“Credo che il livello di qualità dell’università italiana sia complessivamente buono. Quello che può essere rafforzato è la partnership tra enti pubblici e privati nella formazione: se confrontiamo la situazione italiana con quella di altri Paesi, vediamo che c’è margine per fare di più”. Così la rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Elena Beccalli, ospite ad un forum ANSA a Roma.
“Credo – ha aggiunto – sia di tutto interesse per il sistema Paese investire in partnership pubblico-privato per la formazione universitaria e anche di secondo grado”. Per quanto riguarda la Cattolica, il rapporto con imprese, organizzazioni e mondo del lavoro, nel 2025 ha visto 39.306 aziende registrate sul portale per annunci di stage e lavoro, 11.444 stage aziendali attivati nel 2025, 323 attività conto terzi e oltre 31.000 convenzioni di tirocinio formativo attive.
“Dopo il Covid lo notiamo ovunque: abbiamo studenti più fragili, più ansiosi, molto preoccupati della performance. Dobbiamo prestare attenzione al loro benessere psicologico e attivare meccanismi di resilienza. Hanno bisogno di figure di riferimento”, ha spiegato Beccalli, che da giugno 2025 è presidente della Federazione Europea delle Università Cattoliche, che riunisce un network di 62 atenei. “Intelligenza artificiale, fragilità dei giovani e calo demografico, sono le tre grandi sfide – ha precisato Beccalli – che riguardano tre trasformazioni trasversali del nostro tempo e che riguardano tutti gli atenei, non solo quelli cattolici”. Sono questi i temi di cui si parlerà a maggio a Zagabria all’assemblea della Federazione Europea delle Università Cattoliche. “Le sfide costituite dai primi due temi – ha sottolineato la rettrice – sono evidenti, ma il terzo merita particolare attenzione. In Università Cattolica lo facciamo con percorsi di supporto psicologico per gli studenti e con una forte attenzione al benessere, anche mettendo a disposizione spazi in cui coltivare relazioni tra pari”.
“Dall’intelligenza artificiale al cambiamento climatico, dalla globalizzazione alle disuguaglianze: saranno le materie che, in modo integrato, verranno affrontate dal nuovo corso di laurea magistrale che partirà a settembre 2027 all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Perché riteniamo che l’eccessiva specializzazione non sia il modo migliore per affrontare le grandi complessità del mondo di oggi”, spiega la rettrice.
La “Scuola dei Saperi”, di durata biennale, si sviluppa in parallelo all’offerta formativa delle lauree magistrali e si rivolge a 80 studenti e studentesse provenienti dalle varie facoltà, proponendo metodologie didattiche innovative, per affrontare le grandi sfide del nostro tempo. “Sarà il progetto più innovativo del piano strategico 2026-2028 dell’università, con cui sviluppare – ha precisato la rettrice – un percorso che affianca quello tradizionale per affrontare le grandi questioni del nostro tempo in prospettiva multidisciplinare, mettendo in dialogo le discipline. Permetterà ai docenti di approfondire le questioni più urgenti per continuare a costruire la classe dirigente di domani, in un contesto di policrisi e interconnessioni”. L’altro progetto dell’Università Cattolica riguarda lo sviluppo di percorsi post laurea, in collaborazione con la piattaforma digitale internazionale FutureLearn, per una formazione che abbracci l’intero arco della vita professionale. “In particolare – ha detto Beccalli – il Piano Strategico prevede l’attivazione su questa piattaforma di 30 nuovi master da erogare interamente a distanza in rete con prestigiosi atenei internazionali. Le professioni evolvono a una tale rapidità che non è più pensabile fermarsi alla laurea e con tale progettualità rispondiamo a tale urgenza”.
“Il Piano Africa è uno dei progetti portanti del Piano Strategico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e prevede un insieme di iniziative in ambito educativo e sanitario. Al momento sono attivi oltre 125 progetti in 40 Paesi africani, alcuni dei quali sono stati visitati anche da Papa Leone XIV nel suo primo viaggio in Africa”, afferma la rettrice. Per la sua realizzazione è stato costituito un Comitato direttivo composto da professori di ciascuna delle 12 Facoltà per progetti che vanno dall’education alle scienze agrarie, dal management alla medicina. Tra questi c’è Atlantis, finanziato nel 2025 dal ministero dell’Università e della Ricerca, per iniziative educative transnazionali con Paesi africani nell’ambito del Piano Mattei.
“Affronta le grandi sfide sociali e ambientali – spiega la rettrice – promuovendo l’educazione innovativa, le collaborazioni di ricerca e la mobilità accademica per creare ecosistemi sostenibili tra Africa e Italia”. Le attività si concentrano su tre tematiche come tecnologie emergenti, blue & green economy e imprenditorialità sostenibile. Il secondo progetto è il the Global MBA in Impact Entrepreneurship erogato E4Impact in in partnership con 31 università africane ed ha formato nel tempo oltre 2000 imprenditori africani. In questo caso l’obiettivo è “aiutare gli imprenditori africani a trasformare buone idee in imprese socialmente responsabili e aiutare le piccole e medie imprese europee che desiderano operare in Africa”, ha concluso.
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