Mbappè un lampo, Olisè incanta: è la Francia delle meraviglie

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    Solo la Francia può fermare la Francia nella corsa verso la coppa del mondo. E’ la convinzione che si sta facendo largo in modo quasi unanime dopo l’ennesima spallata che i Bleus hanno dato alle speranze delle rivali eliminando senza grosse difficoltà il Marocco. Un colpo di Mbappè, poi un altro di Dembelè hanno fatto crollare le mura del castello che i nordafricani hanno scelto come strategia per tentare di fermare i quattro cavalieri dell’apocalisse – i suddetti oltre al sublime Olise, mago degli assist e delle giocate strabilianti, e ad uno tra Doué e Barcola – agli ordini di Deschamps. L’attaccante del Real Madrid ha fatto come Messi contro l’Egitto, sbagliando un rigore per poi rifarsi con un gol, salendo a otto reti nella classifica marcatori, proprio come l’argentino, contro le cinque della punta del Psg.

     

    Numeri enormi, ma anche evocativi, visto che eguagliano già quelli raggiunti dalla leggendaria coppia brasiliana Ronaldo-Rivaldo nel 2002, quando la Selecao conquistò il suo quinto, e per ora rimasto ultimo, titolo. La Francia è ferma a due, ma il 14 luglio prossimo giocherà la terza semifinale consecutiva, eguagliando così le altre uniche due nazionali ad esserci riuscite, la Germania (due volte) e il Brasile, e la festa nazionale potrebbe essere celebrata con la conquista della terza finale consecutiva. In ciascuna delle due precedenti era in campo Mbappè, che nella parata di stelle Bleus è comunque la più luminosa, pronto a guidare un’altra volta l’assalto al titolo, con la convinzione di potercela fare. Il 28enne fuoriclasse ha illustrato così il suo punto di vista dopo la partita di ieri: “Questa nazionale non è la ‘più forte’, perchè non ha mai vinto un Mondiale né è arrivata seconda, ma è quella col maggior potenziale, quella con cui riusciamo più facilmente a immaginare il futuro. C’è molta qualità e ci permette di sognare ma abbiano ancora molto da dimostrare se vogliamo essere considerati una squadra invincibile”, ha detto Mbappè.

     La Francia non è però solo un attacco formidabile perchè i numeri dicono che in sei partite ha segnato 16 gol e ne ha incassato solo due, grazie certo alla qualità della retroguardia ma soprattutto al strategia studiata da Deschamps ed eseguita con ferocia dai suoi, che prevede un’immediata riaggressione sulla palla persa. Finora ha funzionato egregiamente sia per fare da ombrello alla retroguardia, sia per innescare gli attaccanti, mentre le difese avversarie non sanno chi andare a tamponare. Ad esaltare tale atteggiamento è stato anche il campione del mondo 1998 Thierry Henry, che è andato negli spogliatoi dopo la partita dei quarti, c’è il video, dicendosi entusiasta del gioco e della qualità degli interpreti.

    Un altro iridato ’98, Patrick Vieira, è convinto che quella attuale “sia una squadra migliore rispetto a quella du quattro anni fa. Non vedo nessuno in grado di impedirle Francia di raggiungere la finale”, ha aggiunto, riferendosi alla sfida del 14 luglio che metterà di fronte ai Bleus il Belgio o la Spagna.

    Ed è proprio in Spagna che i media si sono più sperticati nell’elogiare i transalpini, sicuri che spetterà alla Roja, Belgio permettendo, cercare di fermarli in semifinale. Il catalano Mundo Deportivo rende soprattutto merito a Mbappè, punta del poco amato Real, definito “un genio, un goleador nato, un calciatore che non vacilla mai quando la sua nazionale ha bisogno di lui”. Se poi, come da statistiche Fifa, l’attaccante 
       

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