Il tramonto sopra il Centrale viene coperto dalle nuvole, ma il ‘rosso’ più famoso del pianeta risalta sulla terra del Foro Italico. L’attesa per l’esordio a Roma di Jannik Sinner è finita: spalti e villaggio del tennis sono gremiti dal mattino, le parrucche arancioni colorano il site e al Foro tornano a vedersi i Carota Boys, oltre che fan travestiti da n.1 del mondo.
Un break per set e terzo turno conquistato con il punteggio di 6-3, 6-4 in un’ora e 40 minuti di gioco. Un tempo che si allunga solo perché nel finale di partita il gioco viene interrotto due volte: prima per una caduta di uno spettatore sugli spalti e poi per un secondo malore sempre tra il pubblico. Entrambi sono rimasti sempre vigili, stanno bene e con i soccorsi intervenuti tempestivamente.
Non si lascia distrarre Sinner che tornerà in campo lunedì, con l’orario ancora da definire, ma se l’organizzazione del torneo dovesse seguire lo schema dell’anno scorso, allora potrebbe scendere in campo nel turno diurno del Centrale. Intanto inizia il cammino verso la finale, dove nel 2025 perse da Alcaraz, ma quest’anno lo spagnolo non ci sarà. Un ostacolo in meno per Jannik, nel tentativo di riportare il singolo maschile tra le braccia di un italiano a cinquant’anni dall’ultima vittoria di un azzurro (Panatta nel 1976).
Non si conferma Jasmine Paolini, eliminata al terzo turno contro Elise Mertens, per un tabellone femminile che vede uscire con largo anticipo anche la n.1 Aryna Sabalenka.
A non tradire, come detto, è Jannik, neanche sulla quella superficie che – fino a poco tempo fa – sembrava essergli ancora un po’ indigesta. Il bilancio dei primi 26 titoli ATP vinti diceva che l’unico torneo sulla terra portato era quello di Umago del 2022.
Ora la musica sembra cambiata, perché ha vinto a Montecarlo, ha dominato a Madrid e ora ci proverà anche a Roma. Tutto questo per poi arrivare al grande obbiettivo della stagione: il Roland Garros, l’ultimo slam che manca alla bacheca del n.1 del mondo.
Dal suo lato del tabellone nella Capitale, poi, un altro italiano: Flavio Cobolli. Buono l’esordio per il tennista romano contro Atmane (liquidato in due set). I due azzurri andando avanti potrebbero affrontarsi in semifinale, ma prima per il tennista romano ci sarà lo scoglio Tirante. Nel frattempo supera l’emozione dell’esordio, battendo anche i cori della Lazio.
Già, perché la vicinanza della BNP Paribas Arena allo stadio Olimpico fa sì che tutto il primo set, lui che è romano e romanista, lo giochi con gli inni della squadra biancoceleste in sottofondo. “Ma il bello dello stadio è proprio questo, con i tifosi che cantano gli inni della loro squadra”, la risposta a chi gli chiede se li avesse sentiti. E sì, l’ha sentiti. Senza però che lo turbassero. Superata l’emozione del primo set, infatti, gestisce il secondo. “Sogno ogni giorno dell’anno di vivere questa atmosfera”, dice Cobolli che però ha anche un altro sogno: quello di giocare sul Pietrangeli. Lo farà domani ma in doppio con Sonego, mentre per la coppia Paolini-Errani si dovrà aspettare ancora un po’.
Nel frattempo Jasmine a fine torneo – dopo il ko contro Mertens nel singolo – uscirà dalla top ten, a conferma di una stagione fin qui difficile. “Spero di tornare sui miei livelli – le parole subito dopo la sconfitta -. Ma ora non devo circondarmi di negativo. Se faccio le cose bene so di esser competitiva”. Dunque l’appuntamento va al Roland Garros, ma non prima di aver provato a confermare il titolo con Errani nel doppio a Roma.
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