La pausa di riflessione è terminata e un nome per la presidenza della Consob sembra essere nell’aria. A premere sull’acceleratore è stato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti che, proprio al termine della relazione annuale dell’authority, ha chiarito come “questa settimana ce ne occuperemo”, facendo pensare a una soluzione che infatti potrebbe arrivare già domani in Consiglio dei ministri. Nulla è ancora certo, a eccezione degli ormai quattro mesi decorsi dalla fine del mandato del presidente Paolo Savona, senza che sia stato designato un successore. Le redini restano al momento nelle mani di Chiara Mosca, che rumors non confermati vedrebbero anche tra i possibili candidati. In realtà ancora si sta lavorando alla nomina e, secondo alcune fonti, si aspetterebbe un nome da Forza Italia. Per la presidente vicaria la Consob intanto funziona regolarmente nonostante la mancata nomina da parte del governo. Nella sua relazione, definita “equilibrata” da Giorgetti, ha ricordato come “la vicarietà della presidenza è prevista dal regolamento di organizzazione e funzionamento per dare continuità all’attività dell’istituto” e “si è verificata in passato in altre tre occasioni”. Dal suo primo giorno in qualità di vicaria è però trascorso un periodo alimentato da attriti e veti reciproci che, invece di portare a una linea comune, hanno bruciato candidati.
Da Marina Brogi al consigliere economico di Palazzo Chigi, Renato Loiero, fino a Gabriella Alemanno, commissaria Consob. Tra la rosa di nomi, quello di Federico Freni ha creato lo stallo più pesante per il governo. La sua candidatura, sostenuta dallo stesso ministro dell’Economia, si è scontrata con il muro alzato da Forza Italia e, in particolare, da Antonio Tajani, che ha insistito per un profilo terzo al fine di garantire l’indipendenza dell’autorità. Il sottosegretario al Mef ha così deciso di fare un passo indietro, motivando la sua scelta con la necessità di non voler essere un elemento di divisione. Un sentimento che permane. “Sono il meno indicato a parlare”, ha detto al termine dell’incontro annuale tra l’Istituto e il mercato, ma “la Consob funziona”.
Dopo il dietrofront del candidato leghista la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha puntato su una soluzione rapida, virando verso la nomina di Federico Cornelli, uno degli attuali commissari. Ad alzare il muro stavolta è stato però Matteo Salvini, che ha riportato il percorso in salita. L’ultimo nome emerso tra le indiscrezioni è quello di Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera e responsabile economico di Fratelli d’Italia, lo stesso che potrebbe anche mettere fine all’impasse tra Forza Italia e Lega. Il nodo delle poltrone infatti non si ferma solo alla Consob. Dal 5 maggio scorso, da oltre due mesi, è scaduto il mandato di Roberto Rustichelli al vertice dell’Autorità per la concorrenza e, nel frattempo, anche quello di Pierluigi di Palma alla guida dell’Enac. Uno scenario su cui si giocano gli equilibri tra le principali forze della maggioranza.
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