El Koudri scriveva all’Università: ‘Voglio lavorare, brucio Gesù’. Rinviata l’udienza di convalida

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    Quattro email mandate in poco più di un’ora, il 27 aprile 2021, tra le 19.28 e le 20.38. Il mittente è Salim El Koudri e il destinatario è un indirizzo dell’Università di Modena e Reggio Emilia. “Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene”. Poi, dopo pochi minuti, ancora: “Fatemi lavorare”. E nella terza email: “Bastardi cristiani di merda voi e il vostro gesù cristo in croce lo brucio”. Infine, le scuse: “Mi dispiace per la maleducazione”.

    Le mail, come anticipato da Il Giornale, sono all’attenzione degli inquirenti. L’udienza di convalida, inizialmente prevista per le 14 di oggi, è stata rimandata alle 9,30 di domani. Nel corso dell’udienza davanti al Gip, l’indagato potrà decidere se rispondere alle domande o avvalersi della facoltà di non rispondere, come fatto nell’interrogatorio con i pubblici ministeri.

    “Sono uscito perché quel giorno morivo. Non volevo fare del male a nessuno”. Sono le parole che Salim El Koudri avrebbe detto in un colloquio in carcere con il suo legale, avvocato Fausto Giannelli, riferendosi a quanto successo sabato 16 maggio, quando l’uomo ha investito e ferito sette persone in centro a Modena. Un racconto vago e annebbiato, con ricordi che spesso dovevano essere stimolati dallo stesso legale.

    “Andavo più forte che potevo”, ha detto anche. E quando è stato informato delle condizioni dei feriti, tra cui la donna che ha perso le gambe, avrebbe risposto: “Che cosa tremenda”. Salim El Koudri nel corso del colloqui col suo avvocato avrebbe chiesto sigarette, ma anche una Bibbia e di poter parlare con un prete. Le richieste sono di una persona che non risulta battezzata, ma che neppure frequentava la comunità islamica locale di Ravarino, diversamente dai suoi familiari. Il fermato per i fatti di Modena si trova in isolamento.  

    Giannelli ha chiesto che il 31enne venga visitato da un medico in ospedale. E poi chiederà la perizia psichiatrica. “È la cosa più urgente”, ha detto il legale dell’uomo. “Non si è reso conto dell’accaduto, sembra in una situazione di confusione mentale. Sembra rivivere per la prima volta la memoria quando gli racconto quello che è successo sabato. È in una condizione di assoluta confusione, non sembra lucido. Apatico in certi momenti, sorpreso quando si ricorda quello che è capitato. Assolutamente inconsapevole”, ha detto.

    “Ho bisogno di qualcuno che mi capisca”, ha detto l’uomo incontrando il suo avvocato in carcere. “Lui non m’ha nemmeno chiesto di incontrare la famiglia, gli ho detto io che chiederò un’autorizzazione al colloquio e lui mi ha detto “Ah, sì, va bene, ma loro vogliono?”, ha spiegato Giannelli. 

    Parlando con l’avvocato, El Koudri ha riferito di essersi rivolto nel 2022 al centro di salute mentale perché si sentiva perseguitato e di avere iniziato a prendere delle pastiglie. La famiglia non era a conoscenza del percorso di cure intrapreso dal ragazzo e interrotto nel 2024. Nell’ultimo periodo il giovane stava sempre più spesso da solo, parlava da solo, stava a lungo su telefono e pc. I genitori avevano capito che stava male, non era lucido. Un tema di cui El Koudri si lamentava era l’assenza di lavoro: in passato aveva lavorato, per brevi periodi, per almeno quattro aziende, come magazziniere, spedizioniere e come impiegato, che era quello che voleva fare. 

