Alcuni degli attivisti delle imbarcazione della Flotilla fermata dalle forze israeliane al largo di Cipro sono stati trattenuti e trasferiti a bordo di una nave che dovrebbe partire alla volta del porto israeliano di Ashdod. Lo riporta il sito di Ynet.
Soldati dell’Idf hanno preso il controllo delle imbarcazioni della Sumud Flotilla al largo delle acque di Cipro. Lo scrivono i media israeliani. Poco prima il ministero degli Esteri israeliano su X, in riferimento alla nuova missione della Sumud Flotilla, partita dalla Turchia con circa 50 navi aveva affermato: “Ancora una volta, una provocazione fine a se stessa: un’altra cosiddetta ‘flottiglia di aiuti umanitari’ senza alcun aiuto umanitario. Questa volta, due gruppi violenti turchi – Mavi Marmara e IHH, quest’ultimo designato come organizzazione terroristica – fanno parte della provocazione”. ”Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza e invita tutti i partecipanti a questa provocazione a cambiare rotta e a tornare immediatamente indietro”, ha aggiunto il ministero
“Da circa un’ora e mezza si sono avvicinate quattro navi militari dell’esercito della Marina israeliana con almeno sei mezzi veloci e hanno iniziato a circondare le barche. Di sicuro sono state già intercettate due delle otto barche che battono bandiera italiana e sono già stati presi alcuni dei 35 italiani che sono a bordo, almeno 7 o 8″. Lo ha detto Maria Elena Delia, portavoce per l’Italia di Global Sumud Flotilla, nel corso della manifestazione indetta da Usb in corso a Roma nei pressi della stazione Termini. “La cosa che ci colpisce è che stanno agendo per la prima volta in pieno giorno, durante la mattina, era una cosa che non era mai accaduta. Ovviamente temiamo che le persone arrestate siano portate in Israele come accaduto a Saif Abukeshek, che oggi è qui alla nostra manifestazione. Ci auguriamo che ciò non accada o le conseguenze da parte nostra saranno importanti, mi prendo la responsabilità di dirlo”, ha sottolineato.
La Global Sumud Flotilla ha dichiarato di avere perso il contatto con 23 imbarcazioni dopo l’attaccato dell’Esercito israeliano in acque internazionali. Lo riferisce Anadolu mentre la sezione turca della Flotilla ha dichiarato su X che la nave “Holy Blue” è stata abbordata dai soldati israeliani.
Gli attivisti avevano affermato di essere partiti la scorsa settimana dal porto di Marmaris, località costiera della Turchia meridionale, con circa 500 attivisti in 54 imbarcazioni.
“Questo scontro navale attivo è la diretta continuazione dell’assalto militare israeliano illegale lanciato solo due settimane fa, al largo della costa di Creta – continua il comunicato – Durante la precedente intercettazione a oltre 650 miglia nautiche da Gaza, all’interno della zona di ricerca e soccorso (Sar) greca, le forze militari israeliane hanno illegalmente abbordato, sabotato e rapito 181 pacifici difensori dei diritti umani a bordo di 21 imbarcazioni civili, sottoponendoli a detenzioni documentate nonché a violenze fisiche e sessuali”. “Intercettando oggi la flottiglia a un perimetro di 250 miglia nautiche e nella zona di occupazione speciale di Cipro, – si afferma quindi nel comunicato – il regime israeliano continua a dimostrare un sistematico disprezzo per il diritto marittimo internazionale, la libertà di navigazione in alto mare e la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos)”.
Tajani: ‘Garantire la sicurezza degli attivisti italiani della Flottilla’
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani “ha effettuato anche oggi passi diplomatici con il Governo israeliano per chiedere rassicurazioni sulle condizioni di trattamento degli attivisti italiani che potrebbero essere fermati dalle Idf”: lo riferisce la Farnesina. Tajani ha chiesto all’Unità di Crisi, alle ambasciate d’Italia a Tel Aviv, Ankara e Nicosia di effettuare tutti i passi necessari per tutelare l’incolumità degli italiani e assisterli in caso di sbarco. L’ambasciatore d’Italia a Tel Aviv ha avuto un ulteriore contatto con le autorità israeliane questa mattina per garantire la sicurezza degli italiani.
“Abbiamo mandato un messaggio chiaro a Israele: devono fare in modo di rispettare le regole e il diritto internazionale. Anche qualora dovessero essere fermati cittadini italiani, devono essere sempre trattati nel massimo rispetto della dignità della persona”, afferma Tajani parlando a margine del lancio della III edizione del progetto ‘Sport e innovazione Made in Italy’ alla Farnesina.
Netanyahu ai soldati che hanno abbordato la Flotilla: ‘Lavoro eccezionale’
”State facendo un lavoro eccezionale e state sventando un piano malvagio ideato per rompere l’isolamento che stiamo imponendo ai terroristi di Hamas a Gaza”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una telefonata con i soldati della marina israeliana che hanno abbordato e sequestrato le navi della Sumud Flotilla. ”State agendo con grande successo, e devo dire anche in modo discreto, certamente meno appariscente di quanto si aspettassero i nostri nemici, quindi congratulazioni di cuore. Continuate fino alla fine. L’acqua sembra semplicemente meravigliosa. Mi piacerebbe essere con voi”, ha aggiunto Netanyahu nella telefonata, come riferito dall’ufficio del premier in una nota
Flotilla: ‘Da Israele sistematico disprezzo per il diritto marittimo internazionale’
“Questo accerchiamento militare segna l’inizio di un’altra illegale aggressione in alto mare, quattro giorni dopo che 54 imbarcazioni civili sono salpate da Marmaris per stabilire un corridoio umanitario e rompere l’illegale assedio israeliano di Gaza”. Lo si sottolinea in un comunicato di Global Sumud Flotilla. “Questo scontro navale attivo è la diretta continuazione dell’assalto militare israeliano illegale lanciato solo due settimane fa, al largo della costa di Creta – continua il comunicato – Durante la precedente intercettazione a oltre 650 miglia nautiche da Gaza, all’interno della zona di ricerca e soccorso (Sar) greca, le forze militari israeliane hanno illegalmente abbordato, sabotato e rapito 181 pacifici difensori dei diritti umani a bordo di 21 imbarcazioni civili, sottoponendoli a detenzioni documentate nonché a violenze fisiche e sessuali”. “Intercettando oggi la flottiglia a un perimetro di 250 miglia nautiche e nella zona di occupazione speciale di Cipro, – si afferma quindi nel comunicato – il regime israeliano continua a dimostrare un sistematico disprezzo per il diritto marittimo internazionale, la libertà di navigazione in alto mare e la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos)”.
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