La mutua svizzera chiederà all’Italia il rimborso di 100 mila franchi (108 mila euro circa) delle spese sanitarie sostenute dall’ospedale di Sion per il breve ricovero di tre ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del Constellation, a Crans-Montana. E’ quanto emerso dall’incontro tra l’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado e il presidente del Cantone del Vallese Mathias Reynard che ha riferito di non avere margini, dal punto di vista normativo, per farsi carico delle spese.
“L’Italia non pagherà le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana, di cui la Svizzera ha intenzione di chiedere il rimborso; il nostro Paese si è fatto carico per settimane della cura di due cittadini svizzeri all’Ospedale Niguarda di Milano e la protezione civile della Valle d’Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore della tragedia: c’è un principio di reciprocità che va rispettato”, ha spiegato l’ambasciatore italiano a Berna.
Quando ha saputo che sarebbe stata trasferita in un altro ospedale non è riuscita a trattenere le lacrime, perché i medici e i sanitari del Centro grandi ustionati del Cto di Torino erano diventati per lei una famiglia. Elsa, la studentessa di 15 anni di Biella ferita gravemente nel rogo del 31 dicembre a Crans-Montana, è fuori pericolo. Dopo 58 giorni trascorsi nella Terapia intensiva del Centro grandi ustionati, è stata trasferita nel vicino ospedale infantile Regina Margherita. L’annuncio è stato dato dai medici e dai genitori commossi, Lorenzo e Isabella. Al Regina Margherita la ragazza, che da Zurigo era arrivata in elicottero a Torino il 26 febbraio con ustioni sul 55% del corpo, dovrà affrontare un percorso di demedicalizzazione di alcune settimane prima di poter tornare a casa. “Da quando è arrivata abbiamo dovuto affrontare delle complicanze veramente drammatiche e ne siamo usciti grazie al lavoro di tutti e questa è la forza di un centro come il nostro”, ha spiegato il direttore del Centro grandi ustionati, Massimo Navissano. “Siamo contenti di poter dire che la fase acuta, la fase a rischio della vita – ha aggiunto – è superata, e adesso inizia la fase degli esiti. Abbiamo deciso di trasferire Elsa in una struttura pediatrica prima del rientro a casa come passaggio intermedio, perché sia più dolce e meno drammatico il passare da una terapia intensiva e sub-intensiva alla casa”.
“È stato – ha detto il padre della giovane – un percorso molto difficile: non lo avremmo potuto superare senza l’aiuto di medici, infermieri e oss che ci hanno accompagnati passo per passo nelle nostre paure. Abbiamo lavorato come un team, ora per noi è come lasciare una famiglia. Andiamo verso un’altra destinazione ma siamo stati rassicurati su come verrà seguita Elsa”.
La ragazza, come ha spiegato la madre, da marzo ha ripreso a distanza il percorso scolastico con l’obiettivo di non perdere l’anno. “Ora – ha detto mamma Isabella – sta bene: ovviamente ha momenti di fragilità ma ha le risorse di una ragazza di 15 anni, ha voglia di riprendere la sua vita, di vedere i suoi amici”. L’assessore alla Sanità del Piemonte, Federico Riboldi, si è dichiarato “molto felice dei progressi che ha fatto la ragazza e di come l’equipe ha gestito il caso”, anche perché, ha rimarcato, “ci sono stati momenti molto critici”. Mentre il direttore generale della Città della Salute di Torino, Livio Tranchida, ha definito quella di oggi una “tappa importante di un percorso che va avanti, e che andrà avanti anche grazie a un’altra eccellenza piemontese”. All’annuncio delle dimissioni è intervenuto anche il direttore sanitario, Lorenzo Angelone: “ero fiducioso – ha detto – con la mamma di Elsa ne abbiamo parlato diverse volte, e effettivamente adesso i risultati si sono ottenuti”.
“Mi pare che sia ovvio che non paghiamo”: è la risposta del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, alla domanda sulla richiesta di rimborso spese mediche da parte della Svizzera all’Italia per ragazzi rimasti a feriti nella tragedia di Crans-Montana. “La responsabilità è solo di chi gestiva quel locale e di chi non ha fatto fare i controlli.
Non c’è alcuna responsabilità italiana”, ha ribadito Tajani.
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