Razzo colpisce un mezzo nella base italiana Unifil, nessun ferito

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    Il caos nel sud del Libano prosegue coinvolgendo ancora i caschi blu. L’ennesimo segno dell’instabilità della tregua è il razzo di Hezbollah finito contro la base del contingente italiano a Shama, settore Ovest di Unifil.

    Il missile a corto raggio per fortuna non ha provocato feriti ma si sarebbe schiantato in campo aperto e disintegrandosi, durante l’impatto a terra, una scheggia avrebbe solo forato la gomma di un mezzo. Il pezzo di artiglieria, da 107 millimetri, è generalmente utilizzato dalle milizie sciite, gli accertamenti sulla dinamica sono ancora in corso e il ministro Guido Crosetto è in costante contatto con i vertici della Difesa e dello stesso contingente italiano.

    Si tratta dell’ennesimo effetto collaterale delle ostilità tra Israele ed Hezbollah, nonostante gli accordi sul cessate il fuoco siglati nelle scorse settimane, in un conflitto che sembrava essere rallentato rispetto a un mese fa, quando nel Sud del Paese in una settimana invece si superavano i cento lanci quotidiani di razzi da parte di Hezbollah e i trecento dell’Idf mentre i soldati Onu, tra cui gli oltre mille militari italiani, restavano sempre più frequentemente nei bunker per gran parte delle giornate. I lanci, in particolare dalle milizie sciite, invece adesso sono tornati ad intensificarsi mentre proseguono anche i raid di Israele a Beirut, dove nelle ultime ore sarebbe stato ucciso il comandante della Forza Radwan di Hezbollah, unità specializzata in operazioni speciali e tattiche di infiltrazione.

    Il tutto ad una settimana al terzo round di negoziati a Washington tra i due Paesi. Meno di un mese fa, il 12 aprile scorso alla vigilia della visita del ministro degli Esteri Antonio Tajani a Beirut, erano state le unità dell’Idf a finire sotto i riflettori per lo speronamento di due veicoli italiani da parte dei carri armati israeliani, così come alcuni giorni prima erano stati esplosi dei colpi di avvertimento, con un proiettile caduto a un metro di distanza dai nostri militari.

    Al contingente francese qualche settimana fa è andata decisamente peggio, quando due caschi blu sono stati uccisi durante un’imboscata: Parigi ha accusato dell’attacco Hezbollah, che però ha negato ogni coinvolgimento. Solo lunedì scorso il ministro Crosetto ha visto il sottosegretario generale Onu per le operazioni di pace, Jean-Pierre Lacroix, valutando la possibile estensione del mandato Onu in Libano oltre il 31 dicembre, prevedendone il rafforzamento anche attraverso regole di ingaggio diverse e parallelamente il potenziamento delle capacità delle Forze armate libanesi.

      

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