impone che le spedizioni nazionali utilizzino navi costruite in Usa, di proprietà americana e con equipaggio a stelle e strisce.

    15:43

    ‘Teheran ha ricevuto dal Pakistan nuove proposte per i negoziati’

    Il capo delle forze armate pakistane, Asim Munir, ha trasmesso all’Iran nuove proposte per i colloqui con gli Stati Uniti, e Teheran le sta valutando. E’ quanto affermato dall’ambasciatore della Repubblica islamica in Russia, Kazem Jalali, durante consultazioni tenutosi a Mosca degli Stati membri dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.

    “Nei giorni scorsi, in seguito all’arrivo a Teheran del comandante dell’esercito pakistano in veste di mediatore, sono state presentate nuove proposte, che stiamo attualmente esaminando e su cui ci stiamo scambiando comunicati”, ha dichiarato Jalali, citato dall’agenzia russa Tass. Il 16 aprile, il capo delle forze armate pakistane ha visitato Teheran, dove ha incontrato i vertici militari e politici della Repubblica islamica dell’Iran. 

    15:08

    Iran International: ‘Ghalibaf lascia i negoziati per disaccordi interni’

    Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della squadra negoziale iraniana con gli Stati Uniti, si è dimesso per i disaccordi interni. Lo riporta Iran International in un’esclusiva. Ghalibaf è stato criticato per aver tentato di includere la questione nucleare nei colloqui con Washington ed è stato costretto a dimettersi.

    La figura intransigente Saeed Jalili, rappresentante ultraintegralista della Guida Suprema presso il consiglio supremo di sicurezza nazionale, potrebbe sostituirlo, scrive Iran International, mentre anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi cerca di assumere la guida dei colloqui.

    14:19

    Hegseth, per Europa è finito tempo di approfittare della nostra protezione gratis

    “L’Iran ha la possibilità di fare un buon accordo”. Lo ha detto Pete Hegseth in un briefing al Pentagono con il capo degli stati maggiori congiunti, Dan Caine, sull’operazione ‘Epic fury’. In mancanza di un’intesa, ha ribadito il segretario alla difesa, l’esercito americano è pronto a colpire di nuovo. “Abbiamo tutto il tempo del mondo, come ha detto il presidente Trump”, ha aggiunto Hegseth.

    Pete Hegseth ha fatto eco alle critiche agli alleati europei di Donald Trump. “L’Europa e l’Asia hanno beneficiato della nostra protezione per decenni, ma il tempo di approfittarne gratuitamente è finito”, ha affermato il segretario alla Difesa in un briefing sulla guerra in Iran.

    Il segretario alla Difesa americano ha poi affermato che il blocco dei porti iraniani da parte della marina Usa, iniziato il 13 aprile, proseguirà “per tutto il tempo necessario, qualunque cosa decida il presidente Trump”. L’Iran ha posto la revoca del blocco come condizione per la ripresa dei colloqui volti a porre fine alla guerra. 

    Hegseth ha quindi bollato come “chiacchiere inutili” le discussioni tra quasi 50 paesi, ospitate la scorsa settimana a Parigi da Francia e Gran Bretagna, su come ristabilire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. “So che ci sono molte discussioni, avete visto la conferenza – che definirei sciocca – che si è tenuta in Europa la settimana scorsa, dove – ha detto – si sono riuniti per parlare di parlare, di fare forse qualcosa in futuro, quando le cose saranno sistemate. Non si tratta ancora di sforzi seri”.

    14:05

    Il ministro degli Esteri dell’Iran atteso a Islamabad oggi, poi andrà a Muscat e Mosca

    Fonti governative pachistane hanno riferito all’ANSA che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso a Islamabad questa sera con una piccola delegazione. A seguito di importanti colloqui con la squadra di mediazione pachistana, è previsto un secondo round di colloqui di pace a Islamabad tra Stati Uniti e Iran, affermano le stesse fonti governative. Un team logistico e di sicurezza statunitense è già presente nella capitale pachistana per facilitare il processo negoziale.

