Alla Camera la relazione dell’Anac: ‘La corruzione è diventata più insidiosa e sfuggente’

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    Il fenomeno della corruzione “si è fatto più insidioso e sfuggente, per insinuarsi in ogni interstizio della vita pubblica”. E’ quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sull’attività svolta da Anac nel 2025 presentata questa mattina alla Camera. “Non più soltanto le tradizionali tangenti – rileva l’Autorità anticorruzione – ma una costellazione di condotte subdole: dalle consulenze fittizie alle sponsorizzazioni opache, dai concorsi inquinati alla distrazione dei fondi dell’Unione (in crescita del 35% lo scorso anno, secondo la Procura europea). A volte, arriva addirittura a lambire i livelli istituzionali più alti: non si limita a violare le regole, ma punta a riscriverle, privatizzando la sovranità”.

    Alla Camera, nella Sala della Regina, l’Autorità nazionale anticorruzione presenta la Relazione sul 2025, con il presidente della Repubblica Mattarella, il presidente della Camera Fontana e il presidente dell’Anac Busia.

    C’è una “esplosione degli affidamenti diretti per servizi e forniture, fra i quali anche le consulenze”, rileva l’Anac sostenendo che il “Decreto Correttivo al Codice ha lasciato aperte faglie insidiose”. Nel 2025 questi affidamenti “hanno interessato quasi il 95% delle acquisizioni totali, con un significativo addensamento a ridosso della soglia, tra i 135.000 e i 140.000 euro. “Dietro questa prassi – sostiene l’Anac – si annidano sovente sprechi, opportunismi, frazionamenti artificiosi, talvolta perfino infiltrazioni criminali. E, in qualche contesto, gli amministratori onesti restano più esposti a pressioni indebite, non potendo più opporre, sotto tale soglia, la necessità di un confronto competitivo”.

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