    Diversamente da lui, la famiglia “è pienamente lucida, ha chiesto dei feriti. Sono annichiliti dal dolore per le persone ferite, per la donna che ha perso le gambe”, ha riferito l’avvocato. “Mi hanno chiesto più dei feriti che del figlio, poi mi hanno chiesto del figlio perché sono consapevoli della gravità del fatto. La famiglia è chiusa nel dolore, ma ha compreso la gravità“. “Mi hanno detto che l’unica cosa a cui pensano e per cui pregano è la salute delle persone ricoverate in ospedale, che è la cosa più importante”, ha ribadito. 

    La donna tedesca di 69 anni ricoverata all’ospedale di Baggiovara di Modena è stata estubata ed è cosciente. Lo si apprende da fonti sanitarie. La donna era una dei quattro feriti più gravi dopo essere stata investita il 16 maggio dalla Citroen C3 guidata da Salim El Koudri. Si tratta della donna colpita per ultima dall’auto guidata da El Koudri, alla quale sono state tranciate entrambe le gambe nell’impatto.

    Dei cinque feriti dall’investimento di sabato pomeriggio in centro a Modena che ancora sono ricoverati tra Baggiovara e Bologna, quattro sono ancora in prognosi riservata. Questo il bollettino congiunto delle aziende sanitarie. I due pazienti ricoverati all’Ospedale Maggiore di Bologna – coniugi italiani 55enni – sono entrambi in rianimazione in condizioni stabili. La paziente donna presenta diversi traumi, le sue condizioni sono in lieve miglioramento ma restano critiche e in prognosi riservata. L’uomo, anche lui con diversi traumi è stabile, non più in immediato pericolo di vita ma la prognosi è riservata.

    Rispetto alle condizioni dei pazienti ricoverati all’Ospedale Civile di Baggiovara (Modena): la donna tedesca di 69 anni pur in un quadro di gravità complessivo presenta segni di progressivo miglioramento che hanno portato a staccare la paziente dai supporti ventilatori ed è pertanto in respiro spontaneo. È la donna colpita per ultima dall’auto guidata da El Koudri, alla quale sono state tranciate entrambe le gambe nell’impatto. La donna di 53 anni, polacca, sempre in condizioni gravi, presenta un quadro clinico stabile. Per entrambe la prognosi resta riservata. Il paziente di 59 anni, italiano, con trauma facciale, nel confermare la prognosi già comunicata ieri di 30 giorni in totale, presenta un quadro di stabilità e condizioni cliniche buone.

    Il profilo

    Salim El Koudri italiano da quando aveva 14 anni, ‘studente modello’

    Salim El Koudri, il 31enne che sabato 16 maggio ha investito sette persone in centro a Modena, è cittadino italiano dal 27 settembre 2009, quando aveva 14 anni. La sua famiglia arrivò a Ravarino nel 2000. “Ha frequentato la scuola primaria in paese e gli insegnanti – spiega all’ANSA la sindaca Maurizia Rebecchi – ci hanno fatto sapere che aveva ottimo profitto, era un uno studente modello. Altrettanto alla scuola secondaria di Bomporto, quindi assolutamente un bambino come tutti gli altri”. In seguito il giovane ha frequentato un liceo a Modena e poi si è laureato in economia aziendale.

    La giornata di ieri

    Modena è scesa in piazza contro la paura: “Uniti si vince l’odio”. Il presidente della Repubblica Mattarella e la premier Meloni hanno visitato le persone investite. “Grazie per quello che fate” ha detto il Capo dello Stato ai medici.

    Quattro i feriti ancora ricoverati, due donne in gravissime condizioni. La premier ha ringraziato Luca Signorelli, che ha per primo affrontato l’aggressore. Tra gli eroi civili di Modena anche un uomo di origine egiziana e il figlio: “Non abbiamo avuto paura”. 

    “È un fatto di disagio psichiatrico”, ha precisato il ministro dell’Interno Piantedosi riguardo alle motivazioni che hanno spinto El Koudri. A destra, intanto, monta lo scontro sui permessi di soggiorno. “Via assieme alla cittadinanza a chi delinque”, attacca Salvini. Ma il vicepremier Tajani gli ricorda che “El Koudri è italiano”.

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