In Italia il ‘Sorpasso’ è sinonimo di
film, negli Usa “the pass” è per antonomasia quello che Alex
Zanardi effettuò in una gara di Formula Cart a Laguna Seca nel
1996. Una manovra impossibile, alla curva detta ‘Cavatappi’, che
dal giorno della scomparsa del campione viene riproposta
all’infinito sui social, insieme con un’altra sua specialità che
in Usa e non solo ha fatto scuola, i ‘doughnut-shaped circles’,
le derapate in sovrasterzo sul posto per sottolineare la
vittoria.
Sono trascorsi 30 anni ma il segno lasciato da Alex
oltreoceano resta ancora più forte della traccia di quelle
sgommate e lo testimonia lo spazio dedicatogli da tutti i media
Usa, col sito dell’Indycar Series, che per due giorni ha
riservato l’apertura al “carismatico pilota italiano”, diventato
poi una leggenda sportiva mondiale ma rimasto sempre legato alle
sua radici, Bologna e la vicina Castel Maggiore, dove vivono la
madre e ancora tanti amici d’infanzia.
Una scia di momenti ed esperienze unici che parte da lontano
e che ha visto Zanardi finire spesso sotto i riflettori per il
suo esempio e le sue imprese, ma anche capace con le parole di
emozionare e ispirare, raccontando il suo vissuto, come ebbe
modo di fare negli Usa anche al “Late show” di David Letterman,
o tante altre storie, come negli anni della conduzione della
trasmissione ‘Sfide’, dal 2012 al 2016 sulla Rai. Innumerevoli
interviste, ma anche libri e documentari gli hanno dato modo di
testimoniare la sua figura, la sua esperienza, una vita da film
che ha tutto per poter ispirare un’opera cinematografica.
E tra le migliaia di post che gli hanno dedicato, spicca
quello di un regista come Marco Ponti, che così lo tratteggia:
“Che bello che eri Alex e che bello che è stato il tempo in cui
i nostri giorni oscuri erano illuminati dalla tua luce. Viene da
dire: però, Zanardi da Castel Maggiore all’eternità… boia che
viaggio”. Un viaggio che, scrive mons. Dario Edoardo Viganó,
della Pontificia Accademia delle Scienze, è stato “testimonianza
luminosa e concreta. La sua vita è stata un modello per tutti
noi. In ogni ostacolo ha saputo scorgere un varco, trasformando
il limite in occasione di rinascita”.
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