Medio Oriente, ancora nessuna risposta da Teheran. Trump: ‘Arriverà presto’ – LIVEBLOG

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    Punti chiave

    IL PUNTO

    Il presidente Usa Donald Trump dice di aspettarsi ‘stanotte’ una risposta dall’Iran sulla sua ultima proposta di accordo di pace. E avverte: ‘Accordo subito o colpiremo con più violenza’. La risposta, però, non è arrivata. Intanto continua a salire la tensione a Hormuz. Colpite due petroliere iraniane vuote nel Golfo di Oman che tentavano di forzare il blocco navale americano.

    18:21

    Libano: ‘Tre bambini tra i 7 morti in raid Israele su famiglie sfollati’

    Ci sono anche tre bambini, rispettivamente di sei mesi, due e 11 anni, tra i 7 uccisi nel raid israeliano contro un palazzo che ospitava tre famiglie sfollate a Saksakiye (Sidone). Lo scrivono i media libanesi citando il ministero della Salute, che precisa questo sia solo un bilancio preliminare. Almeno 15 i feriti.

    15:57

    Trump attende la risposta dell’Iran, segnala la missione di Vance in Pakistan

    Il presidente americano Donald Trump, in attesa della risposta dall’Iran sulla sua proposta per chiudere la guerra, ha ri-postato su Truth, corredato dalla scritta “Importantissimo. Ecco a che punto si trova la nostra Nazione!!!”, un articolo ripreso da justthenews.com sui risultati di un sondaggio secondo cui la maggioranza degli americani ritiene che evitare che l’Iran abbia le armi nucleare sia più importante del finire la guerra. “Mentre il vicepresidente JD Vance si reca in Pakistan per negoziare un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran, i sondaggi suggeriscono che l’opinione pubblica privilegia il raggiungimento dei principali obiettivi americani rispetto a una rapida conclusione” del conflitto, si legge nel post. E poi: “Vance si appresta ad avviare i negoziati questo fine settimana, al fianco dell’inviato speciale Steve Witkoff e di Jared Kushner, genero del presidente”. Funzionari iraniani hanno fatto sapere ai mediatori che, con ogni probabilità, accetterebbero il memorandum, ma con diverse modifiche. Malgrado gli scambi di fuoco avvenuti in settimana tra Usa e Iran, Trump ha affermato che il cessate il fuoco con Teheran rimane in vigore. Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz ha subito un brusco rallentamento a causa delle incertezze: secondo i dati di S&P Global Intelligence, da giorni nessuna nave commerciale gestita da compagnie di navigazione registrate attraversa lo stretto. Venerdì sera, tornando alla Casa Bianca, il tycoon non ha risposto alla domanda sull’arrivo di notizie da Teheran, nonostante le avesse segnalate come fossero imminenti.

    In un’intervista al Corriere della Sera, Donald Trump non ha voluto commentare sulla lettera dall’Iran, che il presidente Usa attendeva la notte scorsa, con una risposta di Teheran alla proposta americana per porre fine alla guerra.

    15:47

    Usa, sanzionate tre società cinesi per immagini satellitari date all’Iran

    Il Dipartimento di Stato americano ha sanzionato tre aziende con sede in Cina per aver fornito immagini satellitari che hanno consentito all’Iran di sferrare attacchi contro le forze statunitensi in Medio Oriente. La mossa giunge a pochi giorni dalla prevista partenza del presidente Donald Trump per Pechino, dove incontrerà il suo omologo cinese Xi Jinping. Le misure, in base a una nota, mirano a ritenere le entità cinesi responsabili del sostegno dato all’Iran, ha dichiarato il segretario di Stato, Marco Rubio. Dai primi attacchi di Usa e Israele del 28 febbraio, la disponibilità di immagini satellitari cinesi relative alla zona del conflitto è salita in modo considerevole, alimentando nell’amministrazione Trump il timore di aiuto a Teheran e ad altri avversari Usa attraverso indicazioni strategiche sul campo di battaglia. Le entità cinesi sanzionate sono la Meentropy Technology (Hangzhou), nota anche come MizarVision, la The Earth Eye e la Chang Guang Satellite Technology. La Chang Guang, inoltre, era già stata sanzionata nel 2023 per la fornitura di immagini satellitari alla Wagner, la compagnia militare privata russa. Il Dipartimento di Stato ha inoltre sanzionato il braccio operativo per l’esportazione del ministero della Difesa e della Logistica delle forze armate iraniane.

