Giuli vuole preservare il Teatro Delle Vittorie: ‘Potremmo farci un sinfonico’

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    Preservare la dimensione pubblica di pezzi importanti del patrimonio immobiliare della Rai a rischio di dismissione, tra cui il Teatro delle Vittorie. L’impegno arriva direttamente dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che in una telefonata con la presidente della commissione di Vigilanza, Barbara Floridia, ha precisato di aver avviato le attività necessarie in tal senso.

    Sembra, dunque, aprirsi uno spiraglio per l’esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato sullo storico palcoscenico, che ha ospitato i grandi varietà della tv pubblica e che ora è finito in vendita insieme ad altre quattordici sedi della Rai, come previsto dal piano immobiliare aziendale. Che l’intervento pubblico possa effettivamente realizzarsi e con quali modalità è ancora presto per dirlo, anche se Giuli, in un messaggio vocale inviato al programma di Fiorello La Pennicanza, si è spinto anche oltre in quella che a molti è sembrata però una provocazione.

    “Posso assicurare che faremo tutto il possibile – ha detto -. Ora conteremo i pochi piccioli a disposizione del ministero della Cultura e parleremo con la Rai. Se riusciremo con l’impresa potremmo realizzare un grande teatro sinfonico ed io nominerò Beatrice Venezi alla direzione”.

    Lo showman, che con Renzo Arbore è stato tra i primi a mobilitarsi, ha rilanciato, quindi, l’idea di un teatro dedicato al varietà e intitolato a Pippo Baudo. “Noi vogliamo dal ministro risposte serie e precise sulla posizione del governo su questa vicenda – ha rimarcato Floridia -. Per questo gli farò pervenire una interrogazione, ma soprattutto gli chiedo di intervenire presso i parlamentari in Vigilanza affinché su questo tema consentano una sua audizione”. Giuli, nella telefonata con la senatrice M5s, ha dato disponibilità all’audizione in Vigilanza, come già fatto in precedenza dal collega di governo Giancarlo Giorgetti, ma l’attività della bicamerale è bloccata. È possibile che la prossima settimana si svolga un ufficio di presidenza per discuterne e che venga anche programmata una visita dei componenti della Vigilanza agli immobili Rai in vendita.

    Il pacchetto comprende quindici sedi, di cui sei sottoposte al vincolo delle Belle Arti. Per queste ultime è richiesta l’autorizzazione alla vendita da parte del ministero della Cultura e lo Stato ha il diritto di prelazione da esercitarsi entro 60 giorni. Le manifestazioni di interesse non vincolanti per l’intero pacchetto, dal valore di circa 230 milioni, devono pervenire entro il 22 maggio e la sensazione diffusa in Rai è che un fondo americano possa farsi avanti. La cifra per l’acquisto del teatro è stimata in 7 milioni di euro ed altrettanti servirebbero per la ristrutturazione.

    Tra gli interessati ci sarebbero soggetti già impegnati nella gestione di teatri romani che potrebbero creare sinergie. Per acquistare il solo teatro occorrerebbe, però, eventualmente a seguito dell’intervento del ministero della Cultura, scorporare dal pacchetto la vendita dello stabile romano. Una richiesta in tal senso è arrivata dal consigliere di amministrazione Rai Davide Di Pietro, critico sulla cessione come il collega Roberto Natale. Il Cda dovrebbe ricevere il 7 maggio, in una riunione informale, uno dei periodici aggiornamenti sull’implementazione del piano immobiliare.

       

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