Islamabad propone di ospitare un secondo round di negoziati – Liveblog

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    Punti chiave

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    IL PUNTO

    Sempre alta la tensione in Medio Oriente, giunta al 46/mo giorno di guerra, mentre la diplomazia è al lavoro. Il Pakistan ha proposto un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad prima della fine del cessate il fuoco. Oggi sono previsti colloqui diretti tra Israele e Libano a Washington: in agenda il cessate il fuoco e il disarmo a lungo termine di Hezbollah, oltre che un accordo di pace tra i due Paesi. ‘Non rispetteremo gli accordi presi tra Libano e Israele’, ha fatto sapere Hezbollah. La Cina si adopera per il cessate il fuoco in Medio Oriente: Xi presenta un piano in 4 punti per la pace al principe emiratino Bin Zayed. Intanto Trump boccia la proposta dell’Iran su uno stop di 5 anni dell’ arricchimento dell’uranio.

    Intanto, i blocco navale minacciato da Donald Trump per soffocare la Repubblica islamica diventa realtà nello stretto di Hormuz, aprendo un nuovo, incerto capitolo del conflitto in Medio Oriente, lo stop è garantito da 15 navi Usa. Dopo il fallimento dei negoziati a Islamabad Trump rivela: ‘Teheran ci ha chiamato, vogliono un accordo’. La prima nave ad attraversare il canale una portacontainer diretta a Dubai. Una petroliera cinese è transitata ed è entrata nel Golfo dell’Oman. ‘La chiusura è un danno’, dice la presidente della Commissione europea Von der Leyen che vara il piano sull’energia ma chiude alla sospensione del Patto di stabilità. Fmi-Banca mondiale-Iea lanciano l’allarme: l’impatto della guerra ‘colpisce in modo sproporzionato i Paesi importatori di energia’, col rialzo dei prezzi di petrolio, gas e fertilizzanti.

    14:50

    Ong, ‘Teheran condanna a morte altri quattro iraniani, tra cui una donna’

    Le autorità iraniane hanno condannato a morte altre quattro persone, tra cui una donna, per le proteste del gennaio di quest’anno. Lo riferiscono diverse organizzazioni per i diritti umani.
    I quattro sono stati condannati a morte da un tribunale rivoluzionario di Teheran presieduto dal famigerato giudice Imam Afshari, dopo essere stati riconosciuti colpevoli di aver compiuto azioni per conto degli Stati Uniti, hanno dichiarato in comunicati separati l’agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana) e il Centro Abdorrahman Boroumand. Erano stati accusati di aver lanciato blocchi di cemento da un edificio residenziale contro le forze di sicurezza nella capitale. Non è stato immediatamente chiarito quando sia stata emessa la sentenza.
    L’Iran ha già impiccato sette persone in relazione alle proteste che, secondo gli attivisti, sono state represse con una violenza tale da causare migliaia di morti e decine di migliaia di arresti. Le organizzazioni per i diritti umani accusano la Repubblica islamica di utilizzare la pena di morte come strumento di repressione per instillare paura nella società e temono che intensificherà le esecuzioni capitali in seguito alla guerra contro Israele e gli Stati Uniti. 

    14:34

    ‘Iran valuta pausa delle spedizioni attraverso Hormuz per non deragliare negoziati’

    L’Iran sta valutando una pausa a breve termine nelle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz, per evitare di mettere alla prova il blocco statunitense e di far naufragare un nuovo ciclo di colloqui di pace. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando alcune fonti. La potenziale pausa riflette il desiderio di evitare una escalation mentre Washington e Teheran valutano la possibilità di un secondo incontro di persona. 
     

    14:02

    Netanyahu evoca paragone tra siti nucleari iraniani e Auschwitz

    Durante un discorso pre-registrato in occasione della Giornata della Memoria israeliana da Yad Vashem, il principale centro mondiale per la memoria dell’Olocausto, il premier Benjamin Netanyahu ha paragonato i siti nucleari iraniani ai campi di sterminio nazisti, affermando che “se non fossimo intervenuti in Iran, i nomi di Natanz, Fordow, Isfahan e Parchin sarebbero probabilmente stati ricordati con eterno terrore, esattamente come Auschwitz, Treblinka, Majdanek e Sobibor”.
    Nel corso del suo intervento, riportato da Times of Israel, Netanyahu ha attaccato anche l’Europa, accusandola di “aver perso il controllo della propria identità, dei propri valori, della propria responsabilità di difendere la civiltà dalla barbarie”. “Ha molto da imparare da noi”, ha detto il premier, “specialmente riguardo la distinzione morale fra bene e male”, ha concluso.

    14:00

    Borse: l’ottimismo su un accordo in Iran spinge l’Europa

    13:33

    Israele, stop Italia a memorandum non danneggerà la nostra sicurezza

    ”Non abbiamo un accordo di sicurezza con l’Italia. Abbiamo un memorandum d’intesa di molti anni fa che non ha mai avuto un contenuto concreto”. Lo comunica il portavoce del ministero degli Esteri israeliano rispondendo a una domanda dell’ANSA e aggiungendo che la sospensione del memorandum ”non danneggerà la sicurezza di Israele”.

    ”Non si tratta di un accordo di sicurezza, ma di un memorandum d’intesa privo di un vero e proprio contenuto, e la decisione non ha un significato pratico”. Lo riporta Ynet citando una fonte israeliana in merito all’annuncio della premier Meloni sulla sospensione del rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele.

