Sette turisti italiani risultano tra le 13 vittime dello spaventoso schianto di un piccolo aereo turistico precipitato nel sud del Perù.
Il velivolo, secondo quanto informa la stampa locale, era decollato da pochi minuti dall’aeroporto di Pisco, Maria Reiche, diretto al famoso sito archeologico di Nazca, con a bordo diversi turisti europei, quando ha perso i contatti con gli addetti al controllo del traffico. Secondo quanto si apprende da un primo resoconto le vittime sono appunto tredici, 11 turisti un pilota e una guida turistica. Oltre agli italiani sono morti anche due spagnoli e due tedeschi. L’ambasciata italiana a Lima è in contatto con le autorità peruviane.
L’incidente sarebbe avvenuto poco prima delle 13 locali di sabato, le 20 in Italia. Al momento non c’è alcuna certezza sulle cause del disastro, ma si fa strada l’ipotesi che lo schianto sia stato causato dal maltempo: nelle ultime ore forti venti hanno interessato la regione, dove violente raffiche hanno provocato la caduta di alberi, danni alle infrastrutture, incidenti stradali e la sospensione temporanea delle operazioni aeree in diverse province.
L’aereo, appartenente alla compagnia Aerodiana, era diretto a Nazca per effettuare un volo turistico sopra le famose Linee di questo celebre sito turistico dove oltre 13mila linee tracciate sul terreno formano 800 disegni, che includono i profili stilizzati di animali comuni nell’area, dalla balena, al pappagallo, dalla lucertola lunga più di 180 metri, il colibrì, il condor e l’enorme ragno lungo circa 45 metri.
William Acosta, ispettore della Dgac (Direzione Generale dell’Aviazione Civile peruviana), ha comunicato che esperti provenienti da Lima arriveranno molto presto sul luogo dell’incidente per condurre le indagini del caso. Quello che è certo è che l’impatto al suolo è stato violentissimo e che non ci sono sopravvissuti.
César Martínez Elías, un membro dei vigili del fuoco di Nazca, ha dichiarato ai media locali che l’aereo coinvolto era un Cessna Caravan 201B.
I nomi degli italiani morti nel disastro aereo in Perù
Due famiglie brianzole residenti a Monza e Seregno sono le vittime italiane dello schianto. Si tratta del nucleo monzese dei Gianturco, composto dal padre Paolo di 59 anni, dalla moglie Cristina Maria Bianco di 57 e dai loro due figli Pietro e Matteo, rispettivamente di 18 e 24 anni.
L’altra famiglia coinvolta è di Seregno: si tratta di Elena Sala, di 58 anni, Massimo Angelucci, anche lui di 58, e del figlio Lorenzo Angelucci, di 24. Il drammatico bilancio dell’incidente conta in totale tredici morti e nessun superstite.
A bordo del velivolo viaggiavano infatti anche due turisti tedeschi, Andreas Hofmann (78) e Gertrud Maria Hofmann (77), due cittadini spagnoli, Amfredo Aviles Muñoyerro (52) e Ana Isabel Sanchez Muñoz (52), e i due piloti peruviani Americo Salazar e Irenka del Carpio.
Le indagini
L’impatto si è verificato durante la fase di rientro dall’escursione sul celebre sito archeologico: i soccorritori giunti sul posto non hanno potuto far nulla per salvare i passeggeri a causa dell’incendio che ha rapidamente avvolto la carcassa del velivolo.
Sul tragico incidente è stato aperto un fascicolo dalla Procura peruviana: il procuratore provinciale Hugo Umiña, scrivono i media locali, si è recato subito sul posto e ha ordinato la rimozione dei corpi. Le salme, aggiunge la radio peruviana, saranno trasferite all’obitorio “per l’identificazione e la successiva restituzione ai familiari”. Ciò avverrà in coordinamento con l’équipe dell’Istituto di medicina legale.
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