Donna e figli scomparsi, spunta una lettera scritta al padre

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    Sono passate tre settimane esatte da quando, lunedì 20 aprile, Sonia Bottacchiari, di 49 anni, e i figli di 14 e 16 anni sono scomparsi nel nulla dopo aver annunciato ai famigliari di voler trascorrere alcuni giorni in un campeggio in Friuli. Anche oggi i soccorritori stanno proseguendo nelle ricerche nella zona di Tarcento (Udine) dove lo scorso 6 maggio è stata ritrovata l’auto della donna. Ai carabinieri continuano a giungere segnalazioni, che non hanno dato esito. L’ultima è stata inoltrata ieri da una persona che sosteneva di aver visto la famiglia – e i 4 cani – nel weekend del 25 aprile nella zona di Pielungo di Vito d’Asio (Pordenone), in Val d’Arzino. Le verifiche dei carabinieri della Compagnia di Spilimbergo non hanno dato esito. 

    Dal ritrovamento dell’auto, avvenuto il 6 maggio, sono partite le ricerche coordinate anche con il centro interforze internazionale tra Italia, Austria e Slovenia. La polizia slovena, pur senza attivare ricerche strutturate, ha intensificato i controlli stradali e alle frontiere, senza esito.  

    Sonia Bottacchiari aveva lasciato una lettera al padre. A ritrovarla, mentre si trovava nell’abitazione dell’uomo, insieme a lui, l’inviato di SkyTg24 Flavio Isernia. Dallo scritto, di cui sono stati avvisati i carabinieri, emerge una “situazione di sofferenza e inquietudine”, ha riferito il tg. La donna il 20 è partita insieme ai figli e ai 4 cani da Castell’Arquato, nel Piacentino, in direzione Friuli, dove nei giorni scorsi è stata trovata l’auto, a Tarcento (Udine).

    Le ricerche proseguiranno e saranno allargate a un raggio di una ventina di chilometri ulteriori oltre all’area già scandagliata nel corso dell’ultima settimana. Lo apprende l’ANSA da fonti investigative. La decisione è stata assunta dal prefetto di Udine, Domenico Lione, sulla scorta di quanto riferito dalle forze dell’ordine e dai soccorritori nel corso di un vertice pomeridiano. Le ricerche saranno ancora coordinate dai vigili del fuoco, mentre i carabinieri si occuperanno delle indagini, in costante coordinamento con la Procura di Piacenza. E’ stata anche confermata la circostanza che i tre scomparsi avessero almeno 4 smartphone: oltre a quelli personali, la mamma aveva nella propria disponibilità anche un dispositivo mobile che utilizza nella sua collaborazione con un caseificio. Tutti e 4 i telefoni sono stati “neutralizzati” nel medesimo momento, un elemento che fa ritenere a chi indaga che possa essersi trattato di un’azione deliberata. 

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