Incrociano nuovamente le braccia i lavoratori di Piazza Affari mentre è in corso un braccio di ferro sulle nomine in Borsa Italiana tra Cdp ed il socio unico Euronext. La protesta torna sotto i riflettori dopo il precedente del giugno del 2024 e alle questioni meramente sindacali aggiunge la preoccupazione per il futuro stesso della borsa milanese.
I lavoratori ne approfittano infatti per prendere la parola sulla politica industriale di Euronext, che dall’aprile del 2021 controlla il tempio della finanza italiana. La Fisac-Cgil denuncia “una situazione ormai divenuta insostenibile sul piano industriale, organizzativo e delle relazioni sindacali”. in quanto “da tempo si assiste a un progressivo accentramento delle decisioni fuori dal paese e a un trasferimento di competenze e know‑how, che rischia di indebolire in modo strutturale il presidio industriale italiano”. Si aggiunge inoltre una “grave crisi delle relazioni sindacali” a seguito di un “confronto sporadico, spesso attivato solo dopo momenti di conflitto”. Tra i nodi “il lavoro agile, il contratto integrativo aziendale e il premio aziendale”.
In più, secondo il sindacato “crescono i carichi di lavoro e peggiorano le condizioni operative” e mancano “risposte adeguate da parte del management”. “Lo sciopero – conclude la Fisac – rappresenta una risposta necessaria e responsabile per difendere diritti, qualità del lavoro e ruolo strategico delle attività italiane all’interno del gruppo”.
Prosegue intento lo scontro fra Cdp ed Euronext. Quest’ultima è l’azionista unico di Piazza Affari, mentre Cdp, forte di una quota dell’8,08% in Euronext, contesta il metodo con cui il gruppo ha deciso di procedere con il rinnovo del vertice milanese. Il casus belli è la conferma della presidente Claudia Parzani e dell’amministratore delegato Fabrizio Testa all’ordine del giorno dell’assemblea di Borsa Italiana sul cui esito le parti coinvolte tengono le bocche cucite.
Secondo Cdp Amsterdam, non avrebbe rispettato le procedure per individuare i candidati previste dagli accordi tra gli azionisti e per questo aveva fatto ricorso al locale Tribunale delle Imprese, che lo ha poi rigettato. Cdp non si è arresa ne ha avviati altri due, uno in tribunale a Milano, dove ha sede Piazza Affari, e l’altro ad Amsterdam, dove si terrà l’assemblea di Euronext il 20 maggio.
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