    11:56

    Missione dei Paesi ‘non belligeranti’ su Hormuz, conferenza venerdì a Parigi

    Una conferenza si svolgerà venerdì a Parigi fra i “Paesi non belligeranti” volontari per una missione sullo stretto di Hormuz, secondo quanto annuncia l’Eliseo.

    09:53

    La Cina promette contromisure alle minacce tariffarie di Trump

    La Cina ha promesso di imporre “contromisure” dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di applicare nuovi dazi sui beni cinesi in entrata negli Stati Uniti qualora Pechino dovesse fornire assistenza militare all’Iran durante la guerra in Medio Oriente. “Se gli Stati Uniti insistono nell’usare questo come pretesto per imporre dazi aggiuntivi alla Cina, la Cina adotterà sicuramente contromisure risolute”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun in conferenza stampa, aggiungendo che le notizie secondo cui la Cina starebbe fornendo armi all’Iran “sono completamente inventate”.

    09:47

    Pechino, il blocco Usa dei porti iraniani è pericoloso e irresponsabile

    La Cina ha dichiarato che il blocco Usa dei porti iraniani è “pericoloso e irresponsabile”, dopo che il Donald Trump ha minacciato di affondare qualsiasi imbarcazione che tenti di partire o attraccare in quelle zone. “Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e intrapreso un’azione di blocco mirata, che non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun in una conferenza stampa.

    08:13

    Xi presenta un piano in 4 punti per la pace al principe emiratino Bin Zayed

    Il presidente cinese Xi Jinping ha presentato una proposta in quattro punti volta a promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente a Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti, durante un incontro avvenuto a Pechino. Lo riporta Xinhua. La proposta prevede il rispetto del principio della coesistenza pacifica, il rispetto del principio della sovranità nazionale, il rispetto del principio dello Stato di diritto internazionale e il rispetto del coordinamento tra sviluppo e sicurezza.

    08:12

    Media, Islamabad propone di ospitare un secondo round di negoziati Usa-Iran

    “Il Pakistan ha proposto di ospitare un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad nei prossimi giorni, prima della fine del cessate il fuoco”: lo scrive l’agenzia Ap sul suo sito citando due funzionari pachistani. I funzionari, hanno aggiunto che la proposta dipenderà dalla richiesta, da parte delle parti, di una sede diversa.

    04:25

    Axios, Rubio ospita colloqui diretti tra Israele e Libano

    Il segretario di Stato americano Marco Rubio parteciperà oggi ai colloqui tra Israele e Libano, ospitando un incontro tra gli ambasciatori dei due Paesi a Washington allo scopo di avviare negoziati diretti tra i due Paesi. Lo riporta Axios, ricordando che i colloqui, nel contesto degli scontri tra Israele ed Hezbollah e di una vasta invasione israeliana di terra nel Libano meridionale, si concentreranno sulla possibilità di un cessate il fuoco e sul disarmo a lungo termine di Hezbollah, oltre che su un accordo di pace tra i due Paesi, secondo quanto riferito da alcune fonti.

    03:10

    Nyt, Trump boccia proposta Iran su stop di 5 anni ad arricchimento uranio

    L’Iran, in una risposta formale inviata lunedì, hanno offerto agli Usa una sospensione massima di 5 anni dei suoi piani di arricchimento dell’uranio, a fronte dei 20 anni richiesti dalla delegazione americana nei negoziati tenuti a Islamabad nel fine settimana. Lo riporta il New York Times, in base a quanto riferito da due alti funzionari di Teheran e da uno di Washington. Trump, tuttavia, ha respinto l’offerta, ha precisato il funzionario statunitense. Sono però in corso discussioni sull’opportunità di tenere un ulteriore ciclo di negoziati in presenza, anche se non è ancora stato tracciato alcun piano definitivo.

    Lo stesso funzionario americano ha aggiunto che gli Usa hanno chiesto anche a Teheran di rimuovere dal Paese l’uranio altamente arricchito. Gli iraniani, tuttavia, hanno insistito perché il materiale fissile resti nel Paese, ma hanno offerto, in compenso, di diluirlo in modo significativo in modo da non poter essere usato per la produzione di un’arma nucleare. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha riferito lunedì all’omologo francese, Jean-Noel Barrot, che le richieste di Washington – definite “eccessive” e in continuo mutamento – hanno ostacolato il raggiungimento di un accordo nella tornata di colloqui in Pakistan, secondo i media statali iraniani. Tuttavia, Araghchi ha affermato che vi sono stati “progressi su molte delle questioni discusse”, un commento non dissimile da quello rilasciato dal vicepresidente americano JD Vance in un’intervista a Fox News. Vance ha spiegato lunedì sera che sono stati compiuti dei passi avanti e che vi sono state “conversazioni positive” con l’Iran a Islamabad: “La palla è davvero nel loro campo” e “la grande incognita, d’ora in avanti, è se gli iraniani dimostreranno sufficiente flessibilità”. Il vicepresidente ha osservato che l’Iran ha mostrato una certa flessibilità, ma “non ha fatto passi avanti sufficienti”. Vi è “la possibilità di concludere un grande accordo”, ha rimarcato, pur attribuendo all’Iran l’onere di concretizzarlo.

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