    Araghchi, secondo quanto riportano i media iraniani, inizierà un tour regionale che dopo Islamabad toccherà anche Muscat e Mosca. “Lo scopo di questa visita è quello di tenere consultazioni bilaterali e discutere gli sviluppi attuali nella regione, nonché la situazione più recente della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime israeliano contro l’Iran”, ha dichiarato l’agenzia di stampa statale Irna. 

    09:32

    Nyt, la guerra in Iran ha prosciugato le scorte Usa di missili

    Secondo valutazioni interne del Dipartimento della Difesa, confermate anche da fonti del Congresso che hanno parlato con il New York Times, le scorte di missili statunitensi e di armi costose si sono notevolmente ridotte a causa della guerra con l’Iran. Secondo le stime, gli Usa hanno consumato 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio, progettati per una guerra con la Cina; 1.000 missili da crociera Tomahawk, circa 10 volte il numero che acquistano attualmente ogni anno; 1.200 missili intercettori Patriot, ognuno dei quali costa più di 4 milioni di dollari; e 1.000 missili di precisione e missili terrestri.

    09:23

    Kallas: ‘colloqui Iran incompleti senza missili, rischio accordo debole’

    “Ciò che ci preoccupa è che i negoziati in corso” in Medio Oriente “stiano affrontando la questione nucleare, ma occorre affrontare anche il programma missilistico”. Lo ha detto l’alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, all’arrivo al Consiglio europeo informale a Cipro. “Se i colloqui si concentreranno solo sul nucleare, senza esperti del settore presenti al tavolo, finiremo per raggiungere un accordo più debole”, ha evidenziato, indicando inoltre che l’Ue è pronta ad “aiutare nei negoziati”.

    07:29

    Gli Usa offrono 10 milioni di dollari per informazioni su leader milizia sciita

    Gli Stati Uniti offrono fino a 10 milioni di dollari per informazioni sul leader di una milizia sciita irachena appoggiata da Teheran. Il programma “Ricompense per la giustizia” del Dipartimento di Stato americano ha accusato Hashim Finyan Rahim al-Saraji di essere il leader di Kata’ib Sayyid al-Shuhada (Kss), definendola un gruppo terroristico. L’annuncio è pubblicato sul profilo X dekllo stesso programma (‘Rewards for Justice’) e si legge:, “I membri del Kss hanno ucciso civili iracheni e attaccato sedi diplomatiche statunitensi in Iraq, nonché basi e personale militare statunitense in Iraq e Siria”.

    02:08

    Cnn, Usa pianificano attacchi all’Iran su Hormuz se salta la tregua

    Le forze armate americane stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz qualora il fragile cessate il fuoco dovesse crollare. Lo riferisce la Cnn, in base a funzionari Usa, secondo cui il focus è sulla neutralizzazione delle mine iraniane, delle imbarcazioni d’attacco rapido e delle minacce costiere, al fine di mantenere aperta il braccio di mare da cui transita il 20% del petrolio mondiale. “Le forze armate americane continuano a fornire opzioni al presidente Trump e tutte le opzioni restano sul tavolo”, ha commentato un funzionario del Pentagono, sulla pianificazione degli obiettivi.

    00:00

    Trump, ‘incontrerò leader Israele e Libano nelle prossime due settimane’

    Il presidente americano Donald Trump ha affermato di attendersi che i leader di Israele e Libano lo incontrino nel corso delle prossime due settimane, esprimendo fiducia sulla possibilità di definire un accordo di pace permanente entro l’anno. Il cessate il fuoco è stato esteso di tre settimane. “Credo vi siano ottime probabilità. Penso che dovrebbe trattarsi di un obiettivo facile da centrare”, ha detto Trump, nelle battute iniziali dell’incontro ospitato alla Casa Bianca tra gli ambasciatori dei due Paesi, impegnati in un secondo ciclo negoziale per un possibile accordo di pace.

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