“L’Unione Europea è un esperimento con pochi precedenti nella storia dell’umanità. Un continente segnato per secoli da divisioni e guerre ha intrapreso un percorso di unità e pace per garantire prosperità e benessere ai suoi cittadini. L’Europa è oggi un insieme di democrazie, ciascuna con la propria identità nazionale, ma tutte impegnate perché questo insieme abbia esso stesso un’identità, quella europea”. Lo scrive, in un’intervento a sua firma su Il Messaggero, l’ex premier Mario Draghi.
“L’agire insieme – aggiunge – è divenuto condizione necessaria per affrontare la competizione con le altre grandi potenze del mondo, ma anche per sopravvivere con quei valori che nel corso degli anni sono venuti a definire questa identità comune. La sfida per le istituzioni governi, Commissione europea, parlamenti è assicurarsi che questo modello rimanga sostenibile e capace di evolvere insieme alle nostre società.
L’Europa deve ritrovare la capacità di crescere”.
Il rapporto ‘Il futuro della competitività europea’, consegnato alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, scrive ancora, “e i discorsi che lo hanno accompagnato nascono, prima di tutto, da questa urgenza”. “Riuscire a competere con il resto del mondo – prosegue Draghi – vuol dire assicurarsi che i giovani europei e gli europei che non sono ancora nati abbiano gli stessi diritti, le stesse tutele, le stesse opportunità che hanno definito il nostro modello in questi decenni. È una questione di giustizia sociale, di valori collettivi, di identità europea. Ma vuol dire anche poter difendere i nostri confini e la nostra indipendenza politica, la nostra libertà”.
“Le sfide che l’Europa ha davanti a sé – scrive ancora – tecnologiche, demografiche, geopolitiche sono straordinarie. Ma altrettanto straordinaria è l’ambizione che ha sempre caratterizzato il progetto europeo. La sua ideazione ha messo da parte secoli di stragi e di conflitti. La sua realizzazione ha superato enormi ostacoli politici, economici, sociali. Oggi c’è ancora molto da fare per rendere l’Europa in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini. La domanda che dobbiamo porci è se condividiamo ancora la stessa ambizione del recente passato” conclude Draghi.
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