Qualche ora dopo l’omicidio di Chiara Poggi, nel pomeriggio del 13 agosto 2007, Andrea Sempio non sarebbe passato per caso, dopo aver “notato la presenza di un’ambulanza e diverse persone”, come lui mise a verbale, in via Pascoli, a Garlasco, vicino alla villetta dei Poggi. E’ un altro degli elementi sui quali, a detta dei pm di Pavia, il commesso avrebbe mentito e che sembra indicare, anche se non viene scritto esplicitamente negli atti, che l’allora 19enne sarebbe tornato consapevolmente sul luogo del delitto, dopo aver ucciso la studentessa con almeno 12 colpi alla testa e al volto. Nelle carte depositate con la chiusura della nuova inchiesta, con cui vogliono portare a processo il 38enne fornendo assist per l’istanza di revisione di Alberto Stasi, l’aggiunto Stefano Civardi e le pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, allegando delle piantine della zona, scrivono che “non si capisce per quale motivo” Sempio in auto col padre, dopo le 15, passando da casa della nonna del ragazzo a quella familiare, “avrebbe dovuto transitare all’altezza di via Pascoli”. Non era lungo il percorso e anzi si trovava “esattamente nella direzione opposta”. Tutte ricostruzioni passate al vaglio anche dalla difesa di Sempio, che per il secondo giorno ha lavorato a Roma con i consulenti del collegio per smontare il castello accusatorio. “Andrea vive da mesi chiuso in casa. Ha passato l’ultima settimana in studio da noi o tumulato in casa, di fatto è ai domiciliari”, sottolinea Angela Taccia, che con l’avvocato Liborio Cataliotti difende l’amico del fratello di Chiara Poggi.
“Andrea – aggiunge – è rassegnato e tranquillo nonn può essere: la sua vita è cambiata, è una situazione difficile”. In un verbale del 2008 il giovane aveva dichiarato che “nel transitare per via Pavia, giunti all’altezza di via Pascoli, notavo la presenza di un’ambulanza e delle persone”. Sempre per i pm, però, non è “verosimile che dal breve tratto di via Pavia, percorso dall’indagato e dal padre, fossero visibili le persone presenti in via Pascoli, considerata la distanza e la presenza di due rotatorie”. La versione di Sempio, anche su questo punto, per l’accusa, è “palesemente inverosimile”. Il ragazzo, tra l’altro, nel 2008 aveva raccontato di essersi “recato nuovamente in via Pascoli per curiosità verso le 16 da solo”. E di aver saputo da una giornalista che “era stata trovata morta una ragazza all’interno della propria abitazione” e qualcuno dei presenti aveva fatto il nome di Chiara Poggi. Poi, era tornato a casa e più tardi era andato ancora là di fronte a casa Poggi con il padre.
Mentre la Procura generale milanese è intenzionata a chiedere altri documenti alla Procura pavese per poter valutare se presentare o meno richiesta di revisione, si è saputo che per andare alla ricerca di “tracce del passato” di Sempio, che lui avrebbe cancellato, nella nuova indagine è stata persino attivata una “rogatoria” negli Usa per ottenere “informazioni da Meta”, ossia con l’intento di recuperare i contenuti di un profilo Facebook che il commesso chiuse a fine febbraio 2017, dopo l’interrogatorio nella prima indagine che finì con un’archiviazione. La rogatoria, però, spiegano i pm, “non ha consentito di riempire il vuoto informativo”. Ad ogni modo, con le analisi sulle ricerche web, su agende e appunti, gli investigatori hanno tracciato un profilo di Sempio: un uomo ossessionato dalla violenza e dal sesso “non consenziente”. E che, nell’ipotesi d’accusa, sarebbe pure stato aiutato, dietro compenso, ad ottenere l’archiviazione nove anni fa. “Mi ha sempre chiamato lui. Gli ho detto che dovevamo notificare un atto (…) Mi ha chiesto se doveva preoccuparsi e gli ho detto di stare tranquillo”, ha spiegato a verbale, davanti ai pm bresciani titolari dell’inchiesta per corruzione in atti giudiziari, Silvio Sapone, ex carabiniere della sezione polizia giudiziaria della Procura pavese che condusse le prime indagini, messo di fronte ai contatti sospetti con Sempio, prima che venisse ascoltato. “Magari – ha aggiunto l’ex investigatore – gli dicevo di venire così in quattro e quattr’otto veniva archiviato. Sempio era agitato e l’ho tranquillizzato”.
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