    15:27

    Media, almeno 11 morti in raid sul Libano meridionale e a sud di Beirut

    Almeno 11 persone sono rimaste uccise in raid israeliani avvenuti nelle ultime ore su diverse località del sud del Libano e a sud di Beirut, dove i media statali libanesi hanno riferito di almeno tre attacchi in poco tempo. Lo riferisce il giornale L’Orient-Le Jour. Sei vittime e sei feriti sono indicati in un bilancio preliminare di un attacco contro un palazzo che ospitava famiglie sfollate a Saksakiyé (Sidone). Un altro morto è stato riportato a Saadiyat, più a nord; due per un attacco che ha colpito un’auto su una strada che collega questa località con Beirut; e altri due ad Habbouch, più a est.

    15:15

    Trump: ‘Spostare truppe dall’Italia? Ci sto ancora pensando’

    In una telefonata esclusiva con il Corriere della Sera, il presidente Usa Donald Trump non ha voluto commentare sullo spostamento di truppe dalla Germania, potenzialmente verso il fronte orientale della Nato, mentre ha confermato che ‘sta ancora prendendo in considerazione’ di spostare truppe dalle basi italiane.

    “L’Italia non c’era quando avevamo bisogno di lei. E io ci sono sempre stato per l’Italia, e così il mio Paese”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista al Corriere della Sera il giorno dopo il viaggio a Roma del suo segretario di Stato, Marco Rubio. All’osservazione che l’Italia potrebbe fornire dragamine dopo il cessate il fuoco in Iran, Trump ha ripetuto ancora una volta: “L’Italia non c’era quando ne avevamo bisogno”.

    14:58

    Gb invia cacciatorpediniere in Medio Oriente per una futura missione a Hormuz

    Il Regno Unito ha annunciato che invierà un cacciatorpediniere, l’HMS Dragon che si trova attualmente nel Mediterraneo, in Medio Oriente in previsione di una futura missione internazionale per garantire la sicurezza del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. “Questo preposizionamento dell’HMS Dragon fa parte di una rigorosa pianificazione per garantire che il Regno Unito sia pronto, come parte di una coalizione multinazionale guidata congiuntamente da Regno Unito e Francia, a garantire la sicurezza dello stretto quando le condizioni lo permetteranno”, ha dichiarato il ministero della Difesa britannico.

    14:58

    Wsj, Iran parla per la prima volta di Khamenei, ‘lesioni a rotula e schiena’

    L’Iran, per la prima volta, ha fornito dettagli sulle ferite riportate da Mojtaba Khamenei, l’attuale Guida Suprema del Paese, negli attacchi aerei di Usa e Israele che, all’inizio del conflitto, hanno causato la morte di suo padre, Ali Khamenei. Un funzionario iraniano ha confermato che Khamenei ha riportato lesioni alla rotula e alla schiena, precisando però che gode di buona salute: la notizia, riferisce il Wsj, emerge da un video sui social di Nour, agenzia di stampa legata al Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran. Ieri, la Cnn ha riferito che l’intelligence Usa ritiene Khamenei cruciale nelle strategie dell’Iran.

    L’aggiornamento sulla salute della Guida suprema iraniana è stato fatto da Mazaher Hosseini, identificato nel video come il coordinatore delle riunioni governative di alto livello. Nello stesso attacco, in cui è morto il padre, ha perso la vita anche la moglie del giovane Khamenei, ha aggiunto Hosseini. Funzionari statunitensi, al contrario, hanno descritto le ferite di Mojtaba Khamenei come gravi: non appare in pubblico dal 28 febbraio, data in cui Israele e gli Stati Uniti hanno sferrato gli serie di attacchi coordinati. Hosseini ha affermato che il ginocchio di Khamenei guarirà presto e che il problema alla schiena si è ormai risolto. Khamenei presenta inoltre un piccolo taglio dietro l’orecchio, già medicato, che risulta invisibile poiché coperto dal turbante, ha precisato Hosseini. L’assenza di Khamenei dalla scena pubblica ha alimentato speculazioni secondo cui egli non sarebbe coinvolto nella gestione delle attività quotidiane. Funzionari iraniani hanno tuttavia spiegato che Khamenei sta mantenendo un basso profilo per ragioni di sicurezza personale. Nel video, Hosseini ha dichiarato che Khamenei si rivolgerà al popolo iraniano “al momento opportuno”.

