“Non erano aggressivi, non era come si vede in alcuni film. Evidentemente sicuri di sì, contando sulla nostra paura”. Così uno degli ostaggi della rapina di ieri in banca a Napoli descrive i banditi che sono entrati in azione nella Credit Agricole. “Quando sono entrati ci hanno prima intimato di salire sopra, poi ci hanno fatto scendere e lì abbiamo atteso. Hanno detto di lasciare i cellulari, lo hanno fatto quasi tutti. Poi, non li abbiamo più visti”. I banditi in quel momento si erano trasferiti nel caveau dove ci sono le cassette di sicurezza mentre a un certo punto l’apertura di un varco ha consentito agli ostaggi di allontanarsi. “Uno di loro – spiega l’uomo – aveva un pantalone tipo quello dei corrieri”.
E’ caccia alla ricerca dei banditi, almeno tre, che hanno compiuto la clamorosa rapina alla filiale della Credite Agricole di piazza Medaglie d’Oro nel quartiere del Vomero a Napoli.
I rapinatori dopo aver scassinato e portato via diverse decine di cassette di sicurezza si sono dileguati allontanandosi nelle fogne. 25 tra dipendenti e clienti sono stati tenuti in ostaggio dai banditi che avevano il volto coperto da maschere che alcuni hanno ricondotto al volto di attori cinematografici. Ancora da quantificare il bottino che potrebbe essere particolarmente ingente. Il contenuto è noto solo ai possessori. Diverse centinaia di clienti ieri sera si sono radunati davanti all’istituto di credito per avere notizie sui loro beni.
Ieri mattina, intorno alle 12, in tre con il volto coperto sono entrati nell’istituto di credito dall’ingresso principale dopo essere giunti sul posto – verosimilmente – a bordo di una Alfa Romeo Giulietta di colore nero. All’intero della banca, da un locale presente nei pressi del caveau, sono sbucati dalle fogne almeno altre due persone (al momento non è chiaro se i banditi fossero 5 oppure 6).
Almeno un paio di loro erano armati: i militari, infatti, hanno sequestrato due pistole che poi si sono rivelate essere delle armi sceniche. Dopo avere raggruppano tutti i presenti, 25 persone in tutto, tra dipendenti e clienti, in un ufficio, la rapina è entrata nel vivo.
Qualcuno, però, all’esterno della banca, si è accorto che stava succedendo qualcosa in quella banca. Sul posto sono arrivati i carabinieri e piazza Medaglie d’Oro è stata presidiata dalle forze dell’ordine. Poco dopo, sono arrivati anche il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, il procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, coordinatore della VII sezione, il comandante provinciale dei carabinieri di Napoli Biagio Storniolo, il sostituto procuratore Domenico Musto.
I malviventi, nel frattempo, sono riusciti a entrare nel caveau (non è ancora chiaro se hanno costretto qualcuno dei dipendenti ad aprire) e, usando degli attrezzi da scasso, hanno divelto decine e decine di cassette, razziando tutto quello che trovavano all’interno. All’esterno, mentre i banditi erano all’opera nel seminterrato, i vigili del fuoco, avuta contezza del luogo preciso dove si trovavano gli ostaggi, si sono aperti un passaggio in un vetro blindato e i carabinieri hanno consentito a tutte le 25 persone presenti in quel locale, di tornare liberi.
Tutti sono apparsi provati e qualcuno ha chiesto l’aiuto dei sanitari ma nessuno ha ritenuto necessario l’intervento dei medici in ospedale. Tutti, ovviamente, sono stati preventivamente identificati. Poco dopo sono giunti i militari del Gis, appositamente allertati, che, una volta entrati, hanno fatto esplodere le cosiddette “flash-bang”, o granate stordenti, esplosivi non letali usati dalle forze speciali e di polizia per disorientare i malviventi.
Nella banca però non c’era traccia dei rapinatori già fuggiti attraverso le fogne con il bottino passando dal foro che avevano usato per entrare. Dalla visione delle immagini di video sorveglianza interni si scopre che sono entrati in azione coprendosi il volto con dei collant, come nei film degli anni ’70.
Il prefetto: ‘Esempio concreto cooperazione interforze’
L’intervento delle forze dell’ordine in piazza Medaglie d’Oro a Napoli, dove c’è stata una rapina nella filiale del Crédit Agricole, rappresenta “un esempio concreto dell’efficacia della cooperazione interforze nella gestione delle emergenze di sicurezza pubblica”. Lo afferma in un una nota il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha seguito costantemente tutte le fasi dell’operazione.
“La messa in sicurezza delle persone e dell’area circostante è stata resa possibile dalla sinergia tra tutte le forze impegnate, che hanno operato con prontezza ed elevato coordinamento, garantendo l’incolumità dei presenti in un contesto ad alto rischio. In assenza di tale azione congiunta, l’evento avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. L’intervento rappresenta un esempio concreto dell’efficacia della cooperazione interforze nella gestione delle emergenze di sicurezza pubblica”, dice il prefetto sottolineando “come l’episodio confermi l’elevato livello di preparazione delle forze di polizia, dei Vigili del Fuoco, del personale sanitario e della Polizia locale, nonché la solidità del sistema di sicurezza territoriale fondato sulla collaborazione e sulla dedizione quotidiana degli operatori”.
“Al Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri e alla Procura della Repubblica di Napoli e a tutti gli intervenuti va il sentito ringraziamento del Prefetto”, prosegue la nota. Di Bari evidenzia che la principale criticità è stata “superata grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, guidati dal Comandante Giuseppe Paduano, che, su indicazione delle forze di polizia presenti sin dalle prime fasi, hanno aperto un varco in una delle pareti di vetro dell’istituto, consentendo l’evacuazione delle persone rimaste bloccate all’interno al momento dell’irruzione dei rapinatori. Tutti i presenti sono stati immediatamente assistiti dal personale sanitario del 118, prontamente intervenuto nell’area, che è stata nel frattempo interdetta al traffico veicolare dalla Polizia locale. All’Arma dei Carabinieri, intervenuta nell’immediatezza sotto il comando del Gen. Biagio Storniolo, si sono affiancati rinforzi della Polizia di Stato, diretti dal Questore, Maurizio Agricola, della Guardia di Finanza, sotto il comando del Gen. Carmine Virno, e della Polizia locale di Napoli” e nel pomeriggio c’è stato dispiegamento del Gruppo di Intervento Speciale (GIS) dei Carabinieri.
“La messa in sicurezza delle persone e dell’area circostante è stata resa possibile dalla sinergia tra tutte le forze impegnate, che hanno operato con prontezza ed elevato coordinamento, garantendo l’incolumità dei presenti in un contesto ad alto rischio. In assenza di tale azione congiunta, l’evento avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. L’intervento rappresenta un esempio concreto dell’efficacia della cooperazione interforze nella gestione delle emergenze di sicurezza pubblica”, conclude il prefetto.
Manfredi, ‘rapina a Napoli da grandi professionisti come in un film’
“Dai dati che noi abbiamo avuto dalla Abc (municipalizzata del Comune di Napoli, ndr) che è intervenuta per capire bene il lavoro fatto nel sottosuolo, è stata veramente una rapina programmata da mesi, con grandissimi professionisti che hanno fatto un lavoro veramente da film”. Lo ha detto il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, commentando la rapina avvenuta ieri al Vomero.
“Sono rimasto – ha spiegato a margine del convegno “Il Mezzogiorno dopo il Pnrr” – anche sorpreso dal fatto che tante persone abbiano lavorato nel sottosuolo per mesi e nessuno si sia accorto di nulla. Ora vanno fatte delle indagini molto approfondite, capire anche poi le motivazioni di una rapina che ha impegnato risorse criminali così ingenti e grandi professionisti. So che le forze dell’ordine stanno lavorando con grande attenzione insieme alla magistratura. Noi come Comune e la nostra azienda Abc subito siamo intervenuti con i suoi tecnici e abbiamo dato tutte le informazioni e i rilievi che possono aiutare le indagini. Ci auguriamo che rapidamente possano essere individuati i responsabili”.
Manfredi ha pensato anche ai tanti valori di famiglia persi dalle famiglie: “E’ una cosa molto dolorosa – ha detto – ma il colpo è stato pianificato in una maniera scientifica, fatto al centro della città, quindi una cosa che veramente lascia basiti. Però noi stiamo dando il massimo supporto possibile agli investigatori”.
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