Ancora un attacco da parte di Papa Leone contro i prepotenti del mondo che decidono le guerre. Dopo la replica di ieri a Donald Trump, oggi Leone ribadisce che “il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne. Ma il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d’amore e di pace, giorno per giorno”, ha detto lodando quanto si fa invece nella Casa di accoglienza per anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri ad Annaba, in Algeria.
Il Papa ha dunque espresso tutto il suo apprezzamento per il Centro di accoglienza per anziani retto dalle suore, che accoglie cristiani e musulmani. “Vedendo una casa come questa, dove si cerca di vivere insieme nella fraternità” Diò può “pensare: allora c’è speranza”. Quindi porta questa opera ad esempio perché il “servizio quotidiano” si svolge “nell’amicizia, nel vivere insieme”.
Da Annaba il Papa lancia un messaggio di speranza, nonostante il difficile momento a livello internazionale. “Quando ci chiediamo come sia possibile un futuro di giustizia e di pace, di concordia e di salvezza, ricordiamoci che stiamo facendo a Dio la stessa domanda di Nicodemo: ma davvero la nostra storia può cambiare? Siamo così carichi di problemi, insidie e tribolazioni! Davvero la nostra vita può ricominciare da capo? Sì!”, ha detto nell’omelia della messa. “L’affermazione del Signore, così piena d’amore, riempie i nostri cuori di speranza. Non importa quanto siamo oppressi dal dolore o dal peccato”.
“Dio è Amore, è padre di tutti gli uomini e di tutte le donne. Rivolgiamoci a lui con umiltà, confessiamo che l’attuale situazione del mondo, come una spirale negativa, dipende in fondo dal nostro orgoglio”, ha detto Leone alla fine della messa ad Annaba. “Abbiamo bisogno di Lui, della sua misericordia. Solo in Lui trova pace il cuore umano e solo con Lui potremo, tutti insieme, riconoscendoci fratelli, camminare su vie di giustizia, di sviluppo integrale e di comunione”, ha concluso Leone.
Presenti alla messa del Papa nella basilica di Sant’Agostino c’erano diversi cardinali: Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri, Cristobal Lopez Romero, arcivescovo di Rabat, oltre ai porporati al seguito, Pietro Parolin, Luis Antonio Tagle, Robert Sarah, Peter Turkson, George Koovakad. Presente anche il priore generale degli Agostiniani, padre Joseph Farrell (anche lui statunitense come il Papa agostiniano).
Al termine della liturgia il Papa è tornato all’aeroporto di Annaba da dove partirà per Algeri. L’arrivo nella capitale è previsto per le 19.10.
Il maltempo sferza Annaba, visita ridotta per il Papa al sito archeologico
La visita del Papa ad Annaba, la città algerina di Sant’Agostino, ha leggermente cambiato l’agenda della visita del Pontefice. Pioggia e vento non consentono un giro completo al sito archeologico che Leone quindi sta visitando più brevemente. In questa prima tappa tra i resti dell’antica Ippona, ad oltre 400 chilometri dalla capitale Algeri, non sono previsti discorsi del Pontefice.
In questo sito si conservano i resti della città romana (foro pavimentato e circondato da portici colonnati; teatro; mercato; terme severiane; cisterne; mosaici figurati) e di quella cristiana, tra cui, la cosiddetta Basilica Pacis, nella quale Sant’Agostino svolse il suo ministero di vescovo dal 396 al 430. Il Pontefice nel sito ha piantato un ulivo, simbolo della pace.
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