    12:31

    Media, tre morti in raid aereo nel sud del Libano oggi

    I media libanesi riferiscono di tre morti in un raid aereo israeliano avvenuto poco fa nel sud del Libano. Lo scrive Times of Israel citando l’agenzia di stampa libanese Nna, secondo cui l’attacco ha colpito un’auto su una strada tra le città di Burj Rahal e Aabbasiyyeh. L’Idf aveva precedentemente emesso avvisi di evacuazione per entrambi i villaggi, insieme ad altri sette. L’agenzia Nna segnala inoltre diversi altri attacchi nei pressi delle città di Nabatieh, Kafra, Haris e Mansouri.

    08:12

    Idf emette avviso di evacuazione per 9 villaggi nel sud del Libano

    L’esercito israeliano ha emesso avvisi di evacuazione per nove villaggi nel Libano meridionale in vista dei raid aerei. Gli abitanti di Tayr Debba, Aabbasiyyeh, Burj Rahal, Maaroub, Barish, Arzoun, Jannata, Zrariyeh e Ain Baal sono invitati ad allontanarsi di almeno un chilometro. Lo scrive Times of Israel. “Alla luce delle violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, l’Idf è costretto ad agire con la forza e non intendenuocervi”, avverte il portavoce dell’esercito, il colonnello Avichay Adraee.

    08:05

    Idf, colpiti oltre 85 obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano in 24 ore

    L’esercito israeliano afferma di aver colpito oltre 85 obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale nelle ultime 24 ore, tra cui un sito sotterraneo per la produzione di armi nella valle della Bekaa. Lo scrive Times of Israel. Secondo l’esercito, gli obiettivi nel Libano meridionale includevano depositi di armi, lanciarazzi ed edifici utilizzati da Hezbollah per pianificare attacchi. Anche membri del gruppo terroristico che stavano pianificando attacchi contro le truppe di stanza nel Libano meridionale sono stati presi di mira, afferma l’Idf.

    07:35

    Araghchi: ‘Gli Usa pongano fine alle loro richieste eccessive e irragionevoli’

    “Gli Stati Uniti pongano fine alle loro richieste eccessive e irragionevoli e alle loro aggressioni illegali, per far progredire il processo diplomatico”, lo ha sottolineato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in una conversazione telefonica con il suo omologo turco Hakan Fidan ieri sera. “La recente escalation delle tensioni da parte degli Stati Uniti nel Golfo Persico e la violazione del cessate il fuoco hanno accresciuto i sospetti sulla serietà di Washington nel percorso diplomatico”, ha aggiunto. Secondo l’agenzia di stampa IRNA, Fidan ha ribadito il sostegno del suo Paese al proseguimento degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra.

    07:17

    Iran all’Onu, ‘azioni Usa a Hormuz producono conseguenze catastrofiche’

    Il rappresentante dell’Iran presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha avvertito il Consiglio di Sicurezza dell’Onu che “le continue azioni militari statunitensi nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz potrebbero produrre conseguenze catastrofiche che si estenderebbero ben oltre la regione e minaccerebbero la pace e la sicurezza internazionali”. Iravani ha rilasciato questa dichiarazione in una lettera indirizzata alle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza, condannando gli attacchi statunitensi contro due petroliere iraniane e altre località lungo le coste iraniane nello Stretto di Hormuz, avvenuti giovedì sera. Secondo Mehr, Iravani ha sottolineato che “l’atto di pirateria statunitense, attraverso l’attacco a navi mercantili e il blocco navale, costituisce una chiara violazione del cessate il fuoco”.

