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Zangrillo al Forum ANSA: “Il criterio del merito va introdotto anche per i magistrati”

 “Io penso che il tema del merito riguarda tutte le categorie professionali, quindi non penso che ci sia nessuno esente da questa dinamica. Questo vale per i giornalisti, vale per i manager e vale anche per i politici che vengono valutati dal popolo. Non vedo per quale motivo la categoria dei magistrati non debba essere anch’essa assoggettata a delle dinamiche valutative che ne esprimono il merito”. Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo durante il forum ANSA.

“Esiste un organo che valuta i magistrati – ha spiegato -, che è il Consiglio superiore della magistratura, però se andiamo a vedere e confrontiamo ciò che è accaduto nel tempo mi sembra che anche qui qualche incoerenza ci sia. A cosa faccio riferimento? Tra il 1992-2024 in Italia ci sono state più di 80 mila persone che sono state in carcere e che non hanno commesso il fatto e quindi assolte. I magistrati hanno in mano la vita delle persone, quindi se sbagliano anche loro, come tutte le altre categorie di lavoratori, devono essere valutati. Devo dire che sono i fatti che ci raccontano che oggi il sistema di valutazione dei giudici non è efficace, perché non rappresenta correttamente la realtà”.

Se dovesse vincere il no al referendum sulla giustizia “non vedo perché il governo debba dimettersi. Questo governo è un governo stabile, è un governo riconosciuto, è un governo che credo abbia lavorato bene in questi anni, poi saranno i cittadini a valutarlo”, ha aggiunto Zangrillo. “Io sono un convinto sostenitore del sì – ha spiegato Zangrillo – e non perché il mio partito sostiene il sì, ma perché come cittadino sono assolutamente convinto della necessità di avere le carriere separate, che poi rappresentano solo una parte delle riforma della giustizia. Io le ragioni del no ancora non le ho sentite, perché mi sembra che il no la butti sempre in politica e sta trasformando questa consultazione referendaria in una consultazione sul governo”.   

Gli ultimi rinnovi contrattuali sono stati siglati senza la Cgil e “azzardo a dire che non è stata una scelta del governo ma della Cgil”, ha detto il ministro, parlando della tornata contrattuale 2022-2024 ed accennando alla prossima per il triennio 2025-27. “Adesso non vorrei apparire troppo ottimista – ha detto -, però abbiamo già fatto due o tre incontri e devo dire che l’atteggiamento della Cgil oggi è molto più portato al dialogo. Quindi, diciamo che sono ottimista sulla possibilità di recuperare anche l’adesione della Cgil nel rinnovo. Lo ripeto, l’unione sindacale ha un suo valore”.

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