Fiamme in Francia e Spagna. In Grecia morti due piloti antincendio

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    Le fiamme e la tragedia. La Grecia piange i due membri dell’equipaggio di un elicottero antincendio che hanno perso la vita dopo una tragica collisione con un altro velivolo, mentre entrambi erano impegnati a combattere un rogo nei boschi al confine tra Attica e Beozia, nei pressi di Atene. Salvo l’equipaggio del secondo elicottero. È stato un portavoce dei vigili del fuoco a chiarire quanto accaduto. “I piloti sono stati trasportati privi di sensi in ospedale, dove è stato constatato il loro decesso”, ha dichiarato Vassilis Vathrakogiannis, direttore della comunicazione dei vigili del fuoco.

    Le due vittime erano un pilota danese e un ufficiale di collegamento dei vigili del fuoco greci. A salvarsi invece un pilota britannico e un ufficiale di collegamento dei vigili del fuoco greci, che si trovavano a bordo del secondo elicottero, tratti in salvo e trasportati in un ospedale dell’Aeronautica militare di Atene. Un video pubblicato sui social media mostra i due elicotteri, uno dei quali vola leggermente più in alto e dietro all’altro. Le immagini mostrano il primo che si avvicina e si schianta contro il secondo, che a sua volta prende fuoco, inizia a disintegrarsi e a precipitare al suolo. La settimana scorsa tre pompieri avevano perso la vita in Grecia, dove la situazione continua ad essere difficile vicino alla capitale greca: un parco industriale e alcuni villaggi vicino a Megara, a ovest di Atene, sono stati evacuati. Sono “giorni estremamente difficili, con condizioni meteorologiche estreme”, ha chiosato il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis che ha promesso il sostegno dello Stato alle persone le cui case sono state distrutte o danneggiate. Ma la domenica di fuoco ha interessato anche altri Paesi in Europa.

    È ancora attivo in Francia, nella regione del Var, un incendio che ha già distrutto circa 1800 ettari, e spegnerlo “richiederà diversi giorni”, ha annunciato Eric Grohin, capo dei vigili del fuoco della zona, mentre un nuovo fronte si è aperto a Carcassone che ha già devastato circa 100 ettari. Migliora la situazione nella Mosella, nell’est del Paese, dove è stato domato il rogo divampato in un magazzino di rifiuti industriali, che aveva costretto 30.000 residenti a rimanere in casa “a titolo precauzionale”. La prefettura ha poi revocato l’ordinanza di confinamento che era scattata nel timore di sostanze tossiche nell’aria. La lotta alle fiamme impegna ancora i pompieri anche in Spagna, alle prese con una delle peggiori stagioni degli incendi degli ultimi anni: nei primi 7 mesi del 2026 sono già andati distrutti oltre 180mila ettari, secondo le stime diffuse dal ministero per la Transizione ecologica, rispetto ai circa 33.300 ettari bruciati nello stesso periodo del 2025. Sebbene siano stati stabilizzati i grandi roghi della Sierra Ovest di Madrid (Comunità di Madrid), di Burgohondo, in provincia di Avila (Castiglia e Leon) e del Vall d’Uixò, in provincia di Castellon (nella Comunità Valenziana), resta alto l’allarme per il vasto incendio di Fermoselle, in provincia di Zamora (Castiglia e Leon) al confine con il Portogallo. Sotto osservazione nuovi roghi registrati in Catalogna.

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