Tra clacson, slogan e bandiere, fuori dal ‘non campeggio’ di Venaus è stata formata una carovana di auto e furgoni dei militanti No Tav. Si tratta di una cinquantina di persone che hanno lasciato il presidio – dove sono arrivate giovedì – in modo organizzato, tutte in contemporanea, salendo rapidamente a bordo dei veicoli e, in alcuni casi, inveendo contro i giornalisti.
La carovana di auto e furgoncini dei militanti No Tav partita dal presidio di Venaus è al momento bloccata lungo la strada provinciale 210. All’altezza del bivio per Mompantero e poco dopo, sotto al cavalcavia dell’autostrada, in direzione Susa, si trovano due schieramenti del reparto mobile della polizia, assieme alla Digos. Le forze dell’ordine intendono procedere alla identificazione degli attivisti.
Sono una quarantina i veicoli fermi in coda, compresi quelle di giornalisti e troupe televisive. La fila è chiusa da alcune pattuglie dei carabinieri. I militanti No Tav intanto si sono riuniti in piccoli gruppi fuori dalle auto. Alcune persone che si sono trovate casualmente in strada quando la carovana No Tav ha lasciato il presidio stanno fornendo i propri documenti per poter procedere.
Smontato il ‘non campeggio’ a Venaus, controlli rafforzati
Smontato il ‘non campeggio’ installato da giovedì scorso da alcune decine di No Tav nello storico presidio di Venaus, nel terreno di un privato. I militanti stanno raccogliendo zaini, sacchi a pelo e amache per riporle nelle proprie auto e furgoni. L’area resta presidiata da reparti antisommossa e personale della Digos della polizia, con controlli rafforzati da parte delle forze dell’ordine nei punti di accesso a Venaus. Per stamane, ieri i militanti hanno annunciato una mobilitazione: “Vogliamo rompere l’assedio”, “saremo in giro e chiamiamo un appuntamento la mattina alle 10 per uscire insieme dal presidio di Venaus” e “dobbiamo far girare loro la testa”. Sul posto sono presenti giornalisti, fotografi e operatori video. “Smettetela di riprendere, non c’è consenso”, le grida dal presidio, dove i militanti stamattina sono alcune decine. Il movimento, giovedì mattina, si era spostato a Venaus dopo le ordinanze del prefetto di Torino, che hanno vietato tra l’altro il campeggio libero a Susa previsto inizialmente, poi anche a Venaus. I divieti e la sorveglianza rafforzata sono giunti dopo gli attacchi ai cantieri Tav – con oltre 120 unità delle forze dell’ordine ferite – al termine del corteo del 25 luglio scorso.
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