    03:38

    Intelligence Usa, Mojtaba Khamenei cruciale nelle strategie dell’Iran

    L’intelligence Usa ritiene che Mojtaba Khamenei, il nuovo leader supremo dell’Iran, stia svolgendo un ruolo cruciale nel definire la strategia bellica, al fianco di alti funzionari di Teheran. Lo riporta la Cnn, in base a diverse fonti a conoscenza del dossier, secondo cui l’esatta portata della sua autorità all’interno di un regime ora frammentato rimane comunque poco chiara. Tuttavia, è probabile che Khamenei stia contribuendo a dirigere la gestione, da parte dell’Iran, dei negoziati con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto, malgrado non compaia in pubblico da quando ha riportato gravi ferite durante un attacco che, all’inizio della guerra, ha causato la morte di suo padre Ali Khamenei e di diversi alti vertici militari del Paese, alimentando le speculazioni sul suo stato di salute e sul suo ruolo all’interno della struttura di leadership iraniana. L’amministrazione Trump continua a perseguire una soluzione diplomatica al conflitto, mentre il cessate il fuoco si protrae ormai da oltre un mese: secondo le fonti, l’intelligence Usa valuta che l’Iran stia ancora cercando di riorganizzarsi all’indomani della campagna di bombardamenti americani che ha lasciato intatte significative capacità militari di Teheran, preservando la facoltà del Paese di resistere per ulteriori mesi a un blocco statunitense.

    02:54

    Usa, nuova bozza risoluzione Onu sull’Iran, difficile sostegno Cina e Russia

    Washington ha rivisto la bozza della sua risoluzione alle Nazioni Unite che chiede all’Iran di interrompere gli attacchi e la posa di mine nello Stretto di Hormuz, ma sarebbe insufficiente a scongiurare il diritto di veto di Cina e Russia, membri permanenti del Consiglio di sicurezza del Palazzo di Vetro. Una bocciatura formale di Pechino, in particolare, sarebbe di imbarazzo in vista della visita della prossima settimana del tycoon in Cina, dal presidente Xi Jinping, con la guerra all’Iran ancora irrisolta e destinata a essere tra i temi principali in agenda. La bozza aggiornata, hanno riferito i media Usa, ha eliminato la clausola che invoca il Capitolo VII della Carta dell’Onu, che consente al Consiglio d’imporre misure che vanno dalle sanzioni all’azione militare, mantenendo però il linguaggio duro contro Teheran. Malgrado il testo non autorizzi esplicitamente l’uso della forza, non lo esclude e “riafferma il diritto degli Stati membri dell’Onu di difendere le proprie navi da attacchi e minacce, comprese quelle che minano diritti e libertà di navigazione”. Una precedente risoluzione, sostenuta dagli Stati Uniti, che sembrava aprire la strada alla legittimazione di un’azione militare americana contro l’Iran, è fallita ad aprile dopo che Russia e Cina hanno esercitato il diritto di veto.

    01:55

    Libano, ‘almeno 31 morti durante i raid israeliani’

    Secondo l’agenzia di stampa ufficiale libanese National News Agency, almeno 31 persone, tra cui un soccorritore, sono state uccise venerdì durante i massicci attacchi israeliani nel sud del Libano. Secondo Al Jazeera, è stata una delle giornate più sanguinose da quando, il 2 marzo, sono ripresi i combattimenti tra le forze israeliane e Hezbollah. Tra le vittime figurano cinque persone in due attacchi aerei contro la città di Toura, nel distretto di Tiro. Secondo quanto riportato, sono ancora in corso le operazioni di soccorso per cercare una ragazza dispersa sotto le macerie.

    00:28

    Ft, navigazione senza sistemi gps salita del 600% nello Stretto di Hormuz

    I movimenti navali senza gps sono saliti del 600% nello Stretto di Hormuz in due settimane, nel mezzo del braccio di ferro tra Iran e Usa sul controllo del transito marittimo. Secondo Windward, un’agenzia di intelligence marittima, i passaggi, o almeno i tentativi, avvengono sempre più spesso con i segnali gps disattivati. Le immagini satellitari raccolte da Windward, riferisce il Financial Times, hanno mostrato che, con ogni probabilità, nove navi mercantili hanno attraversato lo stretto il 7 maggio senza attivare il sistema Ais, lo strumento utilizzato dalle navi per trasmettere la propria posizione al fine di evitare collisioni. Secondo i dati della società, la cosiddetta ‘attività oscura’ è aumentata di circa il 600% tra il 19 aprile e il 3 maggio, in risposta all’intensificarsi delle minacce provenienti sia dal fronte iraniano sia da quello statunitense. Il 6 e il 7 maggio, in particolare, nessuna nave ha attraversato lo stretto con il sistema Ais attivo, per la prima volta dall’inizio del conflitto del 28 febbraio.

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