Finisce all’attenzione del Parlamento, della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, il caso ‘Bisteccheria Italia’, il ristorante romano di cui era socio l’ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro e che vede indagato Mauro Caroccia – che sta scontando una pena a 4 anni per legali con il clan camorristico dei Senese – accusato con la figlia di riciclaggio. Da martedì sera è all’attenzione dell’organo parlamentare la richiesta della Procura che vuole acquisire tutte le chat intercorse tra l’esponente di Fdi e l’indagato.
Nei prossimi giorni si procederà con la nomina di un relatore per l’esame. Sull’esito del voto al momento fonti parlamentari di Forza Italia si limitano a dire che “prima c’è la necessità di leggere le carte” ma a microfoni spenti nel centrodestra c’è chi si dice già certo che la richiesta “non sarà accordata” in quanto “incongruente”. Dal canto loro le opposizioni invitano Delmastro – non indagato nel procedimento – a mettere a disposizione degli inquirenti le chat. L’iniziativa dei magistrati di piazzale Clodio è legata al sequestro del cellulare di Caroccia fatto nelle scorse settimane. Gli inquirenti puntano ora ad analizzare i messaggi scambiati tra i due per ricostruire i rapporti e la genesi della società ‘Le 5 Forchette’, proprietaria del ristorante al centro dell’inchiesta. Nell’atto partito da piazzale Clodio si chiede alla Camera di essere autorizzati ad “accedere e prendere cognizione delle comunicazioni, memorizzate sul dispositivo in sequestro, destinate all’onorevole Delmastro e provenienti dal medesimo, nonché ad acquisirle agli atti del procedimento”.
Nella richiesta i pm affermano, inoltre, che “secondo quanto riferito dallo stesso proprietario del dispositivo, all’interno del cellulare sarebbe presente una chat contenente corrispondenza informatica intercorsa con il deputato”. Secondo la difesa di Caroccia, nelle conversazioni – contenute in una chat ribattezzata proprio ‘5 Forchette’ – non emergerebbero elementi di rilievo penale. “In base agli elementi a mia conoscenza – afferma l’avvocato Fabrizio Gallo – nelle chat ci sono espressioni inopportune rispetto al ruolo rivestito da Delmastro, ma nulla che abbia a che fare con la criminalità organizzata”. Dalle parole dell’avvocato dell’indagato si evince che dal device potrebbero venire fuori dialoghi relativi al ristorante e forse – ma il condizionale e d’obbligo – elementi legati alla genesi del rapporto tra i due. Il legale ritiene inoltre che il Parlamento possa concedere l’autorizzazione senza particolari criticità. “Non ci sono riferimenti ad attività illecite o a soldi del clan – aggiunge – anzi quei dialoghi potrebbero risultare utili a escludere qualsiasi collegamento con l’ipotesi accusatoria”.
Parallelamente, gli inquirenti inseriranno negli atti anche l’audizione svolta dall’ex sottosegretario in Antimafia. Giovedì la commissione invierà in Procura il resoconto stenografico della seduta, compresa la parte secretata in cui si sono affrontate informazioni riservate. Delmastro davanti ai colleghi parlamentari ha ricostruito la vicenda che lo ha coinvolto, parlando di una “leggerezza politica” e sostenendo di non essere stato a conoscenza del passato giudiziario di Caroccia. “Se avessi fatto verifiche non avrei costituito la società”, ha dichiarato aggiungendo di essere entrato per la prima volta nel locale forse “consultando le app: ci siamo fermati lì ma era comunque pieno, aveva una struttura simpatica e così dopo qualche mese ci finii per la prima volta”. Secondo l’impianto accusatorio Caroccia avrebbe “trasferito e reinvestito” nella società proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese. Chi indaga, in coordinamento con i pm di Torino, è al lavoro sulla Srl fondata nel dicembre 2024 con una compagine societaria di cui facevano parte oltre all’ex sottosegretario anche Elena Chiorino, Davide Zappalà e Cristiano Franceschini. Gli investigatori, con il supporto della Guardia di Finanza, intendono chiarire i rapporti tra Caroccia e i soci della Srl. Proprio in questo ambito determinante potrebbe rivelarsi l’analisi del cellulare sequestrato. Nel corso dell’interrogatorio del primo aprile scorso, Caroccia ha dichiarato di avere conosciuto Delmastro nel ristorante che gestiva in precedenza (Baffo) sostenendo che l’ex sottosegretario avrebbe deciso di aiutarlo economicamente.
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