Al via l’era Warsh alla Fed. Trump: ‘Voglio tu sia indipendente’

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    Kevin Warsh è ufficialmente il presidente numero 17 della Federal Reserve. Ha promesso una guida “orientata alle riforme”, nel giuramento tenuto alla Casa Bianca per la prima volta dal 1987, dai tempi di Alan Greenspan. “Onestamente, e lo dico sul serio, senza secondi fini, voglio che Kevin sia totalmente indipendente. Voglio che sia indipendente e che svolga solo un ottimo lavoro”, ha affermato Donald Trump nelle battute introduttive della cerimonia.

    “Non guardare me. Non guardare nessuno. Fai semplicemente a modo tuo e svolgi un ottimo lavoro”, ha rincarato il tycoon, a voler fugare i dubbi sulla scelta di Warsh con l’obiettivo di assicurarsi quei tassi di interesse più bassi che con piena insistenza ha richiesto nell’ultimo anno al presidente uscente Jerome Powell, con il quale ha avuto scontri ferocissimi, senza precedenti. Tuttavia, Trump ha chiarito cosa, a suo avviso, Warsh avrebbe dovuto fare: “Kevin comprende che, quando l’economia è in pieno boom, è un’ottima cosa. Vogliamo arginare l’inflazione, ma non vogliamo frenare la grandezza. Dobbiamo dare il massimo, lasciare semplicemente che l’economia esploda. Vogliamo che esploda”.

    Warsh, da parte sua, ha detto che guiderà una Federal Reserve “orientata alle riforme: il nostro mandato è promuovere la stabilità dei prezzi e la massima occupazione. Quando perseguiamo questi obiettivi con saggezza e chiarezza, con indipendenza e risolutezza, l’inflazione può essere più contenuta e la crescita più robusta”. Occorre, in altri termini, “imparare dai successi e dagli errori del passato, rifuggire da schemi e modelli statici e sostenere al contempo chiari standard di integrità e performance”.

    Warsh, 56 anni, sale alla guida della più importante centrale del pianeta in una fase delicatissima dell’economia americana: i rendimenti dei Treasuries sono elevati e alimentano le tensioni sulla sostenibilità del debito; l’inflazione tende al rialzo con i prezzi del greggio oltre i 100 dollari per la guerra in Medio Oriente; e la fiducia degli americani nell’economia è crollata ai minimi storici (l’indice Michigan a maggio è crollato a 44,8), a rimarcare le difficoltà di Trump nel mantenere le sue promesse elettorali di rilancio della crescita. La fiducia, inoltre, è scesa in modo costante negli ultimi mesi con la guerra in Iran che ha riacceso l’inflazione: tre americani su quattro ritengono che le condizioni economiche stiano peggiorando.

    Naturale, quindi, una domanda divenuta all’improvviso pressante: potrebbe Warsh disporre della copertura politica necessaria per fare l’esatto contrario rispetto ai desiderata di Trump e rialzare i tassi? Il tycoon ha promesso una “totale indipendenza”. Con i prezzi della benzina a 4,552 dollari al gallone, lo spettro del record storico a 5,016, centrato nel 2022 durante la presidenza Biden, è a un passo. In vista delle delicate elezioni di midterm di novembre, The Donald, sotto pressione, potrebbe decidere di giocare tutte le sue carte a disposizione, anche premendo sulla Fed.

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