Bruxelles pronta ad aprire a giugno i primi capitoli per l’adesione di Kiev. Tajani: ‘Favorevoli, ma la priorità sono i Balcani’. Muro della Lega

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    La Commissione Ue va verso la proposta dell’apertura del primo gruppo di capitoli negoziali, o ‘cluster’, sull’adesione dell’Ucraina al Consiglio Affari generali del 16 giugno. L’incontro precede il summit dei leader Ue del 18-19 giugno, che potrà esprimersi sulla proposta. E’ quanto si apprende da diverse fonti a Bruxelles.

    Secondo il portale europeo Euractiv.com ci sarà la proposta di aprire il primo ‘cluster’ anche per la Moldavia. A concorrere all’accelerazione è stato anche l’arrivo di Peter Magyar a capo del governo Budapest. Un incontro tra Magyar e Volodymyr Zelensky potrebbe essere calendarizzato agli inizio di giugno. 

    “Noi siamo favorevoli all’avvio di un percorso che porti l’Ucraina all’interno dell’Unione Europea, ma non dobbiamo dimenticare che ci sono altri Paesi candidati. Per noi la priorità sono i Balcani, fermo restando che l’Ucraina e la Moldavia devono avviare un percorso, devono anche combattere la corruzione, rispettare le regole per far parte dell’Unione Europea. Noi siamo pronti a far la nostra parte per aiutarli”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando coi giornalisti a Limassol.

    “La Lega è assolutamente contraria ad ogni ipotesi di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. Oltre a non avere i requisiti necessari, che altri Paesi hanno o stanno per ottenere dopo anni di lavoro, Kiev nella Ue rappresenterebbe un danno economico e sociale di enormi proporzioni”. Così una nota della Lega. 

    Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto agli Stati Uniti maggiori munizioni per i sistemi di difesa aerea Patriot al fine di contrastare i missili balistici russi. Lo riporta l’Afp. Secondo un documento visionato dall’agenzia di stampa, in una lettera datata 26 maggio e indirizzata al presidente statunitense Donald Trump, Zelensky ha chiesto agli Stati Uniti di “aiutarci a garantire questo strumento vitale di protezione contro il terrorismo russo, i missili Patriot Pac-3 e i sistemi aggiuntivi, per fermare i missili balistici russi e altri attacchi missilistici russi”.  

    Quasi 500.000 soldati russi sono stati uccisi dall’inizio della guerra in Ucraina. Lo ha dichiarato Anne Keast-Butler, direttrice della Gchq, l’agenzia d’intelligence britannica, omologa dell’americana Nsa, che si occupa di cyberattacchi e di spionaggio e controspionaggio digitale. Secondo Keast-Butler, il dato dell’intelligence di Londra dimostra che Vladimir Putin “sta arretrando sul campo di battaglia”. In passato Kiev aveva indicato anche cifre più che doppie, intorno al milione